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C'è chi diceva "sei ciò che mangi", io sono ciò che faccio. PS Il mio nome? Si pronuncia SUAFCA. Inutile chiedersi per cosa sta la G...

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5/03/2006

Marketing del Vino TRASLOCA!

Già da tempo meditavo di fare qualche cambiamento. Ora è definitivo, anche se come per tutti i traslochi, non è ancora terminato del tutto. Vado via, faccio le valigie e vado a stare su www.marketingdelvino.it. E già che ci sono cambio pure piattaforma, passo da Blogger (che comunque mi piace) a Wordpress, dove le categorie sono più facilmente gestibili (perché qui esistono e non devo fare magheggi per crearle) e il software è pure open source - fattore che, credo, sia il vero futuro. Speriamo che Google non me ne abbia a male, ma per sicurezza, anche se tutto il blog è stato importato nella nuova "casa", lascio anche qui i post per archivio. Quali sono le novità? Il nuovo blog ha un'area download, un'intera pagina dedicata ai link, e una sezione speciale per le tesi di laurea dedicate al vino. Questo perché negli ultimi mesi numerosi studenti universitari mi hanno chiesto qualche dritta su testi etc, e quindi ho pensato di raccogliere qualche info qui. A chi mi ha linkato in precedenza, chiedo la cortesia di aggiornare l'indirizzo. A chi non l'aveva ancora fatto... suggerisco di approfittare dell'occasione per farlo ora! ;-)

Gli americani bevono più vino dei francesi... Quasi!

In questi giorni sono uscite alcune ricerche che evidenziano come il mercato statunitense sia in grado di assorbire sempre più vino. Tanto che gli americani sono sulla buona strada per battere i francesi in termini di consumo di vino tra soli tre anni. Una notizia-non notizia, sotto un certo punto di vista, considerando che gli americani sono "un pizzico" più numerosi dei francesi. Mentre il consumo del vino diminuisce in Francia (-3% nel 2005 vs 2004), aumenta nel Regno Unito (+5%) e negli Stati Uniti (+3%). Ciò che sembra a mio avviso più interessante da un punto di vista marketing è il fatto che questa crescita dei consumi statunitensi, secondo uno studio del Wine Market Council, sarebbe determinata non solo da fattori come il riconoscimento da parte del pubblico degli effetti benefici del vino sulla salute, ma anche l'aumento di popolarità dei vini di importazione tra i ventenni. Ora, quanti sono i ventenni negli Stati Uniti? Secondo il sito del loro Censimento (U.S. Census Bureau) la popolazione tra i 20-24 ammonta a quasi 19 milioni, quella tra i 25 e i 34 a quasi 40 (dati riferiti al censimento del 2000). In altre parole, questa fascia di popolazione, già da sé è grande quanto tutta la popolazione francese...

[Letture utili] Uomo o donna? Nuove forme di comunicazione per le aziende del vino

INCIPIT Finalmente nel mondo del vino si è capito un concetto fondamentale: con l'aumento dell'acquisto del vino in bottiglia nella grande distribuzione, capita sempre più spesso che siano le donne ad acquistare il vino. In Francia, ad esempio, il 70% del vino è acquistato in supermercati e ipermercati, e l'80% di questi acquisti viene fatto da donne. Simili percentuali (tra il 60 e il 70%) si riferiscono anche alle consumatrici statunitensi, britanniche e tedesche, e lo stesso trend vale anche per l'Italia. Così la cosiddetta "responsabile d'acquisto" diventa la protagonista degli spot pubblicitari e le etichette (e i brand) vengono ridisegnati su sua misura, tanto più che ora sceglie i vini per sé, indipendentemente magari dai gusti e consigli del proprio partner. In altre parole, non solo si sta sviluppando un gusto per il vino tutto femminile, ma il mercato sta rispondendo a questa nuova tendenza, soprattutto nel mondo anglosassone. Di esempi di etichette "al femminile" ce ne sono parecchi in giro. Persino... Continua a leggere su Art Motions Foto di Valentina Jori -- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 5/03/2006 12:21:00 PM

4/28/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Vini con aggiunta di infusi: stiamo davvero alla frutta...

Leggo in questo istante una notizia apparsa su Decanter.com in cui si parla del successo dei vini aromatizzati in Australia. Sia ben chiaro, non vini ottenuti da uve aromatiche (e.g. Moscato, Malvasia & co), ma vini che hanno subito l'aggiunta di infusi di frutta... Alcuni esempi sono uno Shiraz al gusto di frutti di bosco, un Sauvignon Blanc-Semillon ai frutti tropicali, uno Chardonnay al sapore di cedro (ma senza passaggio in legno) e il Killawarra Krush al gusto passion-fruit e ginseng della Southcorp [l'ingrediente ginseng non è casuale ma il risultato di studi sul consumatore che hanno confermato l'analogia ginseng-salute]. Non contesto queste scelte, perché da un punto di vista patriottico rendono ancora più importanti i vini veri italiani, e da un punto di vista da markettara se c'è mercato (e i risultati positivi lo dimostrano con crescite da capogiro) allora ben venga il prodotto. Forse l'unica cosa che contesto è la scelta di fondare questi prodotti su uno stereotipo che ironicamente sembra aver anticipato di qualche tempo citazioni marchiane di sciampiste (o shampiste??)... La linea più importante di questi vini-frutto che nulla hanno a che vedere anche con Luca Maroni, la Nautico, è stata infatti lanciata a Natale con un programma dedicato, guarda caso, proprio alle shampiste... le consumatrici ideali di questi prodotti. Così la dichiarazione di Lynda Schenck, marketing manager di Nautico, apparsa su Decanter.com "We're trying to get to real people. The hairdressers loved it." Puntiamo alle vere persone. Le parrucchiere l'adorano, mi è sembrata... come dire... un po' border line! Trattare il consumatore a forza di stereotipi può pagare in una prima fase, ma di sicuro non nel lungo periodo. Ma forse è solo l'uscita infelice di una marketing manager... Staremo a vedere.
Per maggiori dettagli sui focus group di Nautico

4/27/2006

[Nuove Tecnologie e Innovazione] Donnafugata.it : finalmente in Italia un sito web del vino fatto a regola d'arte

Troppo spesso capita di vedere nel mondo del vino siti fatti "così così", anche nel caso di aziende di fama indiscussa offline. Siti stracolmi di animazioni flash, con news antiche ("siamo presenti al Vinitaly 2002 allo stand XX al padiglione XXX), con indicizzazioni lontane dall'ottimizzazione e quindi praticamente impossibili da trovare... In questo marasma dell'eno-navigazione italiana c'è un'azienda che invece è capace di mostrare a tutti come si fa davvero un sito web: Donnafugata. Il sito, già online da tempo, è stato rilanciato lo scorso Vinitaly con una grafica nuova - ma senza creare smarrimenti nel navigatore che già conosceva il sito, anzi accentuando l'aspetto della facilità di navigazione. Come mi ha raccontato José Rallo, infatti, si erano resi conto che c'erano alcune sezioni dove i navigatori non riuscivano ad arrivare, ma il problema è stato presto risolto. Forti infatti del successo consolidato (62.000 accessi in un anno, 2.000 iscritti alla newsletter e una visita media da record - 8 minuti!), hanno investito nuovamente nel sito puntando su tecnologia opensource, php e database MySql per renderlo dinamico. I contenuti multimediali ci sono eccome, ma una volta tanto vengono risparmiate al navigatore ore intere passate ad aspettare che si carichi l'animazione in Flash... Il "Media Center" è stracolmo di foto e videoclip (come quelli dei concerti di Donnafugata Music & Wine Live...) e il sito, attraverso l'area Download, diventa uno strumento utile sia per il consumatore finale che per chi il vino lo distribuisce. Il primo può individuare tramite un motore di ricerca interno il punto vendita più vicino a casa dove trovare i vini di Donnafugata, il secondo ha l'imbarazzo della scelta tra tutti gli strumenti forniti per capire, e quindi spiegare e vendere meglio i prodotti - dalle schede dei vini, ai folder, alle presentazioni in power point - elementi che da quello che mi ha detto José sono particolarmente graditi dalla distribuzione estera piuttosto che quella italiana... Con un sito così non stupisce quindi che quest'azienda abbia investito anche in pubblicità stampa per promuovere non i vini, ma il sito stesso contrariamente alle tante aziende che ancora non hanno imparato a includere il sito web nella propria comunicaizone... - ne aveva parlato anche Wino-Quintomiglio

[Nuove tecnologie e innovazione] "Bag in box": dal colosso Ronco ai piccoli produttori francesi

In Italia la "Bag in box" la conosciamo soprattutto grazie al vino Ronco - vi ricordate? quello dove nella pubblicità il tipo di nascosto finge di stappare la bottiglia quando in realtà il tappo non c'è... In Francia notizie recenti vedono al contrario la nascita di una federazione che unisce centinaia di produttori indipendenti per acquistare tutti insieme il vino in bag in box (a costi ridotti date le economie di scala) ma ciascuno con un packaging personalizzato. Dai primi ordini la federazione può stimare che riuscirà a raggiungere l'obiettivo di 50.000 bag in box vendute nel primo anno (formati attualmente disponibili 5-10 litri). La produzione in bag in box sarà diretta ai principali canali di distribuzione, incluse enoteche e supermercati, ed è qui che il discorso un po' mi perde. Innanzitutto perché non capisco come la bag in box possa essere un fenomeno da enoteca... in secondo luogo, perché se questi produttori indipendenti devono ricorrere a una federazione per abbassare i costi di acquisto della bag in box, allora non capisco come fanno ad avere le quantità per entrare a listino al supermercato... Che cos'è la "bag in box"? La bag in box è stata inventata dall'azienda tedesca Scholle, tuttora leader mondiale nella produzione di questo prodotto. Consiste in una borsa di plastica con un tappo speciale brevettato, inserita all'interno di una scatola di cartone facilmente personalizzabile in base alle esigenze di comunicazione. In Italia un distributore è Bag-in-Box Italia NB il sito dei vini Ronco non funziona con Firefox :(
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/27/2006 11:39:00 AM

4/22/2006

Tutti a cena con Cernilli o Lauciani...

Da oltre Manica arriva una nuova moda, quella della degustazione privata con un wine guru! Una società londinese organizza infatti degustazioni guidate per pochi intimi e si occupa di portare tutto a casa tua: una selezione di vini da capogiro e pure il degustatore VIP. I prezzi partono da 1200 sterline per 12 persone. I vini li scegli tu, e loro per garantire un servizio completo si affidano a distributori come Majestic, Harrods, the Wine Society and Berry Bros. I wine guru includono Oz Clarke e Joanna Simon del Sunday Times. E in Italia? Chi si potrebbe invitare a cena per una degustazione guidata? Daniele Cernilli o Paolo Lauciani? Beh, io le mie preferenze ce le avrei, ma c'è da dire che non ho ancora avuto il piacere di conoscere Cernilli... ;-) Foto di Neil Gould

4/20/2006

[Mondovisione] C'è un'azienda italiana tra le più "performanti" negli Stati Uniti

Sono uscite in questi giorni le ultime ricerche dell'IRI dalle quali risulta che la Cavit è tra le 30 aziende che hanno avuto la migliore performance negli Stati Uniti quest'anno. Una notizia ancora più positiva visto che: 1) Cavit si trova addirittura al 2° posto su 30 aziende 2) Le altre 29 aziende sono tutte californiane o comunque statunitensi + 4 australiane e una tedesca. Insomma, nessuna azienda francese. Quali sono stati i criteri per questa classifica? L'aumento delle vendite a volume, la velocità di crescita delle vendite, l'efficacia del merchandising, i profitti realizzati e altro ancora. Confermato il primato di Twin Fin come lancio di maggiore successo (stavolta il criterio erano le vendite a valore nel 2005), etichetta di cui avevo già parlato. Foto di Daniel West
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/20/2006 03:26:00 PM

Il blog di Quintomiglio cambia nome e diventa Wino

Lo scorso febbraio il grande Max Cochetti, presidente dell'associazione culturale Quintomiglio di San Donato Milanese aveva lanciato il suo blog sul marketing del vino, chiamandolo Marketing diVino. Ora cambia nome - forse per eccesso di NetEtiquette ;-) nei confronti di questo mio blog - e diventa Wino. Il nuovo nome, nelle intenzioni di Max, serve and accentuare il lato web del suo blog sul vino. Wino, rispetto a Marketing del Vino e dell'Agroalimentare, è infatti dedicato "in particolare a quello che succede in rete sul vino italiano". Quindi faccio un grosso in bocca al lupo a Max dopo questo cambio di nome e invito chiunque già non lo conoscesse e fosse interessato al web-wine marketing a visitarlo.

4/19/2006

[Comunicazione e Promozione] Quando un marchio, e che marchio, fa tutto...

Non era una novità, solo che prima si sapeva ma non c'era scritto nulla da nessuna parte - a ottobre 2005 avevo fatto un po' di ricerche un pomeriggio su Google e niente, tanto che alla fine mi ero convinta di essermi sbagliata- per la serie, se una cosa non c'è su Google, allora non esiste! E comunque un sito relativo all'iniziativa ancora non esiste, alla faccia dei W3C Web 2.0 e compagnia bella... Ad ogni modo, dopo i rumour dei mesi passati, ora tutti (solo stamattina nel giro di mezzora Identità Di Vino, Decanter e pure una segnalazione spontanea via email da un simpatico neo-blogger milanese) parlano dei vini di Renzo Rosso della Diesel in collaborazione con l'enologo Roberto Cipresso. Un prodotto che è immagine innanzitutto, dal momento che, malgrado secondo Cipresso i vini (presentati nei giorni passati al Vinitaly) non riescono a esprimere ancora appieno il terroir, il posizionamento di prezzo farebbe già pensare all'eccellenza (Prezzo UK al ristorante 120-150 sterline [180-270 euro] , in enoteca 90 sterline, quindi 135 euro). Alla faccia di Gaja!!! La cosa assurda è che su Decanter.com Cipresso dichiara "'We have achieved about 30% of what we can. The terroir is not yet well expressed. It is an opportunity to let people know Diesel is in this field now. Even if we are not at the top yet, we will get to it" Tradotto letteralmente: "Abbiamo raggiunto il 30% di quello che possiamo. Il terroir non è ancora ben espresso. E' un'opportunità per far conoscere Diesel in questo campo ora. Anche se non siamo ancora al top, ci arriveremo". Beh, personalmente le osservazioni che mi viene da fare a questo punto sono queste: 1) ma come ci si può permettere di fare esperimenti sul consumatore a 135 euro??? Se non si trattasse di Diesel, affermazioni del genere non potrebbero che creare un minimo di indignazione -e quindi no vendite - sul genere " Ma che me stai a pijà in giro??" - niente parolacce, ho ancora l'effetto benefico della Pasqua 2) la coerenza con l'immagine provocatoria del marchio è a dir poco ammirevole. Perché questa stessa azione che io giudico provocatoria, da parte di Diesel che ci ha abituati ad azioni di comunicazione sempre su questo livello - rientra perfettamente nell'immagine che il consumatore ha dello stesso marchio, e quindi riesce a costruire su una fama già guadagnata in altri settori senza clamorosi traumi.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/19/2006 01:49:00 PM

4/14/2006

[Distribuzione] Conad per il vino

Ecco un estratto dalla presentazione di Giuseppe Ziliani, direttore della marca commerciale Conad, al convegno su Gdo e vino organizzato al Vinitaly la settimana scorsa. Per quanto riguarda il vino, Conad basa la sua offerta partendo da una caratteristica ben definita della catena, e cioè il fatto che il core business è rappresentato dai punti vendita "di vicinato". In pratica il valore aggiunto sta nello stare sotto casa. Non è un caso quindi che Conad possa contare su 4 milioni di consumatori non occasionali, con una penetrazione del 20,3%, e una forte frequenza di acquisto (in media, circa una volta a settimana). Questi sono gli elementi che fanno di Conad la catena n. 2 in Italia dopo Coop, ma sono anche elementi che si riflettono sull'offerta di vino (il mercato del vino in Conad ha volumi che si aggirano attorno ai 30 milioni di litri). In che modo? Grazie all'immagine di punto vendita sotto casa, Conad ha studiato un'offerta di vini che pone una grande attenzione ai vini della regione, andando a rappresentare il prodotto del territorio anche con aziende più piccole che magari non sarebbero in grado di generare i volumi di cui potrebbe avere bisogno la stessa catena su scala nazionale. -- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/14/2006 02:24:00 AM

4/13/2006

[Distribuzione] Focus group di Coop sull'atteggiamento del consumatore nei confronti del vino

Segnalo qui alcune informazioni emerse durante il convegno su Gdo e vino che si è tenuto la settimana scorsa al Vinitaly. In particolare queste info sono estratte dalla presentazione del dr. Gargiulo della Coop sulla base di un focus group fatto da Coop a Bologna, Firenze, Milano, Verona e Roma. Da notare che i focus group non si limitavano ai clienti coop. Quali sono i valori che il consumatore associa al vino? Tra quelli principali: calore e atmosfera, naturalità, salubrità, tradizione, archetipicità (!!! caspita, ma qualcuno avrà detto proprio "archetipicità"?? ), tipicità regionale, varietà, articolazione, socialità, condivisione. Quali sono i driver principali dell'attenzione? Dall'analisi di Coop emerge che questi si possono suddividere in: 1. Fattori di base - contenitore, prezzo, colore 2. Fattori secondari - tipologia (fermi, frizzanti, buon corpo, medio corpo, ecc), denominazione, zona d'origine 3. Fattori specialistici - vitigno, annata, reputazione della cantina Quali sono i caratteri principali dei canali di distribuzione retail nei confronti del vino emersi dai focus group? Iper --> reparti e strutture recenti e curati; ampia gamma di prodotti; promozionalità e convenienza Super --> reparti meno valorizzati e ricchi; prezzi abbastanza convenienti; gamma di prodotti limitata Enoteca --> canale qualificato; shop experience; consulenza e consiglio; prezzi molto penalizzanti.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/13/2006 08:16:00 AM

4/12/2006

"Blog & Vino: business, storie, opportunità” - Ecco come è andata

Per chi non c'era, e per chi non ha trovato posto - la sala si è rivelata un po' piccola per il numero di persone accorse - ecco un piccolo resoconto della tavola rotonda che si è tenuta sabato 8 aprile al Vinitaly.

La tavola rotonda, moderata da Nilla Turri, presidente di Terre Nascoste, è stata l’occasione per parlare del crescente ruolo dei blog nella comunicazione del vino fatta “dal basso”, e quindi dai consumatori comuni ma anche dalle aziende stesse. Come ha evidenziato Giampiero Nadali di Aristide, ideatore dell’evento, il blog è “relazione”, e permette anche ad aziende vinicole ed enoteche di affacciarsi sul mercato diminuendo gli intermediari, e stabilendo una relazione diretta con il consumatore.

In rappresentanza dei produttori blogger, Susanna Crociani (Mondo di... Vino) ha raccontato la sua esperienza con un blog nato a gennaio del 2004 come diario e strumento di confronto, e ora anche strumento di comunicazione per la sua azienda di Montepulciano.

Quanto a me, mi sono concentrata ovviamente sul lato marketing, parlando delle motivazioni che devono spingere un’azienda vitivinicola a entrare nel mondo del blog, evidenziando come questo nuovo strumento sia strettamente correlato a quello antico del passaparola. Come il passaparola, il blog ha un grande potere di influenza sul consumatore: secondo dati della Forrester Research, infatti, il 90% dei consumatori si fida del consiglio degli altri consumatori, magari blogger. Chi fosse interessato può scaricare qui la mia presentazione in pdf.

Per finire, quel mito di giornalista di Franco Ziliani, da poco trasferitosi su Vino al Vino (oops devo ancora aggiornare il link tra i blog che leggo) ha colto l’occasione per parlare del discusso binomio tra blog e giornalismo (enogastronomico), evidenziando come il blog “è una nuova modalità di comunicazione” ma di certo non può sostituire in tutto la carta stampata. A questo proposito suggerisco di dare un'occhiata anche a questo report statunitense sui We Media. Lo stesso Ziliani ha lanciato l’idea di creare la Wine Blog Association, associazione che raccolga tutti i wine blogger, in Italia e all’estero. Iniziativa che subito riscosso un positivo riscontro tra i numerosi blogger presenti in sala.

4/11/2006

[Letture utili] Fidelizzare il cliente nel mondo del vino. Magari!

Ecco un mio articolo recente uscito questo mese su Tigulliovino. Incipit Raccogli e vinci Uno dei concetti principali nel mondo del marketing è quello della fidelizzazione del cliente, un concetto al quale siamo abituati da sempre, con esempi che riguardano tutti i generi di prodotti dell'industria agroalimentare, dalle raccolte punti del latte a quelle dei biscotti o dei cornetti, passando per le nuove carte fedeltà nei punti vendita della Gdo che possono offrire dai regali agli sconti, ai finanziamenti per gli acquisti. Quello della fidelizzazione è un fenomeno particolarmente esteso quindi, che ha il sicuro appeal per chi le organizza dato dal fatto che attraverso carte fedeltà e raccolte punti si spinge a un ri-acquisto continuato dei propri prodotti, a scapito di quelli della concorrenza. Se molto spesso nel marketing del vino si possono riapplicare le formule già "testate" in settori più maturi, è possibile che questo valga anche per le attività di fidelizzazione? In Italia mancano ancora casi significativi In Italia, di fatto, non ci sono grandi esempi. Forse una delle pochissime azioni che si sono mosse in questa direzione, finora... Continua a leggere l'articolo su Tigulliovino o su Art Motions.

4/10/2006

Il dopo Vinitaly - bilancio telefonicamente negativo - per il resto, quello che conta, tutto ok

In realtà sono tornata sabato notte - in tempo per votare, visto che l'appello di Ziliani a nulla è valso. Così tiro le somme di questo Vinitaly anche se per me quest'anno, è stata una vera e propria toccata e fuga. Giudizio soggettivo: ultra positivo, forse il migliore di sempre (o di mai?!?), ma nessuno lo dica a quel noto personaggio della tv con cui andavo gli anni passati... Hahaha! Peccato solo per il mio cellulare, che è ancora a Verona - mollato sul bancone del deposito bagagli della Fiera mentre correvo a prendere il treno dopo la tavola rotonda su Blog & Vino. Inutile dire che anche la testa, l'ho mollata lì. Ma almeno il cellulare dovrebbe tornarmi tra domani e mercoledì. Così dicono... Giudizio oggettivo: Vinitaly positivo, dovunque andavo sentivo parlare di importatori di qua e importatori di là. Quindi il vino italiano, è confermato, sta uscendo dalla crisi. Sono riuscita pure a organizzarmi per andare a vedere quella tavola rotonda su Vino & Gdo che organizzano da qualche anno in collaborazione con Vinitaly e che gli anni passati finiva sempre in fondo alle mie priorità. Considerazioni interessanti, da parte dei grandi come Carrefour, Coop e Auchan. E Lamberto Vallarino Gancia, in rappresentanza di Federvini ha detto pure che la spesa in marketing, in Italia, è aumentata del 9%... Saranno forse tutte quelle standiste da un metro e ottanta di cui parla Quintomiglio?

4/09/2006

Club degli shampisti??? Attenzione a parlare

Ultimamente si è levata una certa polemica sui food blogger, o meglio sullE food blogger che si credono chissà chi solo perché pubblicano delle ricette ogni tanto... Che dire? Forse solo che quelle stesse persone che criticano chi, secondo loro, non sa usare uno strumento come il blog, dovrebbero farsi un esame di coscienza. Magari scoprirebbero che anche loro non sanno usare uno strumento o due. E mi riferisco in particolare a una certa newsletter alla quale mi sono trovata iscritta solo perché una volta ero in copia a una certa e-mail, e senza che mi fosse mai chiesta l'autorizzazione. Sia ben chiaro, in fondo all'email c'era scritto chiaramente come potevo cancellarmi - peccato che questo non bastava per non far risultare l'iscrizione IN AUTOMATICO a detta newsletter come puro SPAMMING. La burla è stata che visto che nell'email in questione ero in copia con due indirizzi, sono stata iscritta con tutti e due!!! E con un nome come il mio, di certo ci si sarebbe dovuti rendere conto che si trattava di un doppione! Per cui, mi viene da dire, che se si cerca di far leva sulla regola del "ognuno dovrebbe fare il suo lavoro", allora sarebbe meglio non inventarsi un mestiere da gestori di newsletter solo per correre il rischio di diventare Shampisti delle Newsletter...

4/05/2006

SPECIALE VINITALY: convegni su marketing e mercato del vino

Ripescati dal sito del Vinitaly, ecco i convegni che avranno temi attinenti ai contenuti di questo blog: Giovedì 6 aprile Ore: 14.30-18.00 - Centrocongressi Europa-Saletta A Convegno: Controllo dei costi nelle aziende vinicole: nuovi strumenti e nuove tecniche di gestione Ore: 15.00-18.00 - Centrocongressi Europa-Sala Vivaldi Workshop: Vini italiani e mercati emergenti: Rapporto India 2006. Analisi, scenari e canali commerciali del mercato indiano Venerdì 7 aprile Ore: 10.00-13.00 - Centrocongressi Arena-Sala Rossini Convegno: La tradizione nell'innovazione: esperienza nella cooperazione vitivinicola italiana Ore: 10.00-13.00 - Centrocongressi Europa-Sala Salieri Convegno: La battaglia mondiale sul vino: Il ruolo della GDO nella valorizzazione del prodotto italiano Ore: 14.30-18.00 - Centrocongressi Europa-Saletta A Convegno: Controllo dei costi nelle aziende vinicole: nuovi strumenti e nuove tecniche di gestione Ore: 14.30-18.00 - 1° p. Palaexpo - Sala Respighi Convegno: Sviluppi e prospettive del mercato del vino nel fuori casa Ore: 14.30-18.00 - Centrocongressi Arena-Sala Rossini Seminario: Progetto Asia Invest "Winebar"- Vitivinicoltura in India: opportunità di paternariato e sviluppo del settore Ore: 16.30-18.00 - Centrocongressi Arena-Sala Puccini Workshop: Cina India alla scoperta dei degustatori d'oriente Sabato 8 aprile Ore: 12.00-13.00 - Sala Stampa - 2° Piano Palaexpo Incontro: Presentazione della Ricerca: Il vino nei ristoranti italiani di qualità Ore: 15.00-18.00 - Centrocongressi Arena-Sala Bellini Convegno: Blog & vino: Business, storie, opportunità

Vinitaly 2006: si parte, e quest'anno si parlerà anche di Blog & Vino!

Come già detto, quest'anno grazie all'iniziativa di Aristide, si parlerà anche di Blog & Vino al Vinitaly. Dove? Vinitaly, Veronafiere - Centrocongressi Arena – Sala Bellini (Tra padiglione 6 e 7) Quando? Sabato 8 aprile 2006 - Ore 15.30 Chi? Susanna Crociani del blog “Mondo… di vino”; Elisa Del Moro, del blog “Le Curiosità Golose; Giampiero Nadali, autore di Aristide, blog di viaggio nel vino; Io Franco Ziliani, del blog “Il Taccuino del Franco Tiratore”. Modererà l’incontro Nilla Turri, autrice di libri e guide enogastronomiche e Presidente di Terre Nascoste. Ulteriori dettagli al link nel titolo. Vi aspetto lì!

4/04/2006

Vinitaly: il trade-off tra degusto di tutto e di più e faccio PR con i denti viola

Per tutti quelli che temono in un vino rosso la tendenza a far diventare viola denti e labbra, alla faccia delle PR durante il Vinitaly, arriva una buona notizia. Una ricerca canadese ha affermato che i polifenoli nel vino rosso (sì, proprio quello che lascia i denti neri-viola) fanno bene ai denti!!! Infatti proteggono le gengive e le mantengono sane, alla faccia della caduta dei denti in tarda età... Una scusa in più per degustare una marea di rossi questa settimana a Verona e fare grandi scoperte! Via Vinimarket

[Comunicazione] Dopo Stormhoek e San Lorenzo, è il turno di POSTAGAVI, la nuova iniziativa di Castellari Bergaglio

Già da tempo l'azienda Castellari Bergaglio è tra i miei link delle "aziende che bloggano". Adesso l'azienda di Marco Bergaglio propone una nuova iniziativa - che si inserisce in un insieme di attività di marketing alquanto ricco considerando le dimensioni aziendali (60.000 bottiglie secondo la Duemilavini 2005), fatto di numerose attività, un sito ben fatto e chiaro, gadget vari - magliette, grembiuli, accessori, libri - promozioni per gli iscritti alla newsletter, e un'enoteca-galleria appena aperta, la Gaviteca, dove a fine mese (30 aprile) verrà inaugurata una mostra su arte e design in terra di Gavi.
L'iniziativa in oggetto in questo post si chiama POSTAGAVI, e serve proprio a promuovere questo vino piemontese a base Cortese, che loro producono in 3 referenze (stessa fonte di sopra). Ecco le condizioni: "se possedete un blog da almeno sei mesi e se decidete di parlare dell’azienda Castellari Bergaglio in un vostro post, riceverete direttamente a casa vostra due bottiglie di Gavi DOCG". Rispetto alla San Lorenzo, in questo caso si chiede ai blogger di parlare prima che arrivino le bottiglie - riuscirà quest'azienda di Gavi a raddoppiare le vendite come è stato per la Stormhoek? Staremo a vedere!

Vino sta a Showbiz come Barolo sta a Brad Pitt

Leggo proprio ora su Decanter.com che Brad Pitt si è recato in Piemonte in questi giorni, per fare un po' di "vineyard hunting". Ha visitato diverse aziende, tra cui Poderi Aldo Conterno e Cascina Cucco e, da quanto dichiarato da Monica Tavella di Fontanafredda (dove pure è stato) al Daily Telegraph, sembrerebbe interessato a un acquisto in zona... Vero desiderio di cambiare vita, o ennesima trovata pubblicitaria? No, perché mi è sempre venuto da pensare che la storia tra lui e la Jolie fosse una trovata per spingerci ad andare a vedere quel ridicolo e stralungo Mr & Mrs Smith. ;-) - che io ho visto!!

4/03/2006

[Comunicazione] Birra al contrattacco: negli USA "contro" la crescita dei consumi di vino

C'era da aspettarselo... Più volte si è parlato della crescita dei consumi di vino negli USA, e di come le abitudini di consumo si stiano spostando, dalla birra al vino. Ora i produttori di birra passano al contrattacco. E' il caso ad esempio di Anheuser-Busch che già a febbraio aveva lanciato una campagna pubblicitaria dal titolo "Here's to beer", "Brindiamo alla birra". Una campagna che non solo promuove quindi la birra del produttore in questione, ma punta a rilanciare l'immagine della birra in un momento in cui il vino, negli USA, comincia sempre più a farla da padrone - lo ha affermato anche Robert Lachky, Vice presidente esecutivo della Anheuser-Busch ad AdAge. Così la Anheuser-Busch è ricorsa a testimonial importanti (vedi Spike Lee), che negli spot dicevano con chi avrebbero voluto brindare (alla birra). Non solo, per sfruttare appieno l'immagine "tradizionalista" della birra, la scelta degli slot pubblicitari è stata rilevante, e ha incluso eventi importanti come le finali del campionato di basket di questo weekend (i Final Four). A supporto della campagna pubblicitaria in TV, anche un concorso sul web, grazie al sito www.herestobeer.com (170.000 hits da febbraio) dove i consumatori possono indicare con chi, come per Spike Lee, vorrebbero brindare. Chi indicherà il personaggio più originale vincerà un viaggio al prossimo Oktoberfest.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/03/2006 10:19:00 AM

3/31/2006

[Distribuzione] Tesco punta sull'alto di gamma nel vino

Quando Tesco, la catena di distribuzione inglese, ci si mette, è una vera macchina da guerra. Dopo tutto sono loro che hanno per primi mostrato come si può sfruttare appieno le potenzialità delle carte fedeltà per pensare a promozioni che interessino davvero ai clienti. Loro per primi hanno saputo elaborare i dati raccolti con le carte fedeltà per studiare attentamente il comportamento dei consumatori, di fronte a prodotti promozionati e non. Partendo da questo presupposto, la loro scelta di sviluppare l'alto di gamma nei vini non può che destare interesse... A partire da aprile verranno introdotte 50 nuove referenze in una fascia di prezzo compresa tra 14 e 140 euro - con una grande prevalenza di etichette nella fascia 20-35. Queste si aggiungeranno a una carta dei vini già molto ricca, che comprende 750 etichette. Tra le nuove etichette pregiate, il Barolo Riserva 1999 di Michele Chiarlo. Via Vitisphere PS sono tornataaaaa!!!
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/31/2006 01:29:00 AM

3/21/2006

London Calling

Sono in partenza per Londra (tornerò a fine mese), quindi avrò difficoltà ad aggiornare il blog... salvo notizie eccezionali da qualche winebar dietro Fleet Street ;-) Sorry! Ci riaggioriamo al 29 marzo. Foto di Mario Vincente Sanchez

Blog & Vino: business, storie, opportunità - se ne parla al Vinitaly

Di seguito il testo del comunicato stampa dell'evento.
Tavola rotonda Vinitaly, Veronafiere - Centrocongressi Arena – Sala Bellini Sabato 8 aprile 2006 - Ore 15.30
Oggi il blog, diario di rete, si sta dimostrando uno strumento di comunicazione di grande rilevanza per il mondo degli affari. Dagli imprenditori interessati a un dialogo diretto con i propri clienti, alle aziende alla ricerca di “nuove idee” dal loro pubblico, tutti hanno scoperto i blog come strumenti di comunicazione aziendale di grande efficacia. Ciò è reso possibile dalla dimensione fortemente interattiva e dalla facilità di utilizzo di questo strumento, fattori che insieme hanno avviato una “rivoluzione dal basso”, rendendo protagoniste le persone comuni. A tutto questo il mondo del vino non poteva restare indifferente. Partendo dagli USA, dove centinaia di operatori del settore o semplici appassionati hanno cominciato nel 2004 a occuparsi di vino nei blog, il fenomeno si sta diffondendo in Italia dal 2005. Per sondare i segnali di questo nuovo fermento il 54° Palio del Recioto di Negrar assieme ad Aristide, blog specializzato sul mondo del vino, e all’associazione Terre Nascoste votata alla promozione delle risorse agroalimentari di qualità, hanno deciso di organizzare la tavola rotonda “Blog & Vino: business, storie, opportunità”. Interverranno Susanna Crociani, co-titolare della Cantina Crociani di Montepulciano (SI), autore del blog “Mondo… di vino”; Elisa Del Moro, amministratrice di reti su Internet e autore del blog “Le Curiosità Golose; Giampiero Nadali, autore di Aristide, blog di viaggio nel vino; Slawka G. Scarso, autore del blog “Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare”; Franco Ziliani, noto giornalista enogastronomico, autore del blog “Il Taccuino del Franco Tiratore”. Modererà l’incontro Nilla Turri, autrice di libri e guide enogastronomiche e Presidente di Terre Nascoste. I temi trattati Blog & Vino: nuove forme di relazione con il consumatore finale e gli operatori; WWWinemaker, la ricerca di Aristide sui siti Internet dei produttori italiani; accedere al mercato via blog: costi bassi, dialogo diretto con il consumatore, interazione con gli operatori; vendere vino con il supporto del blog; blog italiani e internazionali: casi documentati e discussione. Al termine dell’incontro, i partecipanti saranno ospitati dalla Cantina Valpolicella Negrar, al padiglione 5, stand C3 per una degustazione di vini Valpolicella Doc.

3/17/2006

[Letture utili] Non solo e-commerce per il vino. Online il testo integrale

Per chi fosse interessato, ho messo online sul mio sito il testo integrale del mio articolo "Non solo e-commerce. Le nuove frontiere di internet per il vino" del quale avevo già parlato qualche settimana fa. Da notare che in questo caso non si parla di blog & vino, per quello rimando alla tavola rotonda che si terrà al Vinitaly l'8 aprile! --

CSS (fogli di stile) o non CSS? Fosse questo il problema!

C'è chi sostiene ancora che una pagina non si può fare utilizzando solo i fogli di stile, c'è chi pensa che almeno la struttura vada fatta con la tabella, e il resto, okay, lasciamolo ai fogli di stile. E ci sono i puristi del CSS che di fronte a un discorso così si infurierebbero, perché non c'è nulla da dire: le tabelle non sono fatte per la struttura, ma per essere tabelle!!!
Tutti discorsi che guardando il sito di Restipica (proprio in questi giorni ne parlavano su Informacibo) sembrano essere passati, non dico in secondo piano, ma in quindicesimo! Il progetto va ad aumentare l'elenco di iniziative che sono dirette alla promozione del marketing territoriale e dei prodotti tipici italiani. In questo caso è promosso dall'Anci. Ora, niente in contrario a queste iniziative, anzi, ormai sono diventate indispensabili. Tuttavia navigando nel sito ci si trova catapultati indietro di una decina d'anni. A partire dal logo, ma soprattutto concentrandoci sul layout grafico delle pagine... non c'è uniformità di testo e grafica. In nessun punto! Ogni pagina ha font di diversa grandezza, e una, riproducendo un documento, sfora totalmente il layout (non bastava usare un link a un file in pdf, come del resto è stato fatto altrove nello stesso sito?), mentre in un'altra ancora ci si dimentica proprio della struttura di base! Detto in poche parole, mi ricorda i tentativi fatti all'università, quando nel corso di informatica ti facevano fare una paginetta in html e possibilmente usavi tutti quegli orribili sfondi con mattoncini e simili e magari una quindicina di gif animate... In ogni sito ci deve essere una uniformità di testo. Bisogna lasciare che il navigatore NAVIGHI fluidamente, non che si "incagli" nelle pagine, o peggio ancora, che a ogni nuova pagina si trovi davanti praticamente un sito differente... Dulcis in fundo, ecco ora un estratto del sito: "Internet. La creazione del portale www.restipica.net [che tra l'altro non esiste, il sito è www.restipica.it] è al primo posto fra le attività programmate. Esso è ideato per promuovere i territori italiani, ricchi di cultura. Attraverso un'esaustiva panoramica di informazioni, il portale vuole essere strumento innovativo a disposizione dei Comuni, ma anche delle imprese che ha propongono progetti cantierabili, accompagnandole nella ricerca delle opportunità d'insediamento offerte dai territori stessi. A tal fine RES TIPICA offre, ai Comuni e alle imprese aderenti, i seguenti servizi: [...]" Personalmente lo trovo ai limiti del ridicolo, se non semplicemente scandaloso. Sulla stessa linea... rimando a questo post di Carlo Odello in ComunicazioneImpresa

3/14/2006

E-mail marketing - piccolo è bello

Da uno studio effettuato negli Stati Uniti nel 2005, ma che mi sembra facilmente applicabile anche all'Italia, è emerso che più piccola è la lista di iscritti a una newsletter, maggiore è la percentuale di persone che
1. leggono la newsletter 2. cliccano sui link
Il motivo è piuttosto semplice. Dopo il boom dell'email marketing e lo scoppio della bolla che è generata da questo boom, si sta formando una tendenza a trovare nelle piccole dimensioni le vere potenzialità dello strumento e-mail. Con un minore numero di iscritti è più facile fornire contenuti di vero interesse per gli iscritti e far leva su quei nuovi strumenti quali il "targeting comportamentale" (behavioural targeting). Più difficile far contenti tutti (o tanti) quando si parla a una platea di 100mila e passa persone. E i dati parlano chiaro: per liste con oltre 100,000 iscritti, il tasso di apertura dell'email è del 18,2%, e il click-through rate (% di persone che cliccano sulla notizia) del 3,6%. Con liste "minuscole" con 101-1000 iscritti, le percentuali sono totalmente diverse: 42.1% di tasso di apertura, e click-through del 6,8%. Per liste di 1,001-10,000, le percentuali erano del 33.2 e 5.1% rispettivamente; per liste con 10,001-100,000, erano 25.8% 4.5%. Lo studio è stato effettuato su un campione di oltre 4,000 organizzazioni, 230,000 campagne e-mail e 2.7 miliardi di messaggi e-mail. Non credo che nel mondo del vino ci siano liste che superano i 100,000 iscritti, tuttavia ne ho parlato perché credo che il messaggio sia chiaro: l'e-mail marketing può funzionare, e anche bene, e secondo me anche nel mondo del vino. Ma affinché dia dei risultati davvero efficaci, è necessario ribadire la grande regola fondamentale: più sono validi i contenuti forniti in qualsiasi messaggio, maggiori saranno i risultati che si otterranno dalla comunicazione. Non solo, quando ci propongono di promuovere un nostro prodotto, o la nostra azienda su una newsletter, non dobbiamo limitarci a guardare i numeri, per la serie, "oh che bello! 40.000 iscritti!", ma dobbiamo prima analizzare bene la newsletter e valutarne i contenuti anche immedesimandoci negli iscritti alla newsletter, e incrociare questa analisi con tutti gli altri dati forniti, come il CTR (click through rate). Via Internet Retailer Foto di Rodolfo Clix

[Letture utili] Vino solidale

Ho messo online, sul sito di Art Motions, un mio pezzo originariamente pubblicato su Bibenda, dal titolo Vino Solidale. Ecco l'INCIPIT Il vino è diventato più buono. Una volta tanto un'affermazione del genere non è il frutto di un vocabolario tragicamente povere. Né per forza di tecniche di cantina all'avanguardia o di particolari selezioni clonali. Da qualche tempo infatti, il mondo del vino italiano è diventato protagonista di numerose attività di beneficenza. Non si tratta di semplice sponsorizzazioni, perché queste attività non si limitano a rendere visibile un'azienda mostrando il suo logo nel materiale promozionale dell'evento sponsorizzato, ma comportano un disegno ampio, intimamente legato alla produzione vinicola... CONTINUA a leggere l'articolo su Art Motions. Foto di Frank van den Berg
-- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/14/2006 12:01:00 PM

3/13/2006

[Mondovisione] Dimmi che vino bevi, e ti dirò quanto spendi a cena... (esclusi i vini!)

E' uscita proprio in questi giorni una ricerca americana della NPD sulle abitudini nei consumi di alcolici e la loro correlazione con il conto medio a cena. Ad esempio è emerso che chi non beve vino, spende circa 12.00 dollari per la cena; chi beve vino rosso, di media spenderà il doppio per la cena (escluso il vino!) e chi beve vino bianco spenderà una via di mezzo. Un'altro risultato interessante è che chi beve vino al ristorante prenderà il dolce con maggiore probabilità di chi il vino non lo beve. Inoltre, se la birra è ancora la bevanda alcolica preferita a pranzo (55%), scende al 45% a cena, dove la fanno da padroni vino e cocktail. Foto di Samantha Villagran
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/13/2006 10:44:00 AM

3/12/2006

[Mondovisione] Dynasty: grossi investimenti in Cina per aumentare la produzione

Dynasty Fine Wines Group Ltd, la joint venture franco-cinese nata negli anni '80 (forse il nome era stato ispirato proprio alla mitica saga televisiva americana???) ha annunciato grossi investimenti con l'obiettivo di aumentare la propria capacità produttiva.
Già tra i maggiori produttori vitivinicoli cinesi (insieme a Changyu, Great Wall e Tonghua detiene il 60% del mercato) prevede di investire 40 milioni di euro per aumentare del 40% la sua porduzione, passando da 50mila tonnellate l'anno, a 70mila entro la fine del 2008. Tutto ciò si colloca nel quadro di una performance finanziaria già molto forte segnata anche dalla quotazione nella borsa di Hong Kong a partire dal gennaio 2005 - da notare che il 26% del capitale appartiene a Rémy Cointreau, uno dei due maggiori azionisti insieme a Tianjin Development Holdings LTD. L'ampia produzione della Dinasty è diversificata per soddisfare le diverse esigenze dei consumatori, fornendo 50 tipologie di vini con diversi posizionamenti di prezzo e suddivisi in 4 categorie principali: vini rossi, bianchi, spumanti e brandy. Tra gli obiettivi prioritari l'estensione della propria rete di vendita nella provinca di Guangdong a su del paese, ma nulla ho trovato su eventuali espansioni nei mercati occidentali... Fonti Vitisphere e Dynasty
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/12/2006 12:02:00 PM

3/10/2006

[Letture utili] Consumatori con la vista debole

INCIPIT Quando si parla di prezzi, i consumatori hanno la vista molto delicata. Del resto, parlare del prezzo del vino vuol dire parlare della percezione del prezzo. Ed è facile rappresentare quest'ultima attraverso il senso che tutti noi riteniamo di aver più addomesticato. La vista, appunto. Come “vede”, il consumatore, il prezzo del vino? E quanto è sensibile a esso, tenendo conto che la sensibilità si desume da quei prezzi, minimo e massimo, ritenuti accettabili per una bottiglia? È assiomatico, chi acquista vino è diventato più cosciente ed acculturato. Questo fa supporre che il prezzo non abbia più un'importanza rilevante nella scelta d'acquisto, perché il vino, al contrario del pane e del latte, non è un bene essenziale per la nostra sopravvivenza (affermazione per alcuni discutibile), ma risponde ad esigenze di appartenenza sociale, di piacere. Ne consegue che... CONTINUA Foto di Ivaylo Georgiev Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/10/2006 07:47:00 PM

[Nuove tecnologie e innovazione] Blog & Vino: business, storie, opportunità. Al Vinitaly

Al Vinitaly quest'anno si parlerà di Blog!
Giampiero Nadali di Aristide ha infatti organizzato una tavola rotonda dal titolo Blog & Vino: business, storie, opportunità alla quale avrò il piacere di partecipare.

La tavola rotonda si terrà sabato 8 aprile alle 15,30 nella sala Bellini (tra il padiglione 6 e il 7) del Vinitaly.
Ecco i temi che verranno trattati:
  • Blog & Vino: Nuove forme di relazione con il consumatore finale e gli operatori
  • accedere al mercato via blog: costi bassi, dialogo diretto con il consumatore, interazione intensa con gli operatori
  • vendere vino con il supporto del blog
  • il blog come supporto alla rete vendita
  • blog italiani ed internazionali: casi documentati e discussione
  • presentazione di WWWinemaker, la ricerca di Aristide sui siti Internet dei produttori italiani
Ecco l'elenco completo dei relatori:

Susanna Crociani (Mondo… di vino)
Elisa Del Moro (Le Curiosità Golose)
Giampiero Nadali (Aristide)
Slawka G. Scarso (Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare)
Franco Ziliani (Il Taccuino del Franco Tiratore)

L'incontro verrà moderato da Nilla Turri - Presidente Associazione Terre Nascoste
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Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/10/2006 06:16:00 PM

3/07/2006

[Marketing solidale] Messaggio di solidarietà in bottiglia: Bolgheri per i bambini del Congo

Segnalo questa bella iniziativa che ricade nell'ambito del marketing solidale. Si tratta di un'asta di beneficenza che si terrà a Bolgheri il 24 marzo, e che vedrà battute all'asta importanti etichette di Bolgheri, tra cui Sassicaia, Ornellaia, Masseto, Guado al Tasso, Messorio, in un evento che si inserisce all'interno della kermesse di cultura ed enogastronomia locale, "Castagneto a Tavola". L'intero ricavato verrà devoluto alla Fondazione Vivian, una onlus che gestisce a Kinhasa, in Congo uno dei pochi centri per l'assistenza e la riabilitazione dei bambini handicappati di tutta l'Africa. Cantine, ristoratori e autorità locali si sono quindi messi insieme per questo progetto dal titolo "Messaggio di Solidarietà in Bottiglia". L'asta si terrà il 24 marzo alle ore 21 presso il Teatro Roma di Castagneto Carducci. Battitore d'asta, Alessandro Benvenuti. Foto di Denz Zani Via Winenews
-- Posted by Slawka G. Scarso to Marketing solidale del vino e dell'agroalimentare at 3/07/2006 02:36:00 PM

[Comunicazione e Promozione] E-mail marketing - come non costruire una lista

Proprio ieri ho inviato dei comunicati stampa per un progetto che sto promuovendo. Oltre alle pubblicazioni offline, visto il tipo di progetto, ho puntato alle pubblicazioni online, prevaletemente portali diretti ai manager e alle aziende. Uno di questi portali mi ha risposto offrendomi un servizio commerciale per promuovere il mio prodotto.
Innanzitutto il messaggio, pur essendo in risposta alla mia email (firmata) con il comunicato stampa, iniziava con un generico e alquanto fastidioso "Spettabile Azienda". In secondo luogo promuoveva un servizio di inserzione della mia pubblicità in una newsletter che andava a oltre 30.000 iscritti, specificando che non si trattava di spamming. Ora, il bello è questo: subito dopo mi si diceva che, per farmi vedere il servizio, avevano preso la libertà di iscrivermi automaticamente alla loro newsletter: QUESTO E' SPAMMING! Se io non ho richiesto di essere iscritta, e mi iscrivi comunque, allora mi stai mandando della posta indesiderata, anche se secondo te, in buona fede (???), si tratta di qualcosa che potrebbe essere utile per me. Non solo, ma chi mi dice che gran parte degli indirizzi che hai raccolto non sono stati raccolti così - e peggio ancora che promuovendo il mio prodotto sulla tua newsletter questo non andrà a nuocere la MIA immagine di cliente che compra uno spazio pubblicitario sulla tua newsletter di spamming? L'alternativa? In una comunicazione del genere, avendo la possibilità di contare su un portale con migliaia di pagine, mettere online una pagina tipo di newsletter e inserire il link a questa pagina nella propria comunicazione commerciale. In questo modo, il potenziale cliente pubblicitario non si troverà iscritto suo malgrado alla newsletter, ma potrà valutare se la cosa gli interessa con un semplice click. E niente spam. Foto di Nick Cowie
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/07/2006 09:51:00 AM

3/06/2006

Soddisfatti o rimborsati: la pubblicità che non dice nulla

Una volta tanto non parlo di vino ma mi faccio forza dell'aver intitolato questo blog anche al marketing dell'agroalimentare (e quindi del food in generale) per parlare del nuovo spot tv di Actimel, quello con la Clerici per intenderci, che guarda caso è parecchio vicina anche al mondo del vino. A mio avviso, questo spot è ancora più "scandaloso" (sottolineo due volte le virgolette) di quello dell'Amica Chips con Rocco Siffredi. Perché? Perché alla faccia di tutte le regole della pubblicità, della semantica dell'advertising e bla bla bla, non dice nulla, o meglio non spiega quali sono i benefici che il consumatore può ottenere dal prodotto, ovvero quel valore aggiunto che mi dovrebbe far preferire Actimel rispetto a LC1 per intenderci. Allora, la pubblicità più o meno recita così: Antonella Clerici, in puro stile pubblicità del tempo che fu, simil Ferrari di Dash, si confronta con la casalinga moderna appena uscita dal supermercato e notando che nel suo carrello della spesa manca Actimel le chiede "perchè?" e la casalinga risponde "non penso che mi serva". Allora io mi chiedo: a fare che??? Allora la Clerici propone la nuova offerta "soddisfatti o rimborsati" e dopo due settimane arriva a casa della signora, anche qui con stile pubblicità del tempo che fu (vi ricordate Ferruccio Amendola che sbucava da dietro le lenzuola stese o più recentemente Tiberio Timperi??) e chiede alla signora se è soddisfatta - cosa risponde la signora? "Soddisfatta" con un bel sorriso. E di nuovo mi chiedo: ma di cosa?!??!?!? In questa pubblicità non si spiega nessuno dei benefici che il consumatore può ottenere dal prodotto. Non so se dai focus group che ha fatto la Danone sia risultato che non serve neppure iniziare a dire Acti... e già tutti entusiasti elecano i benefici che dovrebbe dare un prodotto del genere... neanche fossero dei bambini ultra secchioni col dito alzato che fanno "io io io, maestra io la so!!!". Sinceramente mi sembra inverosimile. Così la mia mente malefica è più propensa a pensare che non possano dire nulla, che non ci sia nulla che siano autorizzati a dire come vantaggio (i mitici test di laboratorio) che permetta di scongiurare l'intervento del Gran Giurì sentenziando la "pubblicità ingannevole". Tra l'altro navigando in internet ho trovato questa "antica" segnalazione dell'Associazione dei Diritti di Utenti e Consumatori in cui si dice che in Francia nel 2004 avevano già detto che i benefici che avevano dichiarato nella pubblicità di Actimel non erano veri. Ora, io non voglio entrare nel merito. Per quanto mi riguarda può darsi pure che dopo aver preso per 2 settimane Actimel mi sentirei meglio. Mi sta benissimo. Quello che mi scandalizza è semplicemente una pubblicità che non mi dice assolutamente nulla e mi fa una promessa senza farmi una promessa.

3/04/2006

[Mondovisionee] Vini spagnoli: ultimi dati per vendite interne ed export

Mentre in Spagna calano nuovamente le vendite nel mercato interno, aumentano a valore le esportazioni. Nel 2005 le vendite interne nel mercato spagnolo si sono ridotte del 4,4%, un ribasso in gran parte trainato dalla contrazione nell'Horeca(-5,9%) che rappresenta tuttora i volumi maggiori (il 58,5% del vino spagnolo viene consumato fuori casa. Da segnalare poi lo spostamento delle preferenze dei consumatori dai vini da tavola a favore delle denominazioni d'origine (+7,8%), sia nei consumi domestici che in quelli fuori casa. Ne consegue quindi quella riduzione delle quantità a favore della qualità che è un fenomeno già noto nel nostro mercato. Al tempo stesso le esportazioni spagnole nel 2005 crescono a valore (+1,25%) parallelamente a una diminuzione a volume (-1,7%), pur avendo ancora un prezzo medio del vino esportato pari a 1,09 euro a litro. Anche qui, fondamentale il ruolo dei vini imbottigliati, e in particolare i bianchi che raddoppiano a valore. Tra i mercati principali dell'export spagnolo sono ai primi posti: Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti ma anche Francia, che insieme assorbono il 50% delle esportazioni spagnole a valore, mentre a volume in testa a tutti troviamo Francia, Germania, Portogallo e Gran Bretagna. Via Vitisphere 1, 2
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/04/2006 03:25:00 PM

3/02/2006

[Letture utili] Il brand nel vino

INCIPIT Reduce dal convegno sul brand nel mondo del vino organizzato a Roma dall'Agivi (Associazione dei Giovani Imprenditori Vitivinicoli Italiani) il 18 febbraio, ho deciso di partire da quanto è stato detto in quell'occasione per trarne alcune conclusioni. La marca, così come evidenziato durante il convegno dalla professoressa Patrizia de Luca del MIB di Trieste, è un insieme di elementi (nome, simbolo, design, packaging) che identifica il prodotto e lo differenzia rispetto a quelli della concorrenza. Alla base dell'importanza della marca, sono due concetti: la notorietà della marca (quante persone si ricordano della marca e quante la riconoscono), e l'immagine di marca (ovvero un insieme di valori che il consumatore attribuisce alla marca). Partendo da queste nozioni di base, la vera questione è questa: ha senso parlare di brand nel mondo del vino italiano? Con l'estrema frammentazione che c'è nel mercato, verrebbe da pensare quasi di no. Leggi il resto del mio articolo su Tigulliovino.it Foto di Drew Broadley
-- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/02/2006 02:50:00 PM

[Nuove tecnologie e innovazione] Il miracoloso succo di carciofo

Contraddizioni in Francia, nel mondo del vino. Nel paese dove nel 2002 sono state introdotte leggi rigide per combattere il problema del "drink&drive", leggi che hanno dato alquanto fastidio agli stessi produttori vitivinicoli francesi, è stato ora ammesso alla distribuzione dal governo francese un miracoloso succo a base di carciofo. Il succo ha come USP (unique selling proposition) il fatto che DISPERDE l'alcol nel sangue fino a sei volte più velocemente di quanto non farebbe "da solo" l'organismo. Questo è quello che dichiarano i portavoce della PPN, l'azienda della Normandia che produce il succo miracoloso, ma i medici sono scettici e di fatto manca la formula che sentiamo tanto spesso nelle pubblicità o leggiamo sulle etichette "testato in laboratorio", "testato clinicamente" e via dicendo. Di fatto il problema è questo: con un simile claim di prodotto, il rischio che si corre è che si stimoli a bere troppo, e si vada a scapito delle stesse leggi francesi. Per la serie, "mi bevo una bottiglia intera di vino e pure un Cognac, tanto poi mi sparo un succo di carciofo e chi mi becca???" Il prodotto è esportato anche in Korea, Germania e Svizzera, e sono in programma anche nuovi lanci negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove, tuttavia, si stanno già opponendo Motorizzazione & Co. Foto di Pat Herman Via Decanter
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/02/2006 10:10:00 AM

3/01/2006

[Mondovisione] Cresce la spesa pubblicitaria per vino e alcolici in Cina

Mentre la crescita degli investimenti pubblicitari che si è verificata negli ultimi anni in Cina comincia a rallentare, nel 2005 c'è stata un'impennata della spesa pubblicitaria per vino e altri alcolici. Tra i fattori determinanti, la riduzione dei dazi di importazione sugli alcolici che ha attirato gli investitori stranieri. Vino e alcolici si inseriscono così in un paniere più ampio di prodotti fortemente pubblicizzati, appartenenti tutti alla categoria "beni di lusso!, che puntano a sfruttare lo stile di vita filo occidentale che si sta sviluppando nella nascente classe media. I media in cui si spende di più sono televisione e carta stampata, anche se quest'ultima sta perdendo posizione (-1%) a vantaggio di radio, tv (+19%) e pubblicità esterna (+79%). Via WineIndustryReport Foto di Frédéric Dupont
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/01/2006 03:53:00 PM

2/27/2006

[Mondovisione] Miwine a Los Angeles insieme a UnionCamere Campania

Mentre io tiferò - come non mi è mai capitato finora - George Clooney per Syriana e Good night, and Good Luck, segnalo la presenza di MiWine e UnionCamere a Los Angeles, a supporto di un'altra nomination, quella che si è guadagnata La Bestia Nel Cuore. In una 3 giorni che coinvolgerà giornalisti e buyer statunitensi, e gli stessi protagonisti di La Bestia nel Cuore, verranno organizzate degustazioni e altri eventi per promuovere il vino campano a Los Angeles, e al tempo stesso sottolineare l'internazionalità del MiWine nell'edizione 2006. Con tutti i pareri dubbi circa la manifestazione milanese che ho sentito in giro mentre camaleontica presenziavo a convegni o degustazioni, riusciranno nell'impresa? Se vincerà "La bestia nel cuore", potrà scattare anche quel processo di transfert emotivo per cui tutti i produttori si riconosceranno improvvisamente nel MiWine? Thumbs up per il vino campano. E per il MiWine... A quanto pare, a parte George Clooney, ho un altro motivo to look forward to the Academy Awards!
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/27/2006 05:02:00 PM

[Nuove tecnologie e innovazione] Cartà d'Identità online per Brunello & Co

Il Consorzio del Vino Brunello, sulla via della tracciabilità, ha introdotto una nuova fascetta con un numero in codice che permette di avere sempre a disposizione, unico prerequisito una connessione a internet, i dati identificativi della propria bottiglia di Brunello, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino e Sant'Antimo. Come funziona: 1. si va sul sito del Consorzio 2. si clicca sulla pagina La Tracciabilità 3. si seleziona la tipologia di vino acquistata 4. si seleziona formato e codice della bottiglia, suddiviso in codice di serie (in lettere) e numero di contrassegno (in cifre), et voilà: una serie di informazioni utili appaiono sullo schermo: nome del produttore, telefono e sito internet, partita a cui appartiene la bottiglia e dati analitici del vino. Questo servizio è valido sulle bottiglie di Brunello (a partire dalla vendemmia 1999), Rosso di Montalcino (vendemmia 2003), e Moscadello e Sant'Antimo (vendemmia 2005). Via Winenews e sito del Consorzio del Vino Brunello Foto del Consorzio
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/27/2006 10:27:00 AM

2/25/2006

[Distribuzione] Vini cinesi al duty free - presto anche a Roma Fiumicino

Alcune etichette di vino cinese stanno per essere messe in vendita nei duty free dei principali aeroporti mondiali. Il progetto, che segue l'introduzione di alcolici cinesi in 20 aeroporti mondiali tra cui Roma, nasce all'indomani dell'accordo tra la Cognac Camus, leader mondiale nel canale duty free, e l'azienda vitivinicola cinese Dragon Seal (occhio, il sito è un po' lento) e riguarda le etichette che ricandono nel marchio Osmanthus wine. Si prevede una distribuzione dei vini Osmanthus in 50 punti vendita su 4000, da qui a sei mesi. Leggi la notizia originale su Vitisphere.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/25/2006 07:30:00 AM

2/22/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Pesto ai blogger! Quando le strategie di follower funzionano...

Qualche settimana fa avevo parlato dell'iniziativa dell'azienda sudafricana Stormhoek che aveva regalato vino ai blogger. Dopo che era uscita la notizia in giro per siti e blog vari, un'altra azienda aveva pensato di organizzare una simile iniziativa, la ligure San Lorenzo, già ben attiva nella blogosphera attraverso Antonio Tombolini & Co. L'iniziativa inventata da Tombilini aveva come titolo "Pesto ai blogger" dedicata a chi aveva un blog attivo già da sei mesi. Compilando un modulo si riceveva a casa nel giro di pochi giorni un pacco regalo con: 1 confezione di trofie, 1 confezione di pesto, 1 brochure in "confezione regalo" che per un attimo mi ha illusa che all'interno ci fossero dei cioccolatini!!! Ecco i primi risultati dell'inziativa: 239 blogger che hanno richiesto il prodotto 65 (27%) ne hanno già parlato, me esclusa, quindi facciamo 66. Per misurare i risultati, è stato aperta una pagina (che continua ad arricchirsi) in cui ciascun blogger può indicare dove ha parlato di Pesto ai bloggers. La San Lorenzo è da sempre concentrata sulla vendita diretta a privati, raggiungendo nel 2005 un fatturato di quasi 40 milioni. La vendita viene effettuata attraverso catalogo, telefono, e, da qualche tempo, internet (presto online anche i siti internazionali). Il catalogo prodotti è particolarmente ampio, includendo vino, olio (prodotto di punta dell'azienda), pasta, conserve, ecc. per un totale di circa 300 referenze.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/22/2006 03:37:00 PM

2/21/2006

Biondi Santi si dimette?

Qualche giorno fa era uscita su Winenews la notizia di gossip secondo i quali Jacopo Biondi Santi avrebbe rassegnato le dimissioni da Amministratore Delegato della Biondi Santi Spa (37 referenze e giro d'affari di 8 milioni di euro nel 2004). Leggo ora su Decanter.com che Jacopo Biondi Santi si sarebbe dimesso secondo loro fonti, a causa di disaccordi sulla gestione dell'azienda con il suocero Pierluigi Tagliabue, azionista responsabile dei finanziamenti di gran parte della Biondi Santi Spa. Il motivo? L'immagine aziendale - secondo Decanter infatti Tagliabue avrebbe espresso l'intenzione di commercializzare del vino che Jacopo Biondi Santi non ritiene all'altezza del nome dell'azienda. Leggi la notizia integrale su Decanter.com.

2/17/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Conquistare i buyer su una monorotaia

E' quanto fa l'azienda D'Ambra, sull'isola di Ischia. Il loro tour aziendale infatti, si snoda in due. Oltre a quello tradizionale, dell'azienda, è previsto anche l'itinerario del vigneto Frassitelli, con visita guidata al vigneto caratteristico per la sua particolare posizione panoramica a circa 500 m slm. La particolarità è che il secondo itineriario si fa in monorotaia! passando attraverso un percorso tra terrazzamenti e muri a secco. Aperitivo sul belvedere e degustazione dei vini di Casa D’Ambra accompagnati da piccole specialità della tradizione culinaria dell’isola. Secondo l'azienda, anche questo ha aiutato nelle esportazioni verso l'estero, delle quali, ad ogni modo, ci sono documentazioni che risalgono già alla fine dell'Ottocento. Da notare che l'itineriario non è un bonus esclusivo dei buyer, ma viene offerto anche a visitatori privati, in gruppi di massimo venti persone. Leggi la notizia completa su Denaro.it Nella foto una veduta di Ischia di Jonas da Coll
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/17/2006 12:21:00 PM