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Nome: Slawka G. Scarso
Località: Rome, Lazio, Italy

C'è chi diceva "sei ciò che mangi", io sono ciò che faccio. PS Il mio nome? Si pronuncia SUAFCA. Inutile chiedersi per cosa sta la G...

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5/03/2006

Marketing del Vino TRASLOCA!

Già da tempo meditavo di fare qualche cambiamento. Ora è definitivo, anche se come per tutti i traslochi, non è ancora terminato del tutto. Vado via, faccio le valigie e vado a stare su www.marketingdelvino.it. E già che ci sono cambio pure piattaforma, passo da Blogger (che comunque mi piace) a Wordpress, dove le categorie sono più facilmente gestibili (perché qui esistono e non devo fare magheggi per crearle) e il software è pure open source - fattore che, credo, sia il vero futuro. Speriamo che Google non me ne abbia a male, ma per sicurezza, anche se tutto il blog è stato importato nella nuova "casa", lascio anche qui i post per archivio. Quali sono le novità? Il nuovo blog ha un'area download, un'intera pagina dedicata ai link, e una sezione speciale per le tesi di laurea dedicate al vino. Questo perché negli ultimi mesi numerosi studenti universitari mi hanno chiesto qualche dritta su testi etc, e quindi ho pensato di raccogliere qualche info qui. A chi mi ha linkato in precedenza, chiedo la cortesia di aggiornare l'indirizzo. A chi non l'aveva ancora fatto... suggerisco di approfittare dell'occasione per farlo ora! ;-)

Gli americani bevono più vino dei francesi... Quasi!

In questi giorni sono uscite alcune ricerche che evidenziano come il mercato statunitense sia in grado di assorbire sempre più vino. Tanto che gli americani sono sulla buona strada per battere i francesi in termini di consumo di vino tra soli tre anni. Una notizia-non notizia, sotto un certo punto di vista, considerando che gli americani sono "un pizzico" più numerosi dei francesi. Mentre il consumo del vino diminuisce in Francia (-3% nel 2005 vs 2004), aumenta nel Regno Unito (+5%) e negli Stati Uniti (+3%). Ciò che sembra a mio avviso più interessante da un punto di vista marketing è il fatto che questa crescita dei consumi statunitensi, secondo uno studio del Wine Market Council, sarebbe determinata non solo da fattori come il riconoscimento da parte del pubblico degli effetti benefici del vino sulla salute, ma anche l'aumento di popolarità dei vini di importazione tra i ventenni. Ora, quanti sono i ventenni negli Stati Uniti? Secondo il sito del loro Censimento (U.S. Census Bureau) la popolazione tra i 20-24 ammonta a quasi 19 milioni, quella tra i 25 e i 34 a quasi 40 (dati riferiti al censimento del 2000). In altre parole, questa fascia di popolazione, già da sé è grande quanto tutta la popolazione francese...

[Letture utili] Uomo o donna? Nuove forme di comunicazione per le aziende del vino

INCIPIT Finalmente nel mondo del vino si è capito un concetto fondamentale: con l'aumento dell'acquisto del vino in bottiglia nella grande distribuzione, capita sempre più spesso che siano le donne ad acquistare il vino. In Francia, ad esempio, il 70% del vino è acquistato in supermercati e ipermercati, e l'80% di questi acquisti viene fatto da donne. Simili percentuali (tra il 60 e il 70%) si riferiscono anche alle consumatrici statunitensi, britanniche e tedesche, e lo stesso trend vale anche per l'Italia. Così la cosiddetta "responsabile d'acquisto" diventa la protagonista degli spot pubblicitari e le etichette (e i brand) vengono ridisegnati su sua misura, tanto più che ora sceglie i vini per sé, indipendentemente magari dai gusti e consigli del proprio partner. In altre parole, non solo si sta sviluppando un gusto per il vino tutto femminile, ma il mercato sta rispondendo a questa nuova tendenza, soprattutto nel mondo anglosassone. Di esempi di etichette "al femminile" ce ne sono parecchi in giro. Persino... Continua a leggere su Art Motions Foto di Valentina Jori -- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 5/03/2006 12:21:00 PM

4/28/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Vini con aggiunta di infusi: stiamo davvero alla frutta...

Leggo in questo istante una notizia apparsa su Decanter.com in cui si parla del successo dei vini aromatizzati in Australia. Sia ben chiaro, non vini ottenuti da uve aromatiche (e.g. Moscato, Malvasia & co), ma vini che hanno subito l'aggiunta di infusi di frutta... Alcuni esempi sono uno Shiraz al gusto di frutti di bosco, un Sauvignon Blanc-Semillon ai frutti tropicali, uno Chardonnay al sapore di cedro (ma senza passaggio in legno) e il Killawarra Krush al gusto passion-fruit e ginseng della Southcorp [l'ingrediente ginseng non è casuale ma il risultato di studi sul consumatore che hanno confermato l'analogia ginseng-salute]. Non contesto queste scelte, perché da un punto di vista patriottico rendono ancora più importanti i vini veri italiani, e da un punto di vista da markettara se c'è mercato (e i risultati positivi lo dimostrano con crescite da capogiro) allora ben venga il prodotto. Forse l'unica cosa che contesto è la scelta di fondare questi prodotti su uno stereotipo che ironicamente sembra aver anticipato di qualche tempo citazioni marchiane di sciampiste (o shampiste??)... La linea più importante di questi vini-frutto che nulla hanno a che vedere anche con Luca Maroni, la Nautico, è stata infatti lanciata a Natale con un programma dedicato, guarda caso, proprio alle shampiste... le consumatrici ideali di questi prodotti. Così la dichiarazione di Lynda Schenck, marketing manager di Nautico, apparsa su Decanter.com "We're trying to get to real people. The hairdressers loved it." Puntiamo alle vere persone. Le parrucchiere l'adorano, mi è sembrata... come dire... un po' border line! Trattare il consumatore a forza di stereotipi può pagare in una prima fase, ma di sicuro non nel lungo periodo. Ma forse è solo l'uscita infelice di una marketing manager... Staremo a vedere.
Per maggiori dettagli sui focus group di Nautico

4/27/2006

[Nuove Tecnologie e Innovazione] Donnafugata.it : finalmente in Italia un sito web del vino fatto a regola d'arte

Troppo spesso capita di vedere nel mondo del vino siti fatti "così così", anche nel caso di aziende di fama indiscussa offline. Siti stracolmi di animazioni flash, con news antiche ("siamo presenti al Vinitaly 2002 allo stand XX al padiglione XXX), con indicizzazioni lontane dall'ottimizzazione e quindi praticamente impossibili da trovare... In questo marasma dell'eno-navigazione italiana c'è un'azienda che invece è capace di mostrare a tutti come si fa davvero un sito web: Donnafugata. Il sito, già online da tempo, è stato rilanciato lo scorso Vinitaly con una grafica nuova - ma senza creare smarrimenti nel navigatore che già conosceva il sito, anzi accentuando l'aspetto della facilità di navigazione. Come mi ha raccontato José Rallo, infatti, si erano resi conto che c'erano alcune sezioni dove i navigatori non riuscivano ad arrivare, ma il problema è stato presto risolto. Forti infatti del successo consolidato (62.000 accessi in un anno, 2.000 iscritti alla newsletter e una visita media da record - 8 minuti!), hanno investito nuovamente nel sito puntando su tecnologia opensource, php e database MySql per renderlo dinamico. I contenuti multimediali ci sono eccome, ma una volta tanto vengono risparmiate al navigatore ore intere passate ad aspettare che si carichi l'animazione in Flash... Il "Media Center" è stracolmo di foto e videoclip (come quelli dei concerti di Donnafugata Music & Wine Live...) e il sito, attraverso l'area Download, diventa uno strumento utile sia per il consumatore finale che per chi il vino lo distribuisce. Il primo può individuare tramite un motore di ricerca interno il punto vendita più vicino a casa dove trovare i vini di Donnafugata, il secondo ha l'imbarazzo della scelta tra tutti gli strumenti forniti per capire, e quindi spiegare e vendere meglio i prodotti - dalle schede dei vini, ai folder, alle presentazioni in power point - elementi che da quello che mi ha detto José sono particolarmente graditi dalla distribuzione estera piuttosto che quella italiana... Con un sito così non stupisce quindi che quest'azienda abbia investito anche in pubblicità stampa per promuovere non i vini, ma il sito stesso contrariamente alle tante aziende che ancora non hanno imparato a includere il sito web nella propria comunicaizone... - ne aveva parlato anche Wino-Quintomiglio

[Nuove tecnologie e innovazione] "Bag in box": dal colosso Ronco ai piccoli produttori francesi

In Italia la "Bag in box" la conosciamo soprattutto grazie al vino Ronco - vi ricordate? quello dove nella pubblicità il tipo di nascosto finge di stappare la bottiglia quando in realtà il tappo non c'è... In Francia notizie recenti vedono al contrario la nascita di una federazione che unisce centinaia di produttori indipendenti per acquistare tutti insieme il vino in bag in box (a costi ridotti date le economie di scala) ma ciascuno con un packaging personalizzato. Dai primi ordini la federazione può stimare che riuscirà a raggiungere l'obiettivo di 50.000 bag in box vendute nel primo anno (formati attualmente disponibili 5-10 litri). La produzione in bag in box sarà diretta ai principali canali di distribuzione, incluse enoteche e supermercati, ed è qui che il discorso un po' mi perde. Innanzitutto perché non capisco come la bag in box possa essere un fenomeno da enoteca... in secondo luogo, perché se questi produttori indipendenti devono ricorrere a una federazione per abbassare i costi di acquisto della bag in box, allora non capisco come fanno ad avere le quantità per entrare a listino al supermercato... Che cos'è la "bag in box"? La bag in box è stata inventata dall'azienda tedesca Scholle, tuttora leader mondiale nella produzione di questo prodotto. Consiste in una borsa di plastica con un tappo speciale brevettato, inserita all'interno di una scatola di cartone facilmente personalizzabile in base alle esigenze di comunicazione. In Italia un distributore è Bag-in-Box Italia NB il sito dei vini Ronco non funziona con Firefox :(
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/27/2006 11:39:00 AM

4/22/2006

Tutti a cena con Cernilli o Lauciani...

Da oltre Manica arriva una nuova moda, quella della degustazione privata con un wine guru! Una società londinese organizza infatti degustazioni guidate per pochi intimi e si occupa di portare tutto a casa tua: una selezione di vini da capogiro e pure il degustatore VIP. I prezzi partono da 1200 sterline per 12 persone. I vini li scegli tu, e loro per garantire un servizio completo si affidano a distributori come Majestic, Harrods, the Wine Society and Berry Bros. I wine guru includono Oz Clarke e Joanna Simon del Sunday Times. E in Italia? Chi si potrebbe invitare a cena per una degustazione guidata? Daniele Cernilli o Paolo Lauciani? Beh, io le mie preferenze ce le avrei, ma c'è da dire che non ho ancora avuto il piacere di conoscere Cernilli... ;-) Foto di Neil Gould

4/20/2006

[Mondovisione] C'è un'azienda italiana tra le più "performanti" negli Stati Uniti

Sono uscite in questi giorni le ultime ricerche dell'IRI dalle quali risulta che la Cavit è tra le 30 aziende che hanno avuto la migliore performance negli Stati Uniti quest'anno. Una notizia ancora più positiva visto che: 1) Cavit si trova addirittura al 2° posto su 30 aziende 2) Le altre 29 aziende sono tutte californiane o comunque statunitensi + 4 australiane e una tedesca. Insomma, nessuna azienda francese. Quali sono stati i criteri per questa classifica? L'aumento delle vendite a volume, la velocità di crescita delle vendite, l'efficacia del merchandising, i profitti realizzati e altro ancora. Confermato il primato di Twin Fin come lancio di maggiore successo (stavolta il criterio erano le vendite a valore nel 2005), etichetta di cui avevo già parlato. Foto di Daniel West
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/20/2006 03:26:00 PM

Il blog di Quintomiglio cambia nome e diventa Wino

Lo scorso febbraio il grande Max Cochetti, presidente dell'associazione culturale Quintomiglio di San Donato Milanese aveva lanciato il suo blog sul marketing del vino, chiamandolo Marketing diVino. Ora cambia nome - forse per eccesso di NetEtiquette ;-) nei confronti di questo mio blog - e diventa Wino. Il nuovo nome, nelle intenzioni di Max, serve and accentuare il lato web del suo blog sul vino. Wino, rispetto a Marketing del Vino e dell'Agroalimentare, è infatti dedicato "in particolare a quello che succede in rete sul vino italiano". Quindi faccio un grosso in bocca al lupo a Max dopo questo cambio di nome e invito chiunque già non lo conoscesse e fosse interessato al web-wine marketing a visitarlo.

4/19/2006

[Comunicazione e Promozione] Quando un marchio, e che marchio, fa tutto...

Non era una novità, solo che prima si sapeva ma non c'era scritto nulla da nessuna parte - a ottobre 2005 avevo fatto un po' di ricerche un pomeriggio su Google e niente, tanto che alla fine mi ero convinta di essermi sbagliata- per la serie, se una cosa non c'è su Google, allora non esiste! E comunque un sito relativo all'iniziativa ancora non esiste, alla faccia dei W3C Web 2.0 e compagnia bella... Ad ogni modo, dopo i rumour dei mesi passati, ora tutti (solo stamattina nel giro di mezzora Identità Di Vino, Decanter e pure una segnalazione spontanea via email da un simpatico neo-blogger milanese) parlano dei vini di Renzo Rosso della Diesel in collaborazione con l'enologo Roberto Cipresso. Un prodotto che è immagine innanzitutto, dal momento che, malgrado secondo Cipresso i vini (presentati nei giorni passati al Vinitaly) non riescono a esprimere ancora appieno il terroir, il posizionamento di prezzo farebbe già pensare all'eccellenza (Prezzo UK al ristorante 120-150 sterline [180-270 euro] , in enoteca 90 sterline, quindi 135 euro). Alla faccia di Gaja!!! La cosa assurda è che su Decanter.com Cipresso dichiara "'We have achieved about 30% of what we can. The terroir is not yet well expressed. It is an opportunity to let people know Diesel is in this field now. Even if we are not at the top yet, we will get to it" Tradotto letteralmente: "Abbiamo raggiunto il 30% di quello che possiamo. Il terroir non è ancora ben espresso. E' un'opportunità per far conoscere Diesel in questo campo ora. Anche se non siamo ancora al top, ci arriveremo". Beh, personalmente le osservazioni che mi viene da fare a questo punto sono queste: 1) ma come ci si può permettere di fare esperimenti sul consumatore a 135 euro??? Se non si trattasse di Diesel, affermazioni del genere non potrebbero che creare un minimo di indignazione -e quindi no vendite - sul genere " Ma che me stai a pijà in giro??" - niente parolacce, ho ancora l'effetto benefico della Pasqua 2) la coerenza con l'immagine provocatoria del marchio è a dir poco ammirevole. Perché questa stessa azione che io giudico provocatoria, da parte di Diesel che ci ha abituati ad azioni di comunicazione sempre su questo livello - rientra perfettamente nell'immagine che il consumatore ha dello stesso marchio, e quindi riesce a costruire su una fama già guadagnata in altri settori senza clamorosi traumi.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/19/2006 01:49:00 PM

4/14/2006

[Distribuzione] Conad per il vino

Ecco un estratto dalla presentazione di Giuseppe Ziliani, direttore della marca commerciale Conad, al convegno su Gdo e vino organizzato al Vinitaly la settimana scorsa. Per quanto riguarda il vino, Conad basa la sua offerta partendo da una caratteristica ben definita della catena, e cioè il fatto che il core business è rappresentato dai punti vendita "di vicinato". In pratica il valore aggiunto sta nello stare sotto casa. Non è un caso quindi che Conad possa contare su 4 milioni di consumatori non occasionali, con una penetrazione del 20,3%, e una forte frequenza di acquisto (in media, circa una volta a settimana). Questi sono gli elementi che fanno di Conad la catena n. 2 in Italia dopo Coop, ma sono anche elementi che si riflettono sull'offerta di vino (il mercato del vino in Conad ha volumi che si aggirano attorno ai 30 milioni di litri). In che modo? Grazie all'immagine di punto vendita sotto casa, Conad ha studiato un'offerta di vini che pone una grande attenzione ai vini della regione, andando a rappresentare il prodotto del territorio anche con aziende più piccole che magari non sarebbero in grado di generare i volumi di cui potrebbe avere bisogno la stessa catena su scala nazionale. -- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/14/2006 02:24:00 AM

4/13/2006

[Distribuzione] Focus group di Coop sull'atteggiamento del consumatore nei confronti del vino

Segnalo qui alcune informazioni emerse durante il convegno su Gdo e vino che si è tenuto la settimana scorsa al Vinitaly. In particolare queste info sono estratte dalla presentazione del dr. Gargiulo della Coop sulla base di un focus group fatto da Coop a Bologna, Firenze, Milano, Verona e Roma. Da notare che i focus group non si limitavano ai clienti coop. Quali sono i valori che il consumatore associa al vino? Tra quelli principali: calore e atmosfera, naturalità, salubrità, tradizione, archetipicità (!!! caspita, ma qualcuno avrà detto proprio "archetipicità"?? ), tipicità regionale, varietà, articolazione, socialità, condivisione. Quali sono i driver principali dell'attenzione? Dall'analisi di Coop emerge che questi si possono suddividere in: 1. Fattori di base - contenitore, prezzo, colore 2. Fattori secondari - tipologia (fermi, frizzanti, buon corpo, medio corpo, ecc), denominazione, zona d'origine 3. Fattori specialistici - vitigno, annata, reputazione della cantina Quali sono i caratteri principali dei canali di distribuzione retail nei confronti del vino emersi dai focus group? Iper --> reparti e strutture recenti e curati; ampia gamma di prodotti; promozionalità e convenienza Super --> reparti meno valorizzati e ricchi; prezzi abbastanza convenienti; gamma di prodotti limitata Enoteca --> canale qualificato; shop experience; consulenza e consiglio; prezzi molto penalizzanti.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/13/2006 08:16:00 AM

4/12/2006

"Blog & Vino: business, storie, opportunità” - Ecco come è andata

Per chi non c'era, e per chi non ha trovato posto - la sala si è rivelata un po' piccola per il numero di persone accorse - ecco un piccolo resoconto della tavola rotonda che si è tenuta sabato 8 aprile al Vinitaly.

La tavola rotonda, moderata da Nilla Turri, presidente di Terre Nascoste, è stata l’occasione per parlare del crescente ruolo dei blog nella comunicazione del vino fatta “dal basso”, e quindi dai consumatori comuni ma anche dalle aziende stesse. Come ha evidenziato Giampiero Nadali di Aristide, ideatore dell’evento, il blog è “relazione”, e permette anche ad aziende vinicole ed enoteche di affacciarsi sul mercato diminuendo gli intermediari, e stabilendo una relazione diretta con il consumatore.

In rappresentanza dei produttori blogger, Susanna Crociani (Mondo di... Vino) ha raccontato la sua esperienza con un blog nato a gennaio del 2004 come diario e strumento di confronto, e ora anche strumento di comunicazione per la sua azienda di Montepulciano.

Quanto a me, mi sono concentrata ovviamente sul lato marketing, parlando delle motivazioni che devono spingere un’azienda vitivinicola a entrare nel mondo del blog, evidenziando come questo nuovo strumento sia strettamente correlato a quello antico del passaparola. Come il passaparola, il blog ha un grande potere di influenza sul consumatore: secondo dati della Forrester Research, infatti, il 90% dei consumatori si fida del consiglio degli altri consumatori, magari blogger. Chi fosse interessato può scaricare qui la mia presentazione in pdf.

Per finire, quel mito di giornalista di Franco Ziliani, da poco trasferitosi su Vino al Vino (oops devo ancora aggiornare il link tra i blog che leggo) ha colto l’occasione per parlare del discusso binomio tra blog e giornalismo (enogastronomico), evidenziando come il blog “è una nuova modalità di comunicazione” ma di certo non può sostituire in tutto la carta stampata. A questo proposito suggerisco di dare un'occhiata anche a questo report statunitense sui We Media. Lo stesso Ziliani ha lanciato l’idea di creare la Wine Blog Association, associazione che raccolga tutti i wine blogger, in Italia e all’estero. Iniziativa che subito riscosso un positivo riscontro tra i numerosi blogger presenti in sala.

4/11/2006

[Letture utili] Fidelizzare il cliente nel mondo del vino. Magari!

Ecco un mio articolo recente uscito questo mese su Tigulliovino. Incipit Raccogli e vinci Uno dei concetti principali nel mondo del marketing è quello della fidelizzazione del cliente, un concetto al quale siamo abituati da sempre, con esempi che riguardano tutti i generi di prodotti dell'industria agroalimentare, dalle raccolte punti del latte a quelle dei biscotti o dei cornetti, passando per le nuove carte fedeltà nei punti vendita della Gdo che possono offrire dai regali agli sconti, ai finanziamenti per gli acquisti. Quello della fidelizzazione è un fenomeno particolarmente esteso quindi, che ha il sicuro appeal per chi le organizza dato dal fatto che attraverso carte fedeltà e raccolte punti si spinge a un ri-acquisto continuato dei propri prodotti, a scapito di quelli della concorrenza. Se molto spesso nel marketing del vino si possono riapplicare le formule già "testate" in settori più maturi, è possibile che questo valga anche per le attività di fidelizzazione? In Italia mancano ancora casi significativi In Italia, di fatto, non ci sono grandi esempi. Forse una delle pochissime azioni che si sono mosse in questa direzione, finora... Continua a leggere l'articolo su Tigulliovino o su Art Motions.

4/10/2006

Il dopo Vinitaly - bilancio telefonicamente negativo - per il resto, quello che conta, tutto ok

In realtà sono tornata sabato notte - in tempo per votare, visto che l'appello di Ziliani a nulla è valso. Così tiro le somme di questo Vinitaly anche se per me quest'anno, è stata una vera e propria toccata e fuga. Giudizio soggettivo: ultra positivo, forse il migliore di sempre (o di mai?!?), ma nessuno lo dica a quel noto personaggio della tv con cui andavo gli anni passati... Hahaha! Peccato solo per il mio cellulare, che è ancora a Verona - mollato sul bancone del deposito bagagli della Fiera mentre correvo a prendere il treno dopo la tavola rotonda su Blog & Vino. Inutile dire che anche la testa, l'ho mollata lì. Ma almeno il cellulare dovrebbe tornarmi tra domani e mercoledì. Così dicono... Giudizio oggettivo: Vinitaly positivo, dovunque andavo sentivo parlare di importatori di qua e importatori di là. Quindi il vino italiano, è confermato, sta uscendo dalla crisi. Sono riuscita pure a organizzarmi per andare a vedere quella tavola rotonda su Vino & Gdo che organizzano da qualche anno in collaborazione con Vinitaly e che gli anni passati finiva sempre in fondo alle mie priorità. Considerazioni interessanti, da parte dei grandi come Carrefour, Coop e Auchan. E Lamberto Vallarino Gancia, in rappresentanza di Federvini ha detto pure che la spesa in marketing, in Italia, è aumentata del 9%... Saranno forse tutte quelle standiste da un metro e ottanta di cui parla Quintomiglio?

4/09/2006

Club degli shampisti??? Attenzione a parlare

Ultimamente si è levata una certa polemica sui food blogger, o meglio sullE food blogger che si credono chissà chi solo perché pubblicano delle ricette ogni tanto... Che dire? Forse solo che quelle stesse persone che criticano chi, secondo loro, non sa usare uno strumento come il blog, dovrebbero farsi un esame di coscienza. Magari scoprirebbero che anche loro non sanno usare uno strumento o due. E mi riferisco in particolare a una certa newsletter alla quale mi sono trovata iscritta solo perché una volta ero in copia a una certa e-mail, e senza che mi fosse mai chiesta l'autorizzazione. Sia ben chiaro, in fondo all'email c'era scritto chiaramente come potevo cancellarmi - peccato che questo non bastava per non far risultare l'iscrizione IN AUTOMATICO a detta newsletter come puro SPAMMING. La burla è stata che visto che nell'email in questione ero in copia con due indirizzi, sono stata iscritta con tutti e due!!! E con un nome come il mio, di certo ci si sarebbe dovuti rendere conto che si trattava di un doppione! Per cui, mi viene da dire, che se si cerca di far leva sulla regola del "ognuno dovrebbe fare il suo lavoro", allora sarebbe meglio non inventarsi un mestiere da gestori di newsletter solo per correre il rischio di diventare Shampisti delle Newsletter...

4/05/2006

SPECIALE VINITALY: convegni su marketing e mercato del vino

Ripescati dal sito del Vinitaly, ecco i convegni che avranno temi attinenti ai contenuti di questo blog: Giovedì 6 aprile Ore: 14.30-18.00 - Centrocongressi Europa-Saletta A Convegno: Controllo dei costi nelle aziende vinicole: nuovi strumenti e nuove tecniche di gestione Ore: 15.00-18.00 - Centrocongressi Europa-Sala Vivaldi Workshop: Vini italiani e mercati emergenti: Rapporto India 2006. Analisi, scenari e canali commerciali del mercato indiano Venerdì 7 aprile Ore: 10.00-13.00 - Centrocongressi Arena-Sala Rossini Convegno: La tradizione nell'innovazione: esperienza nella cooperazione vitivinicola italiana Ore: 10.00-13.00 - Centrocongressi Europa-Sala Salieri Convegno: La battaglia mondiale sul vino: Il ruolo della GDO nella valorizzazione del prodotto italiano Ore: 14.30-18.00 - Centrocongressi Europa-Saletta A Convegno: Controllo dei costi nelle aziende vinicole: nuovi strumenti e nuove tecniche di gestione Ore: 14.30-18.00 - 1° p. Palaexpo - Sala Respighi Convegno: Sviluppi e prospettive del mercato del vino nel fuori casa Ore: 14.30-18.00 - Centrocongressi Arena-Sala Rossini Seminario: Progetto Asia Invest "Winebar"- Vitivinicoltura in India: opportunità di paternariato e sviluppo del settore Ore: 16.30-18.00 - Centrocongressi Arena-Sala Puccini Workshop: Cina India alla scoperta dei degustatori d'oriente Sabato 8 aprile Ore: 12.00-13.00 - Sala Stampa - 2° Piano Palaexpo Incontro: Presentazione della Ricerca: Il vino nei ristoranti italiani di qualità Ore: 15.00-18.00 - Centrocongressi Arena-Sala Bellini Convegno: Blog & vino: Business, storie, opportunità

Vinitaly 2006: si parte, e quest'anno si parlerà anche di Blog & Vino!

Come già detto, quest'anno grazie all'iniziativa di Aristide, si parlerà anche di Blog & Vino al Vinitaly. Dove? Vinitaly, Veronafiere - Centrocongressi Arena – Sala Bellini (Tra padiglione 6 e 7) Quando? Sabato 8 aprile 2006 - Ore 15.30 Chi? Susanna Crociani del blog “Mondo… di vino”; Elisa Del Moro, del blog “Le Curiosità Golose; Giampiero Nadali, autore di Aristide, blog di viaggio nel vino; Io Franco Ziliani, del blog “Il Taccuino del Franco Tiratore”. Modererà l’incontro Nilla Turri, autrice di libri e guide enogastronomiche e Presidente di Terre Nascoste. Ulteriori dettagli al link nel titolo. Vi aspetto lì!

4/04/2006

Vinitaly: il trade-off tra degusto di tutto e di più e faccio PR con i denti viola

Per tutti quelli che temono in un vino rosso la tendenza a far diventare viola denti e labbra, alla faccia delle PR durante il Vinitaly, arriva una buona notizia. Una ricerca canadese ha affermato che i polifenoli nel vino rosso (sì, proprio quello che lascia i denti neri-viola) fanno bene ai denti!!! Infatti proteggono le gengive e le mantengono sane, alla faccia della caduta dei denti in tarda età... Una scusa in più per degustare una marea di rossi questa settimana a Verona e fare grandi scoperte! Via Vinimarket

[Comunicazione] Dopo Stormhoek e San Lorenzo, è il turno di POSTAGAVI, la nuova iniziativa di Castellari Bergaglio

Già da tempo l'azienda Castellari Bergaglio è tra i miei link delle "aziende che bloggano". Adesso l'azienda di Marco Bergaglio propone una nuova iniziativa - che si inserisce in un insieme di attività di marketing alquanto ricco considerando le dimensioni aziendali (60.000 bottiglie secondo la Duemilavini 2005), fatto di numerose attività, un sito ben fatto e chiaro, gadget vari - magliette, grembiuli, accessori, libri - promozioni per gli iscritti alla newsletter, e un'enoteca-galleria appena aperta, la Gaviteca, dove a fine mese (30 aprile) verrà inaugurata una mostra su arte e design in terra di Gavi.
L'iniziativa in oggetto in questo post si chiama POSTAGAVI, e serve proprio a promuovere questo vino piemontese a base Cortese, che loro producono in 3 referenze (stessa fonte di sopra). Ecco le condizioni: "se possedete un blog da almeno sei mesi e se decidete di parlare dell’azienda Castellari Bergaglio in un vostro post, riceverete direttamente a casa vostra due bottiglie di Gavi DOCG". Rispetto alla San Lorenzo, in questo caso si chiede ai blogger di parlare prima che arrivino le bottiglie - riuscirà quest'azienda di Gavi a raddoppiare le vendite come è stato per la Stormhoek? Staremo a vedere!

Vino sta a Showbiz come Barolo sta a Brad Pitt

Leggo proprio ora su Decanter.com che Brad Pitt si è recato in Piemonte in questi giorni, per fare un po' di "vineyard hunting". Ha visitato diverse aziende, tra cui Poderi Aldo Conterno e Cascina Cucco e, da quanto dichiarato da Monica Tavella di Fontanafredda (dove pure è stato) al Daily Telegraph, sembrerebbe interessato a un acquisto in zona... Vero desiderio di cambiare vita, o ennesima trovata pubblicitaria? No, perché mi è sempre venuto da pensare che la storia tra lui e la Jolie fosse una trovata per spingerci ad andare a vedere quel ridicolo e stralungo Mr & Mrs Smith. ;-) - che io ho visto!!

4/03/2006

[Comunicazione] Birra al contrattacco: negli USA "contro" la crescita dei consumi di vino

C'era da aspettarselo... Più volte si è parlato della crescita dei consumi di vino negli USA, e di come le abitudini di consumo si stiano spostando, dalla birra al vino. Ora i produttori di birra passano al contrattacco. E' il caso ad esempio di Anheuser-Busch che già a febbraio aveva lanciato una campagna pubblicitaria dal titolo "Here's to beer", "Brindiamo alla birra". Una campagna che non solo promuove quindi la birra del produttore in questione, ma punta a rilanciare l'immagine della birra in un momento in cui il vino, negli USA, comincia sempre più a farla da padrone - lo ha affermato anche Robert Lachky, Vice presidente esecutivo della Anheuser-Busch ad AdAge. Così la Anheuser-Busch è ricorsa a testimonial importanti (vedi Spike Lee), che negli spot dicevano con chi avrebbero voluto brindare (alla birra). Non solo, per sfruttare appieno l'immagine "tradizionalista" della birra, la scelta degli slot pubblicitari è stata rilevante, e ha incluso eventi importanti come le finali del campionato di basket di questo weekend (i Final Four). A supporto della campagna pubblicitaria in TV, anche un concorso sul web, grazie al sito www.herestobeer.com (170.000 hits da febbraio) dove i consumatori possono indicare con chi, come per Spike Lee, vorrebbero brindare. Chi indicherà il personaggio più originale vincerà un viaggio al prossimo Oktoberfest.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 4/03/2006 10:19:00 AM

3/31/2006

[Distribuzione] Tesco punta sull'alto di gamma nel vino

Quando Tesco, la catena di distribuzione inglese, ci si mette, è una vera macchina da guerra. Dopo tutto sono loro che hanno per primi mostrato come si può sfruttare appieno le potenzialità delle carte fedeltà per pensare a promozioni che interessino davvero ai clienti. Loro per primi hanno saputo elaborare i dati raccolti con le carte fedeltà per studiare attentamente il comportamento dei consumatori, di fronte a prodotti promozionati e non. Partendo da questo presupposto, la loro scelta di sviluppare l'alto di gamma nei vini non può che destare interesse... A partire da aprile verranno introdotte 50 nuove referenze in una fascia di prezzo compresa tra 14 e 140 euro - con una grande prevalenza di etichette nella fascia 20-35. Queste si aggiungeranno a una carta dei vini già molto ricca, che comprende 750 etichette. Tra le nuove etichette pregiate, il Barolo Riserva 1999 di Michele Chiarlo. Via Vitisphere PS sono tornataaaaa!!!
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/31/2006 01:29:00 AM

3/21/2006

London Calling

Sono in partenza per Londra (tornerò a fine mese), quindi avrò difficoltà ad aggiornare il blog... salvo notizie eccezionali da qualche winebar dietro Fleet Street ;-) Sorry! Ci riaggioriamo al 29 marzo. Foto di Mario Vincente Sanchez

Blog & Vino: business, storie, opportunità - se ne parla al Vinitaly

Di seguito il testo del comunicato stampa dell'evento.
Tavola rotonda Vinitaly, Veronafiere - Centrocongressi Arena – Sala Bellini Sabato 8 aprile 2006 - Ore 15.30
Oggi il blog, diario di rete, si sta dimostrando uno strumento di comunicazione di grande rilevanza per il mondo degli affari. Dagli imprenditori interessati a un dialogo diretto con i propri clienti, alle aziende alla ricerca di “nuove idee” dal loro pubblico, tutti hanno scoperto i blog come strumenti di comunicazione aziendale di grande efficacia. Ciò è reso possibile dalla dimensione fortemente interattiva e dalla facilità di utilizzo di questo strumento, fattori che insieme hanno avviato una “rivoluzione dal basso”, rendendo protagoniste le persone comuni. A tutto questo il mondo del vino non poteva restare indifferente. Partendo dagli USA, dove centinaia di operatori del settore o semplici appassionati hanno cominciato nel 2004 a occuparsi di vino nei blog, il fenomeno si sta diffondendo in Italia dal 2005. Per sondare i segnali di questo nuovo fermento il 54° Palio del Recioto di Negrar assieme ad Aristide, blog specializzato sul mondo del vino, e all’associazione Terre Nascoste votata alla promozione delle risorse agroalimentari di qualità, hanno deciso di organizzare la tavola rotonda “Blog & Vino: business, storie, opportunità”. Interverranno Susanna Crociani, co-titolare della Cantina Crociani di Montepulciano (SI), autore del blog “Mondo… di vino”; Elisa Del Moro, amministratrice di reti su Internet e autore del blog “Le Curiosità Golose; Giampiero Nadali, autore di Aristide, blog di viaggio nel vino; Slawka G. Scarso, autore del blog “Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare”; Franco Ziliani, noto giornalista enogastronomico, autore del blog “Il Taccuino del Franco Tiratore”. Modererà l’incontro Nilla Turri, autrice di libri e guide enogastronomiche e Presidente di Terre Nascoste. I temi trattati Blog & Vino: nuove forme di relazione con il consumatore finale e gli operatori; WWWinemaker, la ricerca di Aristide sui siti Internet dei produttori italiani; accedere al mercato via blog: costi bassi, dialogo diretto con il consumatore, interazione con gli operatori; vendere vino con il supporto del blog; blog italiani e internazionali: casi documentati e discussione. Al termine dell’incontro, i partecipanti saranno ospitati dalla Cantina Valpolicella Negrar, al padiglione 5, stand C3 per una degustazione di vini Valpolicella Doc.

3/17/2006

[Letture utili] Non solo e-commerce per il vino. Online il testo integrale

Per chi fosse interessato, ho messo online sul mio sito il testo integrale del mio articolo "Non solo e-commerce. Le nuove frontiere di internet per il vino" del quale avevo già parlato qualche settimana fa. Da notare che in questo caso non si parla di blog & vino, per quello rimando alla tavola rotonda che si terrà al Vinitaly l'8 aprile! --

CSS (fogli di stile) o non CSS? Fosse questo il problema!

C'è chi sostiene ancora che una pagina non si può fare utilizzando solo i fogli di stile, c'è chi pensa che almeno la struttura vada fatta con la tabella, e il resto, okay, lasciamolo ai fogli di stile. E ci sono i puristi del CSS che di fronte a un discorso così si infurierebbero, perché non c'è nulla da dire: le tabelle non sono fatte per la struttura, ma per essere tabelle!!!
Tutti discorsi che guardando il sito di Restipica (proprio in questi giorni ne parlavano su Informacibo) sembrano essere passati, non dico in secondo piano, ma in quindicesimo! Il progetto va ad aumentare l'elenco di iniziative che sono dirette alla promozione del marketing territoriale e dei prodotti tipici italiani. In questo caso è promosso dall'Anci. Ora, niente in contrario a queste iniziative, anzi, ormai sono diventate indispensabili. Tuttavia navigando nel sito ci si trova catapultati indietro di una decina d'anni. A partire dal logo, ma soprattutto concentrandoci sul layout grafico delle pagine... non c'è uniformità di testo e grafica. In nessun punto! Ogni pagina ha font di diversa grandezza, e una, riproducendo un documento, sfora totalmente il layout (non bastava usare un link a un file in pdf, come del resto è stato fatto altrove nello stesso sito?), mentre in un'altra ancora ci si dimentica proprio della struttura di base! Detto in poche parole, mi ricorda i tentativi fatti all'università, quando nel corso di informatica ti facevano fare una paginetta in html e possibilmente usavi tutti quegli orribili sfondi con mattoncini e simili e magari una quindicina di gif animate... In ogni sito ci deve essere una uniformità di testo. Bisogna lasciare che il navigatore NAVIGHI fluidamente, non che si "incagli" nelle pagine, o peggio ancora, che a ogni nuova pagina si trovi davanti praticamente un sito differente... Dulcis in fundo, ecco ora un estratto del sito: "Internet. La creazione del portale www.restipica.net [che tra l'altro non esiste, il sito è www.restipica.it] è al primo posto fra le attività programmate. Esso è ideato per promuovere i territori italiani, ricchi di cultura. Attraverso un'esaustiva panoramica di informazioni, il portale vuole essere strumento innovativo a disposizione dei Comuni, ma anche delle imprese che ha propongono progetti cantierabili, accompagnandole nella ricerca delle opportunità d'insediamento offerte dai territori stessi. A tal fine RES TIPICA offre, ai Comuni e alle imprese aderenti, i seguenti servizi: [...]" Personalmente lo trovo ai limiti del ridicolo, se non semplicemente scandaloso. Sulla stessa linea... rimando a questo post di Carlo Odello in ComunicazioneImpresa

3/14/2006

E-mail marketing - piccolo è bello

Da uno studio effettuato negli Stati Uniti nel 2005, ma che mi sembra facilmente applicabile anche all'Italia, è emerso che più piccola è la lista di iscritti a una newsletter, maggiore è la percentuale di persone che
1. leggono la newsletter 2. cliccano sui link
Il motivo è piuttosto semplice. Dopo il boom dell'email marketing e lo scoppio della bolla che è generata da questo boom, si sta formando una tendenza a trovare nelle piccole dimensioni le vere potenzialità dello strumento e-mail. Con un minore numero di iscritti è più facile fornire contenuti di vero interesse per gli iscritti e far leva su quei nuovi strumenti quali il "targeting comportamentale" (behavioural targeting). Più difficile far contenti tutti (o tanti) quando si parla a una platea di 100mila e passa persone. E i dati parlano chiaro: per liste con oltre 100,000 iscritti, il tasso di apertura dell'email è del 18,2%, e il click-through rate (% di persone che cliccano sulla notizia) del 3,6%. Con liste "minuscole" con 101-1000 iscritti, le percentuali sono totalmente diverse: 42.1% di tasso di apertura, e click-through del 6,8%. Per liste di 1,001-10,000, le percentuali erano del 33.2 e 5.1% rispettivamente; per liste con 10,001-100,000, erano 25.8% 4.5%. Lo studio è stato effettuato su un campione di oltre 4,000 organizzazioni, 230,000 campagne e-mail e 2.7 miliardi di messaggi e-mail. Non credo che nel mondo del vino ci siano liste che superano i 100,000 iscritti, tuttavia ne ho parlato perché credo che il messaggio sia chiaro: l'e-mail marketing può funzionare, e anche bene, e secondo me anche nel mondo del vino. Ma affinché dia dei risultati davvero efficaci, è necessario ribadire la grande regola fondamentale: più sono validi i contenuti forniti in qualsiasi messaggio, maggiori saranno i risultati che si otterranno dalla comunicazione. Non solo, quando ci propongono di promuovere un nostro prodotto, o la nostra azienda su una newsletter, non dobbiamo limitarci a guardare i numeri, per la serie, "oh che bello! 40.000 iscritti!", ma dobbiamo prima analizzare bene la newsletter e valutarne i contenuti anche immedesimandoci negli iscritti alla newsletter, e incrociare questa analisi con tutti gli altri dati forniti, come il CTR (click through rate). Via Internet Retailer Foto di Rodolfo Clix

[Letture utili] Vino solidale

Ho messo online, sul sito di Art Motions, un mio pezzo originariamente pubblicato su Bibenda, dal titolo Vino Solidale. Ecco l'INCIPIT Il vino è diventato più buono. Una volta tanto un'affermazione del genere non è il frutto di un vocabolario tragicamente povere. Né per forza di tecniche di cantina all'avanguardia o di particolari selezioni clonali. Da qualche tempo infatti, il mondo del vino italiano è diventato protagonista di numerose attività di beneficenza. Non si tratta di semplice sponsorizzazioni, perché queste attività non si limitano a rendere visibile un'azienda mostrando il suo logo nel materiale promozionale dell'evento sponsorizzato, ma comportano un disegno ampio, intimamente legato alla produzione vinicola... CONTINUA a leggere l'articolo su Art Motions. Foto di Frank van den Berg
-- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/14/2006 12:01:00 PM

3/13/2006

[Mondovisione] Dimmi che vino bevi, e ti dirò quanto spendi a cena... (esclusi i vini!)

E' uscita proprio in questi giorni una ricerca americana della NPD sulle abitudini nei consumi di alcolici e la loro correlazione con il conto medio a cena. Ad esempio è emerso che chi non beve vino, spende circa 12.00 dollari per la cena; chi beve vino rosso, di media spenderà il doppio per la cena (escluso il vino!) e chi beve vino bianco spenderà una via di mezzo. Un'altro risultato interessante è che chi beve vino al ristorante prenderà il dolce con maggiore probabilità di chi il vino non lo beve. Inoltre, se la birra è ancora la bevanda alcolica preferita a pranzo (55%), scende al 45% a cena, dove la fanno da padroni vino e cocktail. Foto di Samantha Villagran
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/13/2006 10:44:00 AM

3/12/2006

[Mondovisione] Dynasty: grossi investimenti in Cina per aumentare la produzione

Dynasty Fine Wines Group Ltd, la joint venture franco-cinese nata negli anni '80 (forse il nome era stato ispirato proprio alla mitica saga televisiva americana???) ha annunciato grossi investimenti con l'obiettivo di aumentare la propria capacità produttiva.
Già tra i maggiori produttori vitivinicoli cinesi (insieme a Changyu, Great Wall e Tonghua detiene il 60% del mercato) prevede di investire 40 milioni di euro per aumentare del 40% la sua porduzione, passando da 50mila tonnellate l'anno, a 70mila entro la fine del 2008. Tutto ciò si colloca nel quadro di una performance finanziaria già molto forte segnata anche dalla quotazione nella borsa di Hong Kong a partire dal gennaio 2005 - da notare che il 26% del capitale appartiene a Rémy Cointreau, uno dei due maggiori azionisti insieme a Tianjin Development Holdings LTD. L'ampia produzione della Dinasty è diversificata per soddisfare le diverse esigenze dei consumatori, fornendo 50 tipologie di vini con diversi posizionamenti di prezzo e suddivisi in 4 categorie principali: vini rossi, bianchi, spumanti e brandy. Tra gli obiettivi prioritari l'estensione della propria rete di vendita nella provinca di Guangdong a su del paese, ma nulla ho trovato su eventuali espansioni nei mercati occidentali... Fonti Vitisphere e Dynasty
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/12/2006 12:02:00 PM

3/10/2006

[Letture utili] Consumatori con la vista debole

INCIPIT Quando si parla di prezzi, i consumatori hanno la vista molto delicata. Del resto, parlare del prezzo del vino vuol dire parlare della percezione del prezzo. Ed è facile rappresentare quest'ultima attraverso il senso che tutti noi riteniamo di aver più addomesticato. La vista, appunto. Come “vede”, il consumatore, il prezzo del vino? E quanto è sensibile a esso, tenendo conto che la sensibilità si desume da quei prezzi, minimo e massimo, ritenuti accettabili per una bottiglia? È assiomatico, chi acquista vino è diventato più cosciente ed acculturato. Questo fa supporre che il prezzo non abbia più un'importanza rilevante nella scelta d'acquisto, perché il vino, al contrario del pane e del latte, non è un bene essenziale per la nostra sopravvivenza (affermazione per alcuni discutibile), ma risponde ad esigenze di appartenenza sociale, di piacere. Ne consegue che... CONTINUA Foto di Ivaylo Georgiev Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/10/2006 07:47:00 PM

[Nuove tecnologie e innovazione] Blog & Vino: business, storie, opportunità. Al Vinitaly

Al Vinitaly quest'anno si parlerà di Blog!
Giampiero Nadali di Aristide ha infatti organizzato una tavola rotonda dal titolo Blog & Vino: business, storie, opportunità alla quale avrò il piacere di partecipare.

La tavola rotonda si terrà sabato 8 aprile alle 15,30 nella sala Bellini (tra il padiglione 6 e il 7) del Vinitaly.
Ecco i temi che verranno trattati:
  • Blog & Vino: Nuove forme di relazione con il consumatore finale e gli operatori
  • accedere al mercato via blog: costi bassi, dialogo diretto con il consumatore, interazione intensa con gli operatori
  • vendere vino con il supporto del blog
  • il blog come supporto alla rete vendita
  • blog italiani ed internazionali: casi documentati e discussione
  • presentazione di WWWinemaker, la ricerca di Aristide sui siti Internet dei produttori italiani
Ecco l'elenco completo dei relatori:

Susanna Crociani (Mondo… di vino)
Elisa Del Moro (Le Curiosità Golose)
Giampiero Nadali (Aristide)
Slawka G. Scarso (Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare)
Franco Ziliani (Il Taccuino del Franco Tiratore)

L'incontro verrà moderato da Nilla Turri - Presidente Associazione Terre Nascoste
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Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/10/2006 06:16:00 PM

3/07/2006

[Marketing solidale] Messaggio di solidarietà in bottiglia: Bolgheri per i bambini del Congo

Segnalo questa bella iniziativa che ricade nell'ambito del marketing solidale. Si tratta di un'asta di beneficenza che si terrà a Bolgheri il 24 marzo, e che vedrà battute all'asta importanti etichette di Bolgheri, tra cui Sassicaia, Ornellaia, Masseto, Guado al Tasso, Messorio, in un evento che si inserisce all'interno della kermesse di cultura ed enogastronomia locale, "Castagneto a Tavola". L'intero ricavato verrà devoluto alla Fondazione Vivian, una onlus che gestisce a Kinhasa, in Congo uno dei pochi centri per l'assistenza e la riabilitazione dei bambini handicappati di tutta l'Africa. Cantine, ristoratori e autorità locali si sono quindi messi insieme per questo progetto dal titolo "Messaggio di Solidarietà in Bottiglia". L'asta si terrà il 24 marzo alle ore 21 presso il Teatro Roma di Castagneto Carducci. Battitore d'asta, Alessandro Benvenuti. Foto di Denz Zani Via Winenews
-- Posted by Slawka G. Scarso to Marketing solidale del vino e dell'agroalimentare at 3/07/2006 02:36:00 PM

[Comunicazione e Promozione] E-mail marketing - come non costruire una lista

Proprio ieri ho inviato dei comunicati stampa per un progetto che sto promuovendo. Oltre alle pubblicazioni offline, visto il tipo di progetto, ho puntato alle pubblicazioni online, prevaletemente portali diretti ai manager e alle aziende. Uno di questi portali mi ha risposto offrendomi un servizio commerciale per promuovere il mio prodotto.
Innanzitutto il messaggio, pur essendo in risposta alla mia email (firmata) con il comunicato stampa, iniziava con un generico e alquanto fastidioso "Spettabile Azienda". In secondo luogo promuoveva un servizio di inserzione della mia pubblicità in una newsletter che andava a oltre 30.000 iscritti, specificando che non si trattava di spamming. Ora, il bello è questo: subito dopo mi si diceva che, per farmi vedere il servizio, avevano preso la libertà di iscrivermi automaticamente alla loro newsletter: QUESTO E' SPAMMING! Se io non ho richiesto di essere iscritta, e mi iscrivi comunque, allora mi stai mandando della posta indesiderata, anche se secondo te, in buona fede (???), si tratta di qualcosa che potrebbe essere utile per me. Non solo, ma chi mi dice che gran parte degli indirizzi che hai raccolto non sono stati raccolti così - e peggio ancora che promuovendo il mio prodotto sulla tua newsletter questo non andrà a nuocere la MIA immagine di cliente che compra uno spazio pubblicitario sulla tua newsletter di spamming? L'alternativa? In una comunicazione del genere, avendo la possibilità di contare su un portale con migliaia di pagine, mettere online una pagina tipo di newsletter e inserire il link a questa pagina nella propria comunicazione commerciale. In questo modo, il potenziale cliente pubblicitario non si troverà iscritto suo malgrado alla newsletter, ma potrà valutare se la cosa gli interessa con un semplice click. E niente spam. Foto di Nick Cowie
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/07/2006 09:51:00 AM

3/06/2006

Soddisfatti o rimborsati: la pubblicità che non dice nulla

Una volta tanto non parlo di vino ma mi faccio forza dell'aver intitolato questo blog anche al marketing dell'agroalimentare (e quindi del food in generale) per parlare del nuovo spot tv di Actimel, quello con la Clerici per intenderci, che guarda caso è parecchio vicina anche al mondo del vino. A mio avviso, questo spot è ancora più "scandaloso" (sottolineo due volte le virgolette) di quello dell'Amica Chips con Rocco Siffredi. Perché? Perché alla faccia di tutte le regole della pubblicità, della semantica dell'advertising e bla bla bla, non dice nulla, o meglio non spiega quali sono i benefici che il consumatore può ottenere dal prodotto, ovvero quel valore aggiunto che mi dovrebbe far preferire Actimel rispetto a LC1 per intenderci. Allora, la pubblicità più o meno recita così: Antonella Clerici, in puro stile pubblicità del tempo che fu, simil Ferrari di Dash, si confronta con la casalinga moderna appena uscita dal supermercato e notando che nel suo carrello della spesa manca Actimel le chiede "perchè?" e la casalinga risponde "non penso che mi serva". Allora io mi chiedo: a fare che??? Allora la Clerici propone la nuova offerta "soddisfatti o rimborsati" e dopo due settimane arriva a casa della signora, anche qui con stile pubblicità del tempo che fu (vi ricordate Ferruccio Amendola che sbucava da dietro le lenzuola stese o più recentemente Tiberio Timperi??) e chiede alla signora se è soddisfatta - cosa risponde la signora? "Soddisfatta" con un bel sorriso. E di nuovo mi chiedo: ma di cosa?!??!?!? In questa pubblicità non si spiega nessuno dei benefici che il consumatore può ottenere dal prodotto. Non so se dai focus group che ha fatto la Danone sia risultato che non serve neppure iniziare a dire Acti... e già tutti entusiasti elecano i benefici che dovrebbe dare un prodotto del genere... neanche fossero dei bambini ultra secchioni col dito alzato che fanno "io io io, maestra io la so!!!". Sinceramente mi sembra inverosimile. Così la mia mente malefica è più propensa a pensare che non possano dire nulla, che non ci sia nulla che siano autorizzati a dire come vantaggio (i mitici test di laboratorio) che permetta di scongiurare l'intervento del Gran Giurì sentenziando la "pubblicità ingannevole". Tra l'altro navigando in internet ho trovato questa "antica" segnalazione dell'Associazione dei Diritti di Utenti e Consumatori in cui si dice che in Francia nel 2004 avevano già detto che i benefici che avevano dichiarato nella pubblicità di Actimel non erano veri. Ora, io non voglio entrare nel merito. Per quanto mi riguarda può darsi pure che dopo aver preso per 2 settimane Actimel mi sentirei meglio. Mi sta benissimo. Quello che mi scandalizza è semplicemente una pubblicità che non mi dice assolutamente nulla e mi fa una promessa senza farmi una promessa.

3/04/2006

[Mondovisionee] Vini spagnoli: ultimi dati per vendite interne ed export

Mentre in Spagna calano nuovamente le vendite nel mercato interno, aumentano a valore le esportazioni. Nel 2005 le vendite interne nel mercato spagnolo si sono ridotte del 4,4%, un ribasso in gran parte trainato dalla contrazione nell'Horeca(-5,9%) che rappresenta tuttora i volumi maggiori (il 58,5% del vino spagnolo viene consumato fuori casa. Da segnalare poi lo spostamento delle preferenze dei consumatori dai vini da tavola a favore delle denominazioni d'origine (+7,8%), sia nei consumi domestici che in quelli fuori casa. Ne consegue quindi quella riduzione delle quantità a favore della qualità che è un fenomeno già noto nel nostro mercato. Al tempo stesso le esportazioni spagnole nel 2005 crescono a valore (+1,25%) parallelamente a una diminuzione a volume (-1,7%), pur avendo ancora un prezzo medio del vino esportato pari a 1,09 euro a litro. Anche qui, fondamentale il ruolo dei vini imbottigliati, e in particolare i bianchi che raddoppiano a valore. Tra i mercati principali dell'export spagnolo sono ai primi posti: Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti ma anche Francia, che insieme assorbono il 50% delle esportazioni spagnole a valore, mentre a volume in testa a tutti troviamo Francia, Germania, Portogallo e Gran Bretagna. Via Vitisphere 1, 2
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/04/2006 03:25:00 PM

3/02/2006

[Letture utili] Il brand nel vino

INCIPIT Reduce dal convegno sul brand nel mondo del vino organizzato a Roma dall'Agivi (Associazione dei Giovani Imprenditori Vitivinicoli Italiani) il 18 febbraio, ho deciso di partire da quanto è stato detto in quell'occasione per trarne alcune conclusioni. La marca, così come evidenziato durante il convegno dalla professoressa Patrizia de Luca del MIB di Trieste, è un insieme di elementi (nome, simbolo, design, packaging) che identifica il prodotto e lo differenzia rispetto a quelli della concorrenza. Alla base dell'importanza della marca, sono due concetti: la notorietà della marca (quante persone si ricordano della marca e quante la riconoscono), e l'immagine di marca (ovvero un insieme di valori che il consumatore attribuisce alla marca). Partendo da queste nozioni di base, la vera questione è questa: ha senso parlare di brand nel mondo del vino italiano? Con l'estrema frammentazione che c'è nel mercato, verrebbe da pensare quasi di no. Leggi il resto del mio articolo su Tigulliovino.it Foto di Drew Broadley
-- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/02/2006 02:50:00 PM

[Nuove tecnologie e innovazione] Il miracoloso succo di carciofo

Contraddizioni in Francia, nel mondo del vino. Nel paese dove nel 2002 sono state introdotte leggi rigide per combattere il problema del "drink&drive", leggi che hanno dato alquanto fastidio agli stessi produttori vitivinicoli francesi, è stato ora ammesso alla distribuzione dal governo francese un miracoloso succo a base di carciofo. Il succo ha come USP (unique selling proposition) il fatto che DISPERDE l'alcol nel sangue fino a sei volte più velocemente di quanto non farebbe "da solo" l'organismo. Questo è quello che dichiarano i portavoce della PPN, l'azienda della Normandia che produce il succo miracoloso, ma i medici sono scettici e di fatto manca la formula che sentiamo tanto spesso nelle pubblicità o leggiamo sulle etichette "testato in laboratorio", "testato clinicamente" e via dicendo. Di fatto il problema è questo: con un simile claim di prodotto, il rischio che si corre è che si stimoli a bere troppo, e si vada a scapito delle stesse leggi francesi. Per la serie, "mi bevo una bottiglia intera di vino e pure un Cognac, tanto poi mi sparo un succo di carciofo e chi mi becca???" Il prodotto è esportato anche in Korea, Germania e Svizzera, e sono in programma anche nuovi lanci negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove, tuttavia, si stanno già opponendo Motorizzazione & Co. Foto di Pat Herman Via Decanter
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/02/2006 10:10:00 AM

3/01/2006

[Mondovisione] Cresce la spesa pubblicitaria per vino e alcolici in Cina

Mentre la crescita degli investimenti pubblicitari che si è verificata negli ultimi anni in Cina comincia a rallentare, nel 2005 c'è stata un'impennata della spesa pubblicitaria per vino e altri alcolici. Tra i fattori determinanti, la riduzione dei dazi di importazione sugli alcolici che ha attirato gli investitori stranieri. Vino e alcolici si inseriscono così in un paniere più ampio di prodotti fortemente pubblicizzati, appartenenti tutti alla categoria "beni di lusso!, che puntano a sfruttare lo stile di vita filo occidentale che si sta sviluppando nella nascente classe media. I media in cui si spende di più sono televisione e carta stampata, anche se quest'ultima sta perdendo posizione (-1%) a vantaggio di radio, tv (+19%) e pubblicità esterna (+79%). Via WineIndustryReport Foto di Frédéric Dupont
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 3/01/2006 03:53:00 PM

2/27/2006

[Mondovisione] Miwine a Los Angeles insieme a UnionCamere Campania

Mentre io tiferò - come non mi è mai capitato finora - George Clooney per Syriana e Good night, and Good Luck, segnalo la presenza di MiWine e UnionCamere a Los Angeles, a supporto di un'altra nomination, quella che si è guadagnata La Bestia Nel Cuore. In una 3 giorni che coinvolgerà giornalisti e buyer statunitensi, e gli stessi protagonisti di La Bestia nel Cuore, verranno organizzate degustazioni e altri eventi per promuovere il vino campano a Los Angeles, e al tempo stesso sottolineare l'internazionalità del MiWine nell'edizione 2006. Con tutti i pareri dubbi circa la manifestazione milanese che ho sentito in giro mentre camaleontica presenziavo a convegni o degustazioni, riusciranno nell'impresa? Se vincerà "La bestia nel cuore", potrà scattare anche quel processo di transfert emotivo per cui tutti i produttori si riconosceranno improvvisamente nel MiWine? Thumbs up per il vino campano. E per il MiWine... A quanto pare, a parte George Clooney, ho un altro motivo to look forward to the Academy Awards!
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/27/2006 05:02:00 PM

[Nuove tecnologie e innovazione] Cartà d'Identità online per Brunello & Co

Il Consorzio del Vino Brunello, sulla via della tracciabilità, ha introdotto una nuova fascetta con un numero in codice che permette di avere sempre a disposizione, unico prerequisito una connessione a internet, i dati identificativi della propria bottiglia di Brunello, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino e Sant'Antimo. Come funziona: 1. si va sul sito del Consorzio 2. si clicca sulla pagina La Tracciabilità 3. si seleziona la tipologia di vino acquistata 4. si seleziona formato e codice della bottiglia, suddiviso in codice di serie (in lettere) e numero di contrassegno (in cifre), et voilà: una serie di informazioni utili appaiono sullo schermo: nome del produttore, telefono e sito internet, partita a cui appartiene la bottiglia e dati analitici del vino. Questo servizio è valido sulle bottiglie di Brunello (a partire dalla vendemmia 1999), Rosso di Montalcino (vendemmia 2003), e Moscadello e Sant'Antimo (vendemmia 2005). Via Winenews e sito del Consorzio del Vino Brunello Foto del Consorzio
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/27/2006 10:27:00 AM

2/25/2006

[Distribuzione] Vini cinesi al duty free - presto anche a Roma Fiumicino

Alcune etichette di vino cinese stanno per essere messe in vendita nei duty free dei principali aeroporti mondiali. Il progetto, che segue l'introduzione di alcolici cinesi in 20 aeroporti mondiali tra cui Roma, nasce all'indomani dell'accordo tra la Cognac Camus, leader mondiale nel canale duty free, e l'azienda vitivinicola cinese Dragon Seal (occhio, il sito è un po' lento) e riguarda le etichette che ricandono nel marchio Osmanthus wine. Si prevede una distribuzione dei vini Osmanthus in 50 punti vendita su 4000, da qui a sei mesi. Leggi la notizia originale su Vitisphere.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/25/2006 07:30:00 AM

2/22/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Pesto ai blogger! Quando le strategie di follower funzionano...

Qualche settimana fa avevo parlato dell'iniziativa dell'azienda sudafricana Stormhoek che aveva regalato vino ai blogger. Dopo che era uscita la notizia in giro per siti e blog vari, un'altra azienda aveva pensato di organizzare una simile iniziativa, la ligure San Lorenzo, già ben attiva nella blogosphera attraverso Antonio Tombolini & Co. L'iniziativa inventata da Tombilini aveva come titolo "Pesto ai blogger" dedicata a chi aveva un blog attivo già da sei mesi. Compilando un modulo si riceveva a casa nel giro di pochi giorni un pacco regalo con: 1 confezione di trofie, 1 confezione di pesto, 1 brochure in "confezione regalo" che per un attimo mi ha illusa che all'interno ci fossero dei cioccolatini!!! Ecco i primi risultati dell'inziativa: 239 blogger che hanno richiesto il prodotto 65 (27%) ne hanno già parlato, me esclusa, quindi facciamo 66. Per misurare i risultati, è stato aperta una pagina (che continua ad arricchirsi) in cui ciascun blogger può indicare dove ha parlato di Pesto ai bloggers. La San Lorenzo è da sempre concentrata sulla vendita diretta a privati, raggiungendo nel 2005 un fatturato di quasi 40 milioni. La vendita viene effettuata attraverso catalogo, telefono, e, da qualche tempo, internet (presto online anche i siti internazionali). Il catalogo prodotti è particolarmente ampio, includendo vino, olio (prodotto di punta dell'azienda), pasta, conserve, ecc. per un totale di circa 300 referenze.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/22/2006 03:37:00 PM

2/21/2006

Biondi Santi si dimette?

Qualche giorno fa era uscita su Winenews la notizia di gossip secondo i quali Jacopo Biondi Santi avrebbe rassegnato le dimissioni da Amministratore Delegato della Biondi Santi Spa (37 referenze e giro d'affari di 8 milioni di euro nel 2004). Leggo ora su Decanter.com che Jacopo Biondi Santi si sarebbe dimesso secondo loro fonti, a causa di disaccordi sulla gestione dell'azienda con il suocero Pierluigi Tagliabue, azionista responsabile dei finanziamenti di gran parte della Biondi Santi Spa. Il motivo? L'immagine aziendale - secondo Decanter infatti Tagliabue avrebbe espresso l'intenzione di commercializzare del vino che Jacopo Biondi Santi non ritiene all'altezza del nome dell'azienda. Leggi la notizia integrale su Decanter.com.

2/17/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Conquistare i buyer su una monorotaia

E' quanto fa l'azienda D'Ambra, sull'isola di Ischia. Il loro tour aziendale infatti, si snoda in due. Oltre a quello tradizionale, dell'azienda, è previsto anche l'itinerario del vigneto Frassitelli, con visita guidata al vigneto caratteristico per la sua particolare posizione panoramica a circa 500 m slm. La particolarità è che il secondo itineriario si fa in monorotaia! passando attraverso un percorso tra terrazzamenti e muri a secco. Aperitivo sul belvedere e degustazione dei vini di Casa D’Ambra accompagnati da piccole specialità della tradizione culinaria dell’isola. Secondo l'azienda, anche questo ha aiutato nelle esportazioni verso l'estero, delle quali, ad ogni modo, ci sono documentazioni che risalgono già alla fine dell'Ottocento. Da notare che l'itineriario non è un bonus esclusivo dei buyer, ma viene offerto anche a visitatori privati, in gruppi di massimo venti persone. Leggi la notizia completa su Denaro.it Nella foto una veduta di Ischia di Jonas da Coll
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/17/2006 12:21:00 PM

[Mondovisione] Gli effetti sul vino del "boicottaggio" americano ai prodotti francesi...

Chi si ricorda quando lungo le strade negli Stati Uniti si buttavano litri di vino francese in segno di protesta nei confronti della posizione anti-belligerante della Francia nella guerra in Iraq? E le french fries venivano ribattezzate "Freedom Fries"?
Uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati oggi sul sito di Decanter, ha valutato gli effetti di quel boicottaggio non-ufficiale. Secondo questo sutdio del National Bureau of Economic Research, questo boicottaggio ha determniato una perdita di 112 milioni di dollari per il vino francese. Questo è il risultato di una diminuzione delle vendite che ha raggiunto picchi del -26% sulle vendite settimanali, con un decremento complessivo del 13% nei sei mesi che hanno seguito l'invasione dell'Iraq.
Foto di Dragan Sasic.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/17/2006 10:49:00 AM

2/16/2006

[Comunicazione e Promozione] Questione di Brand - il Forum dell'Agivi, questo sabato a Roma

Questo sabato si svolgerà a Roma alle ore 14.00 presso l’Hotel Parco dei Principi (la nuova sede di Bibenda) il Forum annuale Agivi, Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani.
L'associazione riunisce 120 giovani imprenditori tra i 18 ed i 40 anni per un totale di oltre 14 000 ettari di vigneto. Quest'anno ci si riunisce per parlare di un argomento caro a questo blog, e cioè il valore del Brand per il Vigneto Italia. Come ha dichiarato Giacomo Bersanetti, che prenderà parte alla tavola rotonda, “Ogni prodotto vinicolo ha una propria identità che si traduce in valore. Il nostro compito è rendere il messaggio visibile e percepibile per il consumatore attraverso un sistema di segni. Il brand è infatti un “segnale” verso il mondo esterno, che dà valore al prodotto solo se ne comunica la qualità. In particolare, per il vino è necessario creare un linguaggio specifico, capace di qualificare il prodotto e renderne chiare le caratteristiche.” Io ci sarò, e farò in modo di riportare poi quanto verrà detto per chi non avrà la possibilità di venire. Per chi invece fosse a Roma, ecco tutti i riferimenti: QUESTIONE DI BRAND Forum Agivi 18 febbraio 2006 ore 14.00 Hotel Parco dei Principi Via Frescobaldi, 5 - Roma Foto di Christopher Woods
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/16/2006 02:44:00 PM

[Mondovisione] Opportunità per promuovere i vini in Svizzera?

Apprendo ora da Vinimarket che malgrado il successo di consumatori di un'iniziativa di promozione dei vini svizzeri organizzata in 4 wine bar (a Bruxelles, Berna, Losanna e Ginevra) da SwissWineCommunication, la stessa iniziativa è minacciata da problemi di flussi di cassa da parte della società organizzatrice. Di fatto la società finanziava i 4 wine bar affiché promuovessero e facessero conoscere meglio la produzione locale in tutte le sue sfaccettature. Un progetto che come ho accennato, ha riscosso un buon successo di pubblico, tant'è che altri paesi si stanno già mettendo in fila per subentrare nei finanziamenti ai wine bar, e sfruttare il concept vincente, caso mai la SwissWineCommunication fosse realmente costretta ad abbandonare il progetto. Secondo dati ICE, la Svizzera è al quarto posto nella graduatoria dei nostri partner più importanti nel settore vino, con esportazioni dirette alla Svizzera pari a 146.239 (valore in migliaia di euro) nel periodo genn-ott 2005, ma con un leggero decremento (-4,47%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/16/2006 11:39:00 AM

2/15/2006

[Comunicazione e Promozione] Il vino sorpassa la birra sul circuito Nascar

Il binomio Nascar e birra poteva sembrare piuttosto scontato, e in effetti, a detta di molti, fino a qualche anno fa non ci si sarebbe mai sognati di vedere una bottiglia di vino in occasione di queste gare da corsa, o, per chi ha una cultura un po' più "pop", sul set di "Giorni di Tuono" con Tom Cruise e Nicole Kidman. Eppure la rivoluzione nelle abitudini dei Nascar fan, e degli sponsor, sta avendo luogo, come si legge anche su AdAge. Così, in quello che prima era il regno di Budweiser & Co, ora si bevono i vini delle aziende californiane che hanno deciso di sponsorizzare le automobili che prendono parte al circuito - dalla Bennett Lane Winery alla Ravenswood Winery. Lo stesso titolare della Bennett Lane correva in passato in questi circuiti. Tutto ciò è l'ennesima prova che il mercato del vino negli Stati Uniti ha ancora grandissime potenzialità di crescita, grazie anche a questo spostamento nelle preferenze, e di fatto nello stile di vita, dei consumatori.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/15/2006 12:40:00 PM

2/14/2006

[Comunicazione e Promozione] San Valentino e Vino...

Faccio parte di quella grandissima fetta di persone che ritiene San Valentino un fenomeno puramente consumistico... e per questo... non posso fare a meno di parlarne!!! Tanto più che Vino e S. Valentino fanno pure rima... (battuta triste in puro spirito anti-San Valentino!) Segnalo quindi alcune iniziative particolari sul tema: ULTRATRADIZIONALE Nella città di Romeo e Giulietta, in occasione della tradizionale celebrazione "Verona in Love", il Recioto di Soave della Cantina di Soave sarà protagonista. Si potrà infatti degustare presso i ristoranti che hanno aderito all'iniziativa Due Cuori a Tavola, o acquistare presso le Bancarelle dell'Amore in Piazza delle Erbe. E sempre rivestito da un'etichetta disegnata appositamente per l'evento "Verona in Love". CULTURAL CHIC San Valentino cultural chic per il Consorzio del Chianti Classico che ripete l'accoppiata vincente dell'anno passato con le librerie Giunti al Punto. In tutte le librerie Giunti d'Italia (quasi 140), infatti, alle 18,30 verrà fatto un brindisi "all'amore per la cultura e l'arte" con una partner d'eccellenza come il Consorzio del Parmigiano Reggiano. LUXURY DINE & TRAVEL Moët & Chandon a San Valentino infine entra in partnership con alcuni ristoranti selezionati italiani (l'elenco sul sito di Moet Hennessy). In ogni ristorante, la cena sarà accompagnata da Brut Impérial Rosé di Moët & Chandon, da gustare nella coppia di esclusivi flûte Flower Rosé. Tra i partecipanti alle cene, anche se non trovo indicazioni dettagliate del concorso (ma bisogna ancora richiedere l'Autorizzazione Ministeriale??? Solo a me è toccato scendere nello scantinato dell'azienda a recuperare i coupon perchè arrivava il funzionario ministeriale a controllare???) verrà messa in palio una vacanza di una settimana. Foto di Emin Okzan
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/13/2006 11:19:00 PM

2/13/2006

[Comunicazione e Promozione] Comunicare il vino alle donne: è Cavit l'azienda da premiare

E' quanto sostiene Marti Barletta, una guru americana del marketing "women oriented" in un suo pezzo apparso su AdAge. Marti, basandosi anche sul testo Wine for Women di Leslie Sbrocco, fa notare tre elementi importanti:
  1. il 64% dei "responsabili d'acquisto" (termine di marketing che sta ad indicare chi di fatto acquista la bottiglia, ben diverso magari da chi la beve poi) sono donne;
  2. le donne si fanno influenzare molto meno degli uomini da punteggi delle guide, andamento della vendemmia e così via;
  3. tra i criteri fondamentali nella scelta ci sono raccomandazioni personali e occasione in cui si berrà la bottiglia.
Il concetto fondamentale da giocarsi è quindi quello di creare un "momento emozionale". Marti Barletta ha esaminato alcune campagne stampa e ha premiato quella di Cavit perché è quella indirizzata meglio alle donne. Una campagna che non si limita a puntare alle donne con temi romantici, ma le mette al centro dell'obiettivo, e il vino con le donne, al centro di un incontro divertente tra amiche. In questo modo Cavit coglie quella sensibilità particolare delle donne verso immagini che ritraggono il lato sociale dell' "utilizzo" (perdonatemi il termine, lo so che stiamo parlando di vino) del prodotto. Lo slogan "A wine as intriguing as the moment", è tutto incentrato sulla piacevolezza del bere. E le donne, aggiunge Marti Barletta, sono attraenti, ma non supermodel: il meccanismo vincente per creare empatia e riconoscersi nei soggetti della pubblicità.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/07/2006 11:53:00 PM

2/10/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Dalla Loira ai tappi a vite...

Leggo ora su Decanter.com che il produttore della Loira Le Domaine des Baumard ha deciso di passare, al tappo a vite. Da notare che lo stesso produttore, che è stato di recente premiato da Parker come uno dei migliori della Loira, ha intenzione di utilizzare il tappo a vite per tutta la produzione, e non solo la linea base. I tappi a vite utilizzati sono quelli della Stelvin, fornitore, già dal 2004, anche di alcuni produttori di Bordeaux. Il claim della Stelvin® è che i loro tappi conservano le qualità, il bouquet e la fragranza del vino grazie alla perfetta impermeabilità, alla permebilità al gas ben controllata, e all'assenza di TCA (2,4,6-trichloroanisole ???).
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/10/2006 11:08:00 AM

2/06/2006

[Marketing solidale del vino] Fantinel e il vino solidale per i bambini

Ho letto qualche giorno fa su Winenews dell’iniziativa di eno-beneficenza che ha legato l’azienda friulana Fantinel a quella orafa Rosato e che ha visto protagonista la testimonial di quest’ultima azienda, Demi Moore. In occasione di questo evento, sono state realizzate 12 Magnum Platinum decorate a mano, in oro. Delle 12 bottiglie, una è stata offerta a Demi Moore, le altre sono state messe all’asta (base d’asta 1000 euro) e il ricavato è stato devoluto all’associazione di Paolo Brosio volta a raccogliere fondi da destinarsi ai bambini sofferenti di malattie cardio-vascolari e altre patologie infantili. Mi piace sempre parlare di queste iniziative, anche dal lato marketing. Non perché voglia svilire il significato più profondo di un qualsiasi progetto destinato ad aiutare chi ha bisogno, ma perché apprezzo il modo in cui obiettivi così elevati diventano lo scopo per attività di marketing realizzate ottimamente. Così, dopo una breve ricerca sul sito dell’azienda di Marco Fantinel ho trovato particolarmente apprezzabile il progetto intero all’interno del quale si colloca quest’asta di beneficenza, e che ha coinvolto l’azienda Fantinel unita ad altre realtà economiche, in un periodo esteso. Si è passati ad esempio dalla collaborazione con la Coop – con la vendita del Merlot “Cantina del cuore” presso tutti i punti vendita a insegna COOP grazie alla quale sono stati già raccolti 120,000 euro – alla partecipazione dei vini (durante le premiazioni e la cena di gala) alle Olimpiadi del Cuore che si sono tenute a fine gennaio, alla presenza di vip dello sport e dello spettacolo come le ex GF Roberta Beta e Mascia Ferri, ma anche Stefano Tacconi, Claudio Chiappucci, e Jimmy Ghione di Striscia La Notizia. Detti 120,000 saranno devoluti ad associazioni che aiutano i bambini che hanno bisogno di “un cuore” per sopravvivere: l’OPA (Ospedale pediatrico apuano che opera i bambini malati di cuore che arrivano dal terzo mondo), l’ANFASS Trentina, l’AFRICA con la Fondazione “Il Fuoco del futuro” e ad altri enti impegnati nella ricerca. Il successo di questa iniziativa, è evidentemente legato a un ottimo messaggio, ben trasmesso (grazie anche al nome del vino “Cantina del Cuore”) e ottimamente distribuito grazie alla Coop. E visto il suo successo, questo progetto iniziato l’anno scorso a Pasqua, sarà portato avanti anche nel corso del 2006.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Marketing solidale del vino e dell'agroalimentare at 2/06/2006 03:37:00 PM

2/03/2006

Nuove stagionalità per gli Champagne nella City di Londra

Ormai è diventato un caso. In Inghilterra, e più precisamente nella City di Londra, a gennaio si è creato l'ennesimo picco nel consumo dello Champagne. Ormai sta diventando un fenomeno ricorrente legato al fatto che proprio a gennaio i dipendenti nella City percepiscono i loro bonus annuali. (Da notare che in media i bonus si aggirano attorno alle 23,000 sterline!!!) E li spendono almeno in parte, e sempre volentieri, in Champagne. Così le scorte di Dom Perignon finiscono, a Londra e in tutto il Regno Unito o quasi... I dipendenti nella City poi, preferiscono soprattutto i grandi formati, dalle Magnum in su, e quest'anno, secondo quanto riportato da Decanter, vanno alla grande soprattutto le magnum di Veuve Cliquot. Mi chiedo se forse non varrebbe la pena puntare a questo mercato, proponendo il Metodo Classico italiano come il modo ideale per spendere il proprio bonus nella City. Tanto più che la City è stracolma di italiani... Una veduta della City dalla Tate Modern - foto di Slawka G. Scarso

2/01/2006

[Mondovisione] Made in Italy come status symbol nei paesi emergenti

E' quanto hanno affermato alla Coldiretti, commentando i nuovi risultati ISTAT sulle esportazioni del vino made in Italy. Spiccano per crescita, infatti, paesi come la Cina (+117%), la Russia (+86,7%) e l'India (+64%), pur rappresentando ancora una nicchia nei mercati di sbocco dei nostri vini all'estero. Alla base ci sarebbero le classi emergenti che chiedono prodotti dal posizionamento medio alto. Di fatto, tuttavia, la produzione nazionale di vino è destinata per il 72,2% ai paesi dell'Unione Europea (Germania in testa), mentre negli Stati Uniti arriva quasi il 15% delle bottiglie (battendo, sempre secondo Coldiretti) Australia e Francia. Aumento record del 9,2% delle bottiglie di vino Made in Italy esportate sul mercato mondiale. "Le esportazioni nazionali di vino sul mercato statunitense" - sottolinea la Coldiretti - "potrebbero peraltro raddoppiare se dagli accordi sul commercio internazionale nell'ambito del Wto a Ginevra venisse anche un chiaro segnale di stop alla "vinopirateria" e al "falso" Made in Italy", tanto più che negli Stati Uniti, una bottiglia di vino "italiano" su due, è falsa. Fonte Adv News Foto di Keith Syvinski
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 2/01/2006 04:03:00 PM

1/31/2006

[Letture utili ] Le nuove frontiere di internet per il vino. Non solo e-commerce

Di e-commerce non avevo ancora parlato, almeno non qui. Segnalo quindi questo mio articolo uscito da pochi giorni sull’ultimo numero di Bibenda. Ovviamente non posso mettere il testo integrale, ma ho pensato che una piccola sintesi potrebbe essere utile. Sebbene le statistiche vedano aumentare le vendite online, questi risultati positivi non sembrano riguardare il mondo del vino. Eccezion fatta per Wineshop, leader nella vendita online di vino in Italia, vendere vino comporta delle complessità di gestione difficilmente sormontabili (soprattutto dalle singole aziende), legate principalmente a problemi logistici, di gestione degli ordini e così via, che rendono preferibile limitarsi a indicare l’elenco dei punti vendita dove sono disponibili i propri prodotti. Ma le possibilità di aumentare i ricavi ce ne sono. Lo dimostrano aziende come Tasca d’Almerita, che grazie a una rete intranet sofisticata ha ottimizzato la gestione degli ordini e i rapporti con la forza vendita e ridotto drasticamente i costi, o, la vendita di servizi (in questo caso i biglietti della Mangialonga del Sagrantino), prevista sul sito dell’azienda di Marco Caprai. Nel pezzo originale maggiori ci sono alcuni estratti della mia intervista a Caprai e a Tornatore, di Tasca d’Almerita. In altre parole, non è detto che internet serva solo a costruire l’immagine. Può generare profitti. L’aspetto della vendita di servizi è sicuramente quello che ha maggiormente destato la mia attenzione, ma ne parlerò meglio nei prossimi giorni con tanto di qualche tappa (virtuale!) californiana!
-- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/31/2006 03:28:00 PM

[Comunicazione e Promozione] Un aneddoto dal passato - etichette censurate per Livon

Ieri sera, a Roma, ho partecipato a una splendida verticale (1996-2003) di Braide Alte di Livon. Degustazione strepitosa ma non voglio ora passare a descrivere i vini visto che forse questo è l'unico blog sul vino dove non ne verrà mai descritto uno... Ad ogni modo, approfitto invece di questo spazio per riportare un aneddoto che ha raccontato proprio ieri sera Valneo Livon. Antefatto Sulle etichette, per il Braide Alte come per il resto della produzione, è rappresentato un disegno degli anni Trenta di Ertè. Il disegno, in pieno stile Art Dèco, raffigura una donna uccello, con la particolarità che è rappresentata in modo speculare, in modo tale che la parte inferiore ricordi la "C" di Collio. Fatto Quello che interessa qui è un aneddoto di customizzazione tutto particolare. Anni fa, un importatore negli Stati Uniti ha avuto un lotto di 12.000 bottiglie di Livon bloccato. Il motivo? Il disegno di Erté - a causa dei seni della donna-uccello - era risultato, secondo le autorità competenti, pornografico. La consenguenza: bottiglie bloccate, importatore disperato. Ed ecco l'intuizione dell'importatore che ha "risolto" la situazione - ha messo a dipingere due ragazze che per due settimane hanno ritoccato ogni singola bottiglia disegnando a mano un reggiseno. Da un limite imposto è quindi nato un fenomeno mediatico che ha coinvolto con interesse tutta la stampa americana - e reso un po' meno felice chi curava l'immagine di Erté. Negli anni successivi, Livon ha dovuto poi creare delle etichette "adattate" previo accordo con gli eredi di Erté - una donna-uccello priva di seni - per evitare nuovi problemi sul mercato statunitense. Solo di recente ha potuto introdurre sul mercato bottiglie con etichette originali. Conclusione Spesso, le iniziative di marketing più efficaci nascono proprio dall'esigenza di risolvere un problema apparentemente senza soluzione...
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/31/2006 10:43:00 AM

1/30/2006

[Marketing solidale] A Naples (Florida) l'asta di beneficenza del vino più generosa al mondo

Ormai sono tre anni che Naples (FL) ottiene questo primato. Oltreoceano, sono numerosi gli eventi di beneficenza che vedono come protagonista il vino, ma il Naples Winter Wine Festival li batte tutti. In quest'ultima edizione sono stati infatti raccolti quasi 14 milioni di dollari.
Tra le chicche, un lotto di 12 bottiglie di Chateau Petrus del 1989. Ecco le aziende italiane coinvolte: Tenuta San Guido, Fontodi, Merchesi de' Frescobaldi, Il Borro. L'evento si è svolto nell'arco di un intero weekend, con varie manifestazioni in cui sono stati messi all'asta vini rarissimi, cene eccezionali e pacchetti viaggio di lusso - tutti offerti dai finanziatori del festival, da produttori vinicoli, importanti chef, sponsor e anche "semplici" amanti del vino. Il ricavato sarà donato per istituzioni locali, nella Collier County, a favore di progetti per il sostegno e l'educazion dei bambini bisognosi.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Marketing solidale del vino e dell'agroalimentare at 1/30/2006 06:02:00 PM

[Nuove tecnologie e innovazione] Altro che bioarchitettura in cantina...

Rilancio la provocazione già lanciata da Fabrizio Pivari a metà mese, ma applicandola al vino.
Secondo Pivari, vista la nuova moda per servizi come Google Earth o Google Map, perché non potenziare il proprio brand sfruttando anche il tetto del supermercato, o di qualunque palazzo di cui si possieda il tetto? Così, alla faccia della bioarchiettura in cantina, e delle cantine perfettamente integrate nel territorio - e magari totalmente scavate nella terra - meglio mettere sul tetto uno striscione gigantesco con il proprio logo aziendale!!! E per chi ritiene che una simile azione vada troppo contro lo stile di vita a contatto con la natura che solo in vigna si può sperimentare, propongo un'altra cosa: di impiantare una parte di vigna in modo tale che i filari, visti dall'alto, formino il logo aziendale. E magari farlo da un giorno all'altro, riaprendo il dibattito su alieni o "circle-makers" (vi ricordate Signs con Mel Gibson?)... E dire che so di uno sceicco arabo che nel mezzo del deserto ha fatto costruire una strada a forma di benvenuto, cosicché i suoi ospiti, in arrivo in aereo, potessero sentirsi bene accolti prima ancora di atterrare... Ogni buona idea è un adattamento di una vecchia buona idea... Foto presa da circlemakers.org
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/30/2006 09:57:00 AM

1/27/2006

[Distribuzione] Vendite di vino: Gdo in crescita, pare, a volume. Ma è davvero interessante?

Secondo i dati forniti da Iri Infoscan, e pubblicati sul sito del Vinitaly, le vendite a volume nella grande distribuzione organizzata contano nel 2005 per oltre il 62% del mercato italiano, pari a oltre 5 milioni di ettolitri. Se a queste si aggiungono le vendite dei discount, si arriva al 75,4%. Putroppo, anche se nel comunicato stampa del Vinitaly si parla di crescita, non ho trovato nessun dato in merito alla crescita percentuale, cosa che è riuscita a depistare pure l'agenzia AGI dove si parlava di 62% di crescita... :)
62% sarà pure una bella percentuale, ma bisogna fare una bella distinzione con le quote a valore - non fornite nello specifico per la Gdo, ma solo per il canale enoteche, che raggiunge secondo la stessa fonte, il 6,5% a volume contro un ben più alto 16,5% a valore. Questa discrepanza tra quote a valore e a volume non è assolutamente una sorpresa, tanto più che i prezzi medi a bottiglia nella Gdo sono in diminuzione, passando dai 3 euro del 2004 ai 2,85 euro del 2005; al tempo stesso è chiaro a tutti che la ristoranzione e l'enoteca puntano a una distribuzione minore ma di prodotti più selezionati e quindi a prezzi più elevati (lasciamo stare qui il discorso dei ricarichi eccessivi). E' per questo che secondo me, dare solo le quote a volume e non a valore, non ha molto senso, tanto meno se non si fornisce un raffronto rispetto all'anno precedente. A rigor di cronaca, anche se i dati non si possono certo confrontare in quanto calcolati diversamente, per rendersi comunque conto del rapporto tra quote a valore e volume, nel 2001, secondo elaborazioni di Nomisma in Italia il canale retail (che presumibilmente qui includeva anche le enoteche) contava per il 68,1%, quello horeca per il restante 31,9%. Ben diverso, il rapporto nelle vendite a valore, che attribuiva a entrambi il 50%. Fonte AGI/Vinitaly Foto di Jerry Holtaway
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/27/2006 04:08:00 AM

1/25/2006

[Mondovisione] Un nuovo marchio bulgaro del vino per la Gdo statunitense

Avevo già menzionato l’argomento Europa dell’Est e vino nelle scorse settimane, in un post sulle dichiarazioni di Assoenologi in merito all’allargamento a 25 dell’UE. Oggi leggo, sullo stesso sito, Winebusiness, due notizie diverse che parlano proprio di Est, e in particolare della Bulgaria. In un mercato del vino come quello statunitense, con i consumi che crescono e con Australia e Italia in testa alle importazioni, dai dati pubblicati su AC Nielsen è risultato che tra i pochi paesi a diminuire la loro quota di mercato nelle importazioni sono proprio i paesi dell’Est Europa, insieme al Cile. Ma nessuno tiri un sospiro di sollievo – se poi c’è davvero da essere sollevati. Al tempo stesso, è proprio di oggi la notizia che la società californiana Bulgarian Master Vintners ha creato il primo marchio di vini bulgari per la Gdo. Questa società di importazione californiana specializzata in vini selezionati bulgari ha quindi deciso di sfruttare la propria esperienza decennale sul mercato statunitense. Ne é nato un brand, “VINI” dal nome inquietante. Sarà pur vero che si parla di mercato statunitense e non italiano, quindi non vale la regola “non puoi depositare il marchio “acqua””, ma temo che o questo brand si perderà nei meandri di Google, oppure non si potrà più fare una ricerca generica senza imbattersi in questi “VINI”. Ad ogni modo, il marchio, ideato dal presidente di Bulgarian Master Vintners, Vance Petrunoff, è stato pensato per colpire il target del conoscitore di vino statunitense, senza però rischiare di spaventare i novellini e con un prezzo suggerito a scaffale di $ 7,99. Per ottenere questo prodotto, Petrunoff e il winemaker Miro Tcholakov sono andati in Bulgaria dove hanno acquistato i vini, li hanno tagliati e imbottigliati presso la Boyar Estates, un’azienda moderna nella Tracia, zona della Bulgaria meridionale dove vengono allevati soprattutto Cabernet e Merlot.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/25/2006 03:28:00 PM

1/24/2006

[Comunicazione e Promozione] Etichette firmate dai bambini? Non esattamente...

Di etichette disegnate dai bambini, nel mondo del vino, ormai ce ne sono davvero tante, forse troppe. Alcune a vederle hai la certezza che siano originali, altre sembrano un po' troppo studiate per non essere il frutto del lavoro di un grafico dal tratto spiccatamente naif, altre ancora, ti fanno pensare che l'amore di un genitore va davvero oltre il vero talento di un figlio, anche se di tre anni...
In un'ipotetica gara a chi ha il figlio-designer più piccolo, Giovanna Tantini è riuscita a battere tutti, e in etichetta ha messo, sullo sfondo, il tracciato del battito del cuore del suo primo figlio quando era ancora nella sua pancia. Non sarà proprio un disegno fatto di pugno dal figlio, ma si può collocare facilmente nel gruppo delle etichette 0-12. E di certo va premiato perché ha saputo abbinare a un'idea provocatoria e molto da PR (perdonate lo scetticismo), un mix di design che funziona (e quindi scioglie lo scetticismo).
Via Winenews
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/24/2006 06:21:00 PM

Danimarca: novità sullo stile di vita dei consumatori di vino

Ci sono differenze tra chi beve birra e chi beve vino? In Danimarca sembrerebbe proprio di sì. Da una ricerca effettuata dall'Istituto Nazionale della Salute Pubblica di Copenhagen e condotta dal professor Morten Gronbaek, sono emerse delle distinzioni significative nello stile di vita di chi preferisce il vino alla birra. Chi acquista regolarmente vino (lo studio ha analizzato 3,5 milioni di acquisti alimentari effettuati nei supermercati) mangia più frutta, vegetali, olive, olio e formaggi magri a differenza dei fan della birra che consumano più piatti pronti, zucchero, bevande gassate, salsicce, agnello, burro e margherina.
In altre parole, il carrello della spesa di chi acquista vino contiene più prodotti salutari. Non solo. Chi consuma vino tende ad avere migliore salute ma anche educazione, e in generale consuma meno alcol di chi beve birra. La ricerca è stata pubblicata sul British Medical Journal. Fonte Reuters Foto di Lucìa Pizarro Coma

1/20/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Un po'di futurismo: mobile search, Google e note sui vini

Lancio una provocazione. Probabilmente è prematura, ma tanto il web è un'archivio di messaggi accumulati nel tempo che poi Google riesce a ripescare quando meno te lo aspetti. Quindi tanto vale lanciarla, poi un giorno si potrà leggere che il 20 gennaio 2006 ho scritto quanto segue. Negli Stati Uniti, sono sempre di più gli esperti che parlano di Mobile Search e Google. Il tuo ristorante preferito è pieno e non avevi prenotato? Non sai dove andare a cena? Digiti ristorante e zona dove ti trovi o CAP sulla pagina di Google che ti appare sul palmare e Google ti offre una selezione dei ristoranti più vicini. Non solo, riesce a riadattare i siti - ma sinceramente non ho ancora capito come - in modo che siano ben visualizzabili sul palmare. A parte il fatto che queste nuove funzioni di mobile internet stanno rivalutando i palmari, aggeggi tecnologici che non ho mai davvero saputo apprezzare. La domanda che mi pongo è questa. Non vale forse la pena per le guide di vini di organizzarsi per mettere online le degustazioni - se Parker ce la fa, un modo ci sarà, no? - in modo che siano indicizzate da Google? Ogni tanto mi capita infatti di sentire di amici che risultano, a torto o a ragione, degli esperti di vino, e ricevono telefonate nel bel mezzo di una serata tranquilla, di qualcuno che disperatamente, da un ristorante, chiede un aiuto su quale vino acquistare scegliere da una carta di vini infinita. Per non parlare di quelli a cui piace il vino, e vorrebbero saper scegliere bene, ma proprio non ce la fanno a memorizzare tutte le pagine di tutte le guide... I consumatori insomma ci sarebbero, e a chi non dovesse trovare una redditività immediata di un simile investimento posso solo rilanciare dicendo che forse anche se non immediata deve essere accessoria, ma chi è imprenditore sa rischiare! Ce lo insengna lo stesso Google. Foto di Gaston Thauvin
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/20/2006 05:14:00 PM

1/19/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Rolling Stones, Madonna e vino (magari de-alcolico)

La nuova Madonna, quella più recente rispetto a "classici" come Material World, Like a Virgin o Isla Bonita ci ha ormai abituati a una promozione fatta più di accessori che hit che entreranno nella storia, inclusa la collana best-seller di libri per bambini The English Roses , o i vestiti, sempre per bambini, collegati alla stessa collana di libri. Così non sorprende che la seconda linea di vini dell'azienda californiana Celebrity Cellars sia dedicata proprio a questa cantante. Lanciati con etichette firmate Rolling Stones, i vini di Celebrity Cellars hanno la particolarità di essere anche nella versione de-alcolica (non ho ancora trovato spiegazione di come viene prodotto), ovvero Un-wine, un marchio registrato dalla stessa azienda. Le bottiglie hanno etichette decorate a mano e il posizionamento di prezzo si basa sul premium price (dai 25 $ in su) con punte di 100 $ per i vini più esclusivi, in serie limitata, da collezione. La linea firmata Madonna - Confessions on a dance floor - dal titolo della sua hit del 2005 - include vini a base Barbera, Cabernet Sauvignon e Pinot Grigio (tutti in purezza), oltre a un Un-Wine a base di uve a bacca rossa allevate in California, vinificate in rosso e fatte riposare in legno come per un normale vino. Abbinamento consigliato: manzo, agnello e selvaggina, che lascerebbe presupporre una grande struttura. Il motivo di questa innovazione? Dalle comunicazioni aziendali più che rispondere a un nuovo bisogno del consumatore l'Unwine sembra risolvere il problema dell'invio di alcolici in alcuni stati.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/19/2006 05:28:00 PM

1/17/2006

[Comunicazione e Promozione] Marketing territoriale nei cieli - Darwin airline e le aziende ticinesi

Dei piaceri della vita (possibilmente sessuali) a bordo di un aereo, ne hanno già parlato in tanti. Ci hanno addirittura scritto libri come Plane insanity. Forse però ancora non si è parlato molto del vino in aereo, se non ogni tanto per qualche accordo commerciale. Ma il caso della giovane compagnia aerea ticinese Darwin Airline è diverso. Qui il posizionamento è stato molto chiaro, e lo dimostra la sezione prodotti e servizi del sito, dove si evidenzia che il cibo a bordo è servito in piatti di ceramica e le bevande in bicchieri di vetro che hanno molto poco a che vedere con i servizi in vera plastica che sembrano lanciarti dietro durante il volo certe hostess dal sorriso evidentemente imposto... Il plus sta nel fatto che questa compagnia ticinese ha deciso di fare marketing di territorio su nei cieli. Grazie alla consulenza del sommelier Paolo Basso, e ad accordi di co-marketing con aziende vinicole ticinesi, ogni mese offrono infatti due vini in degustazione serviti con attenzione. E sul sito della compagnia aerea è possibile leggere anche la scheda tecnica dei vini presenti nel mese corrente sui voli Darwin Airline - a gennaio è la volta di Cantina Monti. L'operazione, iniziata lo scorso settembre avrà termine a febbraio, ma chissà che poi non si decida di proseguire. Notizia inizialmente appresa da Babyboomers.it Foto della Darwin Airline.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/17/2006 02:40:00 PM

1/15/2006

[Letture utili] Vino, birra e advergame

Segnalo questo mio articolo sul marketing del vino, pubblicato questo mese su Tigulliovino.it Incipit Mentre c'è chi piange la prematura scomparsa dell'e-mail marketing (per come l'abbiamo sempre conosciuto) e chi vorrebbe infliggere ogni pena a chi ha inventato i blocca pop-up, continua ad avere successo uno strumento nato qualche annetto fa e che ha contribuito alla ripresa degli investimenti pubblicitari su internet. Si tratta dell'advergame, l'ennesimo neologismo anglofono, nato, in questo caso dall'unione di advertisement (pubblicità) e game. Attraverso l'advergame si offre infatti un gioco online gratuito, integrato a un messaggio pubblicitario... Continua a leggere questo articolo su Tigulliovino Foto di Stefanie L.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/15/2006 02:27:00 PM

[Distribuzione] Quebec: battibecchi sulle importazioni di vini

Traduco la notizia apparsa su Vitisphere.
Strano caso in Quebec dove la SAQ, il monopolio di stato per i vini e i superalcolici è accusato di aver invitato diversi suoi fornitori europei che fatturano in euro ad aumentare i loro prezzi all’ingrosso alfine di evitare un abbassamento dei prezzi al dettaglio dei loro prodotti. In effetti un abbassamento dei prezzi provocato dall’aggiustamento del tasso di cambio con l’euro avrebbe una ripercussione sul giro d’affari della SAQ. Il caso, rivelato dal giornale del Quebec La Presse Affaires, ha fatto sussultare l’Associazione del Quebec degli agenti di vini, birre e superalcolici (AQAVBS), agenti che sono normalmente l’interfaccia tra i fornitori e la SAQ. Il presidente dell’associazione, Yves Michaud, ha reagito con comunicazione inviata al PDG [Presidente –Direttore Generale ndr] della SAQ: “Siamo stati informati che la SAQ ha adottato delle pratiche nei confronti dei fornitori ingiungendo questi ultimi ad alzare i lori prezzi all’origine. In diversi casi la SAQ avrebbe sollecitato alcuni suoi capi a un ribasso del 2,5% a suo beneficio in contropartita dell’aumento dei prezzi. Il consiglio mi ha pregato di comunicarvi che simili pratiche da una società dello Stato sono contrarie all’interesse pubblico e a quelli dei consumatori.” Inoltre, il consiglio si interroga sulla legalità della procedura verbale adottata dalla SAQ con i fornitori in riferimento all’Ufficio federale della concorrenza (fissazione dei prezzi) e alle disposizioni del codice civile in materia commerciale. Dal suo canto la SAQ afferma di non aver domandato questo aumento dei prezzi, come potrà essere confermato da alcuni fornitori... che hanno preferito mantenere l’anonimato. Alcuni dati (fonte ICE su elaborazione dati ISTAT) Il Canada è il quinto mercato di sbocco per le esportazioni dei vini italiani dietro a Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Svizzera. Le esportazioni, a valore, nel periodo gennaio-settembre 2005 erano pari a 111.699 migliaia di euro. Nella foto una veduta di Montreal di Bryan Scott
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/15/2006 03:20:00 AM

1/14/2006

[Comunicazione e Promozione] Zinfandel, tra attaccamento alla nazione e marketing?

Navigando, stamattina, mi sono imbattuta nel sito della ZAP, l'associazione che raggruppa gli advocates (estimatori/promotori) e i produttori dello Zinfandel americano. In altre parole lo Zinfandel's fans-club. Nella pagina "about us" si dice "Founded in 1991, ZAP is a 501(c)(3) organization dedicated to advancing public knowledge of and appreciation for American Zinfandel and its unique place in our culture and history" e secondo i dati forniti dalla stessa organizzazione ad oggi questa può contare su 6,500 advocates in tutto il mondo, e 310 produttori. Il concetto di fondo è quello di preservare e riconoscere il vino a base Zinfandel come "il vino americano". In pieno stile fans club, la quota di iscrizione all'associazione come advocate (25$ ) include anche la maglietta e la newsletter con aggiornamenti sui numerosi eventi dedicati allo Zinfandel, incluso il prossimo Zimposium a luglio del 2006. Una strategia di marketing ben studiata, che include anche la possibilità di acquistare la ruota dei profumi, in versione plastificata, a colori, delle dimensioni di un piatto e adattata proprio su misura di questo vitigno. NB Tra i membri, c'è anche l'italiana Accademia dei Racemi. Come hanno detto sul blog Chasing Vincenzo, "sì, lo Zinfandel non ha avuto origine negli Stati Uniti, e non è stato apprezzato finché non è arrivato negli Stati Uniti, ma non è questa la quintessenza dell'essere americani?"
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/14/2006 02:13:00 PM

1/12/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Le truffe rientrano nelle nuove tecnologie?

Non lo so, ma tra le categorie che ho creato finora questa mi sembrava la più appropriata per la notizia di una truffa. Il packaging era quello del Moet Chandon, il contenuto? Trebbiano frizzante! Sull'asse Bologna-Napoli il Corriere della Sera segnala una nuova truffa a riprova che sì, l'etichetta e il packaging hanno un ruolo fondamentale, più del contenuto, come si è visto, nello spingere all'acquisto di un vino! Nella foto, una bottiglia vera di Moet Chandon. Notizia appresa dal Corriere della Sera. -- Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/12/2006 11:50:00 PM

[Mondovisione] 7 cose da sapere sui consumatori cinesi

Da una ricerca della JWT realizzata da Tom Doctoroff dal titolo “Twelve Facts about the Confucian Consumer” e pubblicata su Mediapost. Da notare che nel corso del 2006 uscirà un libro scritto su questo argomento dallo stesso Doctoroff con interessanti notizie per gli imprenditori statunitensi (e magari italiani!) che vogliono investire in Cina (edito da Palgrave Macmillan). 1. I cinesi, a differenza degli americani, mettono l’ananas e non i salumi sulla pizza. Tutti i cibi sono divisi in caldi e rinfrescanti, e queste due sensazioni devono essere bilanciate in ogni momento, quindi la pizza (calda) va unita all’ananas (rinfrescante). - Problemi per l’abbinamento cibo-vino?? 2. In China, "fresco" vuol dire "vivo." Un’eredità del taoismo, i cinesi sono profondamente contrari ai conservanti prodotti dall’uomo – per i cinesi quindi, il vino vero si fa in vigna, non in cantina! Ma non l’abbiamo già sentita questa? ;-) 3. Nella società confuciana, secondo Doctoroff, lo status sociale è un investimento, quindi i consumatori fuori casa puntano al premium price (straniero) e all’esclusività. A casa, la sensibilità al prezzo aumenta drasticamente. – vino cinese a casa e grandi vini italiani, francesi o californiani al ristorante? 4. I cinesi non organizzano mai dinner-party (cene con un gruppo di amici). La casa è un luogo di rifugio e fuga. La comodità e il conforto sono i concetti chiave. Nessuna necessità quindi di fare offerte sulle casse di vino! 5. Più dell’80 per cento delle coppie di Shangai si sposano con un anello di fidanzamento, rispetto a nessuno giusto un paio di anni fa. In un mondo che cambia, gli uomini devono dimostrare il loro amore con i fatti. - Una bottiglia di vino è per sempre – De Vins. 6. Una donna di potere decora il suo cellulare da 1000 $ con adesivi di Hello Kitty. Deve dimostrare che è dolce fuori, ma più simile alla Thatcher dentro – ok quindi alle marche di vini come “Flower Label” di Georges Duboeuf, basta che all’interno ci sia un vino molto strutturato da 16%. 7. In Cina, la bellezza femminile è uno strumento di emancipazione per le donne. La chirurgia plastica diventa importante per trovare un lavoro, non un uomo. – Ok quindi alla vinoterapia: non in luoghi sperduti da ultra relax, ma nel beauty centre sotto l’ufficio!
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/12/2006 10:28:00 AM

1/10/2006

Eno-bilancio 2005: nuovo record per la Franciacorta

Oltre 6 milioni (+13% rispetto al 2004), le bottiglie di Franciacorta Docg consegnate nel corso del 2005, secondo il Consorzio per la Tutela del Franciacorta. "Il successo commerciale registrato dal Franciacorta nel 2005 - ha dichiarato Adriano Baffelli, direttore del Consorzio - non è casuale: rientra in un trend costante di crescita, che da alcuni anni premia le scelte strategiche fondamentali, compiute dai lungimiranti produttori di questo pregiato angolo di terra bresciana". E il Presidente del Consorzio, Ezio Maiolini, ha evidenziato come la Franciacorta sia una zona caratterizzata da una straordinaria vitalità imprenditoriale. Ne sono testimonianza, oltre agli investimenti in vigna e in cantina (che permettono di formarsi aspettative positive anche per i prossimi anni), anche iniziative come il Festival del Franciacorta, che da evento-degustazione sul territorio diventa una manifestazione itinerante di grande impatto per l'immagine delle "bollicine made in Italy" (la prossima tappa è prevista per febbraio, con il Luxury & Yahcts a Verona). Fonte Agi

[Distribuzione] 33 trentini volarono a New York

La notizia dell’esportazione negli US delle etichette più rappresentative dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige mi ha fatto tornare in mente il vecchio scioglilingua che cominciava con “33 trentini...”.
Dal primo gennaio le etichette più rappresentative dell’Istituto Agrario, vengono infatti distribuite negli Stati Uniti dalla Vias, società di export guidata dal trentino Fabrizio Pedrolli, già distributrice dei vini di aziende come Planeta e Romano Dal Forno. New York, Florida, California e Illinois i primi stati a essere coperti anche se, sia ben chiaro, non è nelle intenzioni dell’Istituto puntare ai grossi numeri. L’obiettivo Niente di spiccatamente commerciale nei progetti dell’Istituto Agrario. Il direttore generale Alessandro Dini ha infatti dichiarato che “non è nella nostra mission la competizione commerciale ma intendiamo essere presenti in un circuito di ristoranti di grande qualità per rafforzare la nostra immagine". In cifre 8.000 bottiglie e tre etichette, per questo primo anno: Castel San Michele Rosso, Pinot Bianco e Prepositura. L’intenzione è di ampliare già nel 2007 il portafoglio prodotti destinato all’export. L’Istituto Agrario conta su una produzione di 200 mila bottiglie l’anno, di cui il 30% è destinato all’esportazione (in Austria, Germania e Inghilterra)e un altro 30% viene commercializzato nello stesso Trentino.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/09/2006 02:38:00 PM

1/08/2006

[Mondovisione] USA e vino: Italia batte Francia

La Coldiretti ha annunciato ieri dati ancora molto positivi sulla performance del vino italiano negli Stati Uniti in relazione alla Francia. I risultati, ottenuti dall'elaborazione dei dati raccolti dall'Italian Wine Food Institute e relativi ai primi 10 mesi del 2005, confermano la performance positiva che ha già fatto notizia nel corso dell'anno passato. "Per ogni bottiglia di vino francese venduta negli Stati Uniti i consumatori americani ne hanno acquistate quasi tre di vino made in Italy" hanno dichiarato alla Coldiretti, con un aumento a valore delle importazioni nel 2005 pari al 15,7%. Fonte Adnkronos Foto di Ivonne Stepanow
-- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/08/2006 10:34:00 PM

1/07/2006

[Mondovisione] Macché Cina, puntiamo alla Norvegia!

Ovviamente si tratta di una provocazione, visto che i numeri parlano chiaro e la popolazione cinese è notoriamente più numerosa di quella norvegese – e poco ci vuole comunque. Tuttavia, ho trovato interessante la notizia della crescente popolarità del vino per il consumatore norvegese, soprattutto vista la particolarità del mercato norvegese rispetto ad altri mercati europei.

Il quadro economico
Innanzitutto è bene ricordare che la Norvegia non fa parte dell’Unione Europea, dopo due referendum (1972-1994) dai risultati negativi. Malgrado questo, esistono accordi particolari all’interno dell’Agreement on the European Economic Area (EEA) tra UE, Norvegia, Islanda e Lichtenstein che rendono più semplici i rapporti commerciali.
Il quadro economico della Norvegia, sembra molto positivo, con un reddito pro capite pari a 35 mila euro annui, buone prospettive di crescita, e conti dello stato da far invidia grazie soprattutto alle esportazioni di petrolio.

Il monopolio del mercato
La vera particolarità del mercato norvegese delle bevande alcoliche, sta nell’introduzione di un monopolio di stato per la gestione del mercato del vino, Vinmonopolet. Eliminare i profitti privati dal commercio del vino, ha contribuito secondo il governo norvegese a controllare meglio il consumo di alcolici (da sempre un problema nazionale). Vinmonopolet si occupa quindi della distribuzione, attraverso una fitta catena di punti vendita in cui i commessi si curano anche dell’aspetto sociale del consumo di alcolici, in riferimento, ad esempio, all’uso di alcolici tra i giovani. Non è un caso se Vinmonopolet si definisce una moderna catena di distribuzione con una forte responsabilità sociale. Dal sito di Vinmonopolet emerge poi che lo sviluppo di questa catena di punti vendita sia stato secondo loro “imposto” dalla Francia, per assicurare in tutto il paese una distribuzione stabile e continua dei loro vini. In tutta onestà non riesco a capire come un paese estero possa avere alcuna sovranità su un monopolio nazionale... ma forse chi si lamenta che certe politiche nell’UE siano decise esclusivamente da Francia e Germania dovrebbe pensare a quei poveri norvegesi che neanche fanno parte dell’UE.

Il consumatore norvegese e il vino
Vinmonopolet pochi giorni fa, ad ogni modo, ha annunciato delle stime di vendita pari a 53,5 milioni di litri di vino per quest’anno, con un incremento del 22% rispetto al 2000. Questi dati riflettono solo il monopolio e non le importazioni private. Questo, secondo Jens Nordahl di Vinmonopolet, è causato da un miglioramento della qualità della vita in Norvegia e da un aumento del numero di negozi che vendono vino. Non solo, i norvegesi si stanno appassionando alla cultura del vino durante i loro viaggi, soprattutto quelli nel Mediterraneo. E sulla scia di questa nuova passione si sta sviluppando una nuova ristorazione filo-mediterranea e come si sa, lo sviluppo della ristorazione è il primo volano per le esportazioni di vino all’estero.

Foto di Tomasz Szurkowski


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Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/07/2006 12:47:00 PM

1/04/2006

[Nuove tecnologie e innovazione] Smashed grapes - Uve schiacciate e tappo a vite

Smashed grapes, uve schiacciate, è il nome del brand lanciato a fine settembre da North Lake Wines, una divisione di Constellation Wines US. I vini Smashed Grapes sono un po' come le Pringles del vino. Un packaging dai colori vivaci che ben rispecchia il gusto definito del vino, e una campagna pubblicitaria pressante e coloratissima, anche nei punti vendita. Il target: consumatori nella fascia 25-34 anni che si interessano di vino ma detestano tutto ciò che può essere simil-elitario e rituale attorno a esso.
Il prodotto dal punto di vista marketing sembra studiato fin nei minimi particolari, incluso il gusto, fruttato ma dotato al tempo stesso di una freschezza accattivante, senza farsi mancare un passaggio in legno di rovere. Quanto al tappo, la scelta è stata quella del tappo a vite, l'ideale, secondo il winemaker Ken Shyvers che cura il brand, per vini in questa fascia di prezzo ($10).
Da un punto di vista da marketer, non posso che apprezzare la strategia quasi da macchina da guerra con cui è stato studiato il lancio del brand - con tanto di flyer a scaffale per promuoverli, mega espositori nei punti vendita, cartoline promozionali e buoni sconto da $3 per la prova.
Eppure al tempo stesso non riesco a condividere il posizionamento "premium" che ha questo vino. Con un'offerta così variegata come quella del vino, molto più di quelle di altre bevande alcoliche, comincio a pensare che non basta una fascia di prezzo per definire un prodotto premium, serve per il vino qualche elemento in più. Ma del resto, forse l'unico problema è che non rientro nel target - se non per l'età - e quindi non sono in grado di apprezzare appieno il concept.

Notizia appresa inizialmente da Package Design



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Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie e innovazione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/04/2006 03:08:00 PM

1/03/2006

Assoenologi, allargamento UE e vino

Da un'agenzia di ieri dell'AGI, emerge lo scetticismo di Assoenologi, nella persona di Mario Consorte, sul rapporto tra allargamento dell'Unione Europea a 25 membri ed espansione del mercato del vino. Consorte ha evidenziato come gli unici ad avere un buon potere d'acquisto sono gli abitanti delle tre Repubbliche Baltiche, ma che ammontano in tutto a soli 8 milioni. Quanto agli altri paesi, pur contando insieme per 67 milioni, hanno un consumo di vino più basso, e per di più lo producono localmente. Non solo. Il direttore dell'Assoenologi, Giuseppe Martelli, ha aggiunto che i nuovi paesi membri hanno già chiesto a Bruxelles di aumentare le loro quote di vigneti, e ciò comporterà un notevole aumento dell'offerta di vino, e quindi della concorrenza all'interno dell'Unione Europea, soprattutto per i vini di fascia medio-bassa. Un fatto particolarmente grave, secondo lo stesso Martelli, visto che uno dei punti di forza dei vini italiani è sempre stato il buon rapporto qualità prezzo. Perciò, ha concluso Martelli, sarà necessario effettuare qualche cambiamento. Ben venga lo scetticismo, e soprattutto la concorrenza, ma solo se spinge ad agire di conseguenza. Del resto non sarebbe una cattiva idea migliorarsi nella fascia di vino di qualità-medio bassa, tanto più che è proprio quello a cui sta puntando l'Australia recentemente, cercando di rilanciare l'immagine dei suoi vini, guarda caso, dal buon rapporto qualità-prezzo come quelli italiani.

1/02/2006

[Mondovisione] Vini spagnoli negli Stati Uniti, il contrattacco

Dopo la recente crescita delle esportazioni di vini italiani negli Stati Uniti, gli spagnoli passano al contrattacco attraverso gli uffici statunitensi dell'equivalente spagnolo dell'ICE, l'Icex.

Wines of Spain è il brand che ha sviluppato l'Icex per promuovere i vini spagnoli all'estero. Dagli uffici di New York, è partita una nuova campagna affidata alla Cornerstone Communications, agenzia della Grande Mela specializzata in pubbliche relazioni e comunicazione per istituzioni ed enti governativi. La campagna, che si focalizza principalmente sull'Albariño, prodotto nella Rias Baixas, in Galizia, è suddivisa in attività dirette alla distribuzione e ai consumatori nella fascia di età 25-45 anni. Gli Stati Uniti del resto rappresentano il 45% delle esportazioni della Rias Baixas.

Alla base della campagna, dal titolo Exceptional with everything, or nothing sta l'intenzione di aumentare la conoscenza dell'Albariño anche attraverso una serie di degustazioni, per dimostrare la versatilità di questo vino nell'abbinamento col cibo e incoraggiarne al tempo stesso il suo utilizzo come aperitivo. Exceptional with everything, or nothing si affianca ad altre attività già established di promozione dei vini spagnoli, come The Great Match: Wine & Tapas 2005, una degustazione itinerante di 200 vini spagnoli in abbinamento con tapas di ispirazione internazionale, in 6 grandi città statunitensi; o ancora Celebrate Spanish Wines.

Attraverso il sito di WinesfromSpainè possibile, per il consumatore statunitense, ordinare gratis una guida ai vini spagnoli dal titolo "Far from ordinary Wine Guide 2005-06".


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Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 1/02/2006 04:33:00 PM

12/28/2005

[Mondovisione] Dopo Disneyland Paris, in Francia si passa a L’Imaginarium...

L’Imaginarium, la magie des bulles, è il nuovo tentativo di promuovere i vini spumanti francesi fuori dalla terra dello Champagne. Un parco tematico dedicato alle bollicine che aprirà la prossima primavera in Borgogna, vicino a Nuits-Saint-Georges, nella sede del gruppo Boisset. Attività ludiche e interattive in pieno stile Disneyland ma con il plus del finale educativo, per conoscere le bollicine in ogni fase della loro produzione, dalla vigna fino all’arrivo sulle nostre tavole. La visita si svolgerà in tre fasi: la prima di scoperta interattiva, la seconda durante la quale verrà proiettato un film che avrà come eroina proprio una bolla, e la terza che si concluderà, per il vero piacere dei visitatori, con una degustazione di tre vini (che presumo saranno i crémants di Louis Bouillot, che fa appunto parte del gruppo Boisset). Inutile dire che non mancherà il negozio dei souvenir all’interno del parco! L’ideatore di questo progetto è il négociant borgognone Boisset, che si è avvalso della collaborazione di grandi nomi della scenografia per la realizzazione del parco tematico. A gestire il parco sarà però Joachim Schafer, già responsabile dell’ente turismo della Côte d’Or. L’intenzione è quella di approfittare al tempo stesso del crescente turismo del vino, ma anche di quello industriale – il parco si troverà infatti all’interno della sede del Gruppo Boisset. Si prevedono 30mila visitatori il primo anno, e il doppio successivamente.
Foto di Mark Miller -- Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/28/2005 11:20:00 AM

12/26/2005

Consumi: gli italiani a tavola - le prime statistiche

Dai primi rilevamenti di Coldiretti, risulta un aumento della spesa degli italiani a tavola del 3,7% rispetto al 2004 (pari a 2,6 miliardi di euro). In cima alla lista della spesa prodotti tipici dell'agroalimentare italiano come il Parmigianno Reggiano (+3,8%), mentre risultano in calo i consumi di salmone, ostriche e caviale. Fonte ANSA. A questo proposito, consiglio di leggere i miei post dell'8 dicembre, Esperya smentisce la CIA e quello del 2 dicembre sui dati della Cia Foto di Mark Monciardini

Sulle pubbliche relazioni e il vino

Ho letto poco fa un interessante post del Franco Tiratore sul rapporto tra Pubbliche relazioni e vino e su come ormai sia diventato fondamentale, anche per un'azienda vinicola, ricorrere a un'agenzia di pubbliche relazioni o di marketing per finire sui giornali.
E' vero, “la qualità conta, ma tenere i rapporti conta ancora di più.” Avere un ottimo vino non basta, se nessuno sa che esiste. Per giunta, aggiungerei che le pubbliche relazioni hanno dei costi-contatto molto più bassi di una campagna stampa, o peggio ancora televisiva. Anche per questo sono uno strumento vincente che le aziende dovrebbero imparare ad adottare ricorrendo alle persone giuste – e qui cito nuovamente il Franco Tiratore “ce ne sono d’innumerevoli, di capacissime e di disastrose”. Il fatto è che questa cosa non mi scandalizza affatto, e vi spiego perché. Non è un problema solo italiano, se lo si può dire problema. E’ una situazione che riguarda ogni paese e ogni prodotto. Le pubbliche relazioni sono diventate indispensabili in ogni settore per motivi di costo-contatto ridotto e di approccio differente del consumatore nei confronti di una pubblicità piuttosto che di un articolo che si spera non sia la solita "marchetta". E se non si vuole abbassare il vino a un prodotto qualsiasi, per le sue chiare implicazioni emotive, non si può negare neppure che il meccanismo pubbliche relazioni-qualità sia valido persino nel campo delle arti. Altrimenti certe mostre alla Tate Modern di Londra proprio non me le spiegherei. Foto di Bulet Ince

12/25/2005

[Comunicazione e Promozione] Risolvere la crisi del vino con donne e passaparola

Con i dati statistici che confermano il trend di crescita del consumo di vino al femminile (secondo un’intervista di AC Nielsen pubblicata la scorsa estate) ho trovato particolarmente interessante un post su E-fluentials Blog, il blog della società di pubbliche relazioni Burson-Marsteller. In questo pezzo si parlava non tanto di consumatrici di vino quanto di crescente potere di acquisto delle donne in generale, grazie alla sempre più rilevante attività lavorativa e al prolungarsi dello status single. Nel post si cita una ricerca in base alla quale le donne sono più propense degli uomini a stimolare, e farsi influenzare dal passaparola. Uomini e donne hanno infatti modi diversi di comunicare, percepire e interpretare le informazioni. Secondo quanto scritto, senza perdere tempo (e budget pubblicitari) lasciandosi travolgere dallo stereotipo “inflazionatissimo” delle donne più emotive degli uomini – meglio puntare a capire come interpretano fiducia, valore e lealtà verso il venditore (ad esempio l’enoteca sotto l’ufficio - non quella sotto casa perché queste donne, ricordiamolo, lavorano!), e come si fanno coinvolgere dall’esperienza positiva di amici e parenti di cui si fidano. Secondo Marti Barletta, esperta di marketing e target femminili e autrice di Marketing to Women, poiché le donne curano molto più approfonditamente la loro decisione di acquisto, è più difficile che cambino opinione successivamente, e quindi sono praticamente già fidelizzate. Per cui niente attività di co-marketing con Tempo e Kleenex del tipo compri una cassa di vino e ricevi 10 confezioni di soffici fazzoletti di carta – ma piuttosto occorre stimolare tutte quelle iniziative, anche online, che danno inizio alla spirale del viral marketing e al passaparola. E ancora, da parte dei distributori, è indispensabile fornire sempre maggiori informazioni sul prodotto che si sta cercando di vendere, e consolidare le iniziative di fidelizzazione, magari inventandosi qualcosa proprio diretto al target femminile. Foto di Lotus Head

-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/25/2005 03:41:00 PM

12/19/2005

[Mondovisione] Project Genome - la psiche del consumatore secondo Constellation Wines US

Quest'autunno Constellation Wines US ha presentato uno studio fatto in collaborazione con la Copernicus Marketing Consulting che traccia un profilo del DNA del consumatore di vino di qualità (e cioè che ha acquistato nel mese precedente l'intervista, almeno una bottiglia al prezzo di almeno 5 dollari. Una specie di "Sinottica" di Eurisko, ma wine-focused. Il panel ha incluso oltre 3500 persone, che hanno risposto a circa 100 domande. Le domande erano incentrate su aspetti prettamente psicologici come attitudini e motivazione, e altri più direttamente commerciali come abitudini di acquisto e consumi, ma con attenzione anche alle attività svolte nel tempo libero.
Ne è risultata una suddivisione del consumatore in 6 categorie principali.
Enthusiasts - entusiasti (12%) - elemento caratterizzante: sono coinvolti in ogni aspetto del consumo, dalla scelta della bottiglia alla condivisione di questa con amici e parenti. Si studiano le etichetta ma anche le riviste specializzate e sono contenti poi di parlare di quello che hanno imparato con i loro cari.
Image seekers - attenti all'immagine (20%) - elemento caratterizzante: hanno bisogno di sentirsi sofisticati e divertenti, avventurosi e alla moda. Tipicamente, se non sono sicuri su quale vino comprare, comprano quello più costoso perché il prezzo più elevato li rassicura ma possono scegliere anche in base all'etichetta!
Savvy shoppers - acquirenti saggi (15%) - elemento caratterizzante: sono alla ricerca del grande vino a un prezzo vantaggioso, puntano diritto all'isola promozionale; sono convinti che un ottimo vino non deve necessariamente costare una fortuna.
Traditionalists - tradizionalisti (16%) - elemento caratterizzante: puntano al vino dell'azienda conosciuta, con una lunga storia alle spalle.
Satisfied sippers - degustatori soddisfatti (14%) - elemento caratterizzante: non si curano di quello che bevono né tanto meno di bere sempre lo stesso vino perché preferiscono andare sul sicuro quando lo propongono agli amici o in famiglia.
Overwhelmed - spaesati (23%) - elemento caratterizzante: con tutta l'offerta di vini a scaffale, sono persi e hanno bisogno di descrizioni chiare - in retroetichetta ma anche nella disposizione dei prodotti a scaffale, e meglio ancora dei consigli di un esperto nel punto vendita o nel ristorante. Hanno paura di sbagliare nella scelta del vino.

Come ha dichiarato José Fernandez, presidente e CEO di Constellation Wines US, "questi risultati ci danno un nuovo e impressionante livello di conoscenza dei bisogni e delle preferenze del consumatore."
Per approfondimenti


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Posted by Slawka G. Scarso to Mondovisione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/18/2005 11:28:00 PM

12/18/2005

[Letture utili ] La distruzione creativa secondo Padoa-Schioppa

Segnalo questo interessante editoriale firmato da Tommaso Padoa-Schioppa sul Corriere della Sera. Da leggere! Ecco alcuni estratti "L'economia italiana non riprenderà vigore senza un combinarsi di costruzione e distruzione: imprese o settori che declinano e scompaiono, altri che nascono e prosperano." "È quasi impossibile che la costruzione proceda tanto in fretta da evitare la pena della distruzione: posti di lavoro perduti, aziende che chiudono." La distruzione creativa - i vecchi posti di lavoro e le nuove imprese. -- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/19/2005 09:35:00 AM

12/15/2005

[Nuove tecnologie] Vino personalizzato made in USA

E' la nuova trovata... pare. E lascia allibita anche una "markettara" come me. Per farlo viene utilizzato, udite udite, del succo d'uva sufficientemente stabilizzato per essere conservato senza problemi in negozio, scelto in seguito a un colloquio tra cliente e franchisee - che non deve essere per forza un enologo, per intenderci. A questo punto, in un mega caraffone il cliente può mischiare succhi d'uva dei vari vitigni, e poi il franchisee, abracadabra, aggiunge l'ingrediente magico, il lievito!!! (e anche qualche altro additivo). Parte la fermentazione e dopo 4-6 settimane in cui il franchisee custodisce amorevolmente il vino, viene filtrato. Seguono poi imbottigliatura ed etichettatura. Va bene la customizzazione - scusate il neologismo ma il tema se lo stramerita - ma non se si va a scapito della qualità. Per chi fosse interessato, vista la mia passione per gli hobby creativi, come primo proposito per il nuovo anno mi prometto di inventare una carta speciale per incartare il vino in tetra-pak (qualità medesima a quella del vino fai da te, se non migliore)... ovviamente niente ITX per le decorazioni!! Altro che personalizzazione del succo d'uva!

Notizia inizialmente appresa da Lifestyle - Cibo e Vino
Per maggiori dettagli: Apogeo Online
Foto di
Mario A. Magallanes Trejo


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Posted by Slawka G. Scarso to Nuove tecnologie - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/15/2005 11:14:00 PM

12/14/2005

[Distribuzione] Discount per il vino in Germania

Alla faccia di tutti gli hard discount che in Germania stanno mettendo a dura prova i fatturati e l'immagine del vino con le promozioni, in una lotta al ribasso quasi si trattasse il nettare di Bacco alla stregua di un detersivo formato 70 misurini da mettere sul volantino e in isola promozionale, la Hawesko AG, sta pianificando l'apertura - in prova- di tre discount per il vino.

L'azienda è un vero manifesto della verticalizzazzione, altro che canale corto! Oltre a produrre vino, opera infatti come grossista, dettagliante e nel commercio per corrispondenza (con i marchi Wein Wolf, Jacques, Hanseatisches Wein, Sektkontor, Wein-Depot). Ed è anche il maggiore importatore tedesco di vini!

Aldi e Penny Mart, cominciate a tremare... (Fonte ICE DÜSSELDORF 12.12.2005)


Foto di
Marja Flick-Buijs

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Posted by Slawka G. Scarso to Distribuzione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/14/2005 02:03:00 PM

Italia Internazionale

Ice e Ministero delle Attività Produttive si sono uniti per questo nuovo progetto che attraverso un nuovo portale internet, punta a potenziare la competitività del Mezzogiorno sui mercati internazionali. Come? attraverso un unico accesso ai singoli sistemi regionali per la promozione delle imprese all'estero. Centralizzare, quindi, per semplificare e coordinare l'attività di internazionalizzazione svolta a livello centrale con quelle prese singolarmente da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e dal Molise. Il sito, attraverso percorsi guidati, fornisce alle aziende che si affacciano sui mercati esteri tutte le informazioni necessarie per ogni singolo paese, elencando inoltre gli strumenti e le agevolazioni offerti da Ice, Sace e Simest. Ottimo lavoro ma... non voglio sembrare quella che sta a cercare sempre qualcosa che non va, ma mi chiedo due cose: 1) non si poteva trovare un sito dall'indirizzo più facilmente memorizzabile di www.itint.gov.it?? 2) possibile che nella homepage, nell'header c'è già un errore??? C'è infatti scritto "6 regioni per 5 continenti", ma se quanto attesta la nota dell'Adnkrons datata 12.12.2005, le regioni sono 7... c'è qualcosa che non va! Purtroppo cercando sui siti delle varie istituzioni coinvolte non trovo comunicati stampa a conferma o smentita...

[Marketing solidale] Marketing solidale e Fernet Branca

Segnalo un’iniziativa di marketing solidale di cui ho appreso dalla newsletter di InformaCIBO. Fratelli Branca, per celebrare i 160 anni del marchio ha deciso di donare all’ospedale San Raffaele di Milano 70.000 euro per la ricerca nelle malattie cardiovascolari.

“Con 160 anni alle spalle guardiamo sempre al futuro. Non solo nostro” ecco lo statement della campagna pubblicitaria.

Un’azione di marketing solidale studiata in ogni suo aspetto. La scelta di unirsi a un’istituzione ospedaliera nata a Milano, come la stessa azienda non è casuale. E la tematica non è solamente medica ma si arricchisce di aspetti sociali.
Per questa occasione sono state prodotte delle apposite bottiglie celebrative, collegate a un concorso a premi a dimostrazione dell’intenzione, da parte dell’azienda, di ottimizzare la visibilità dell’iniziativa agli occhi del consumatore, e di coinvolgerlo ancora di più nel progetto di charity. Al consumatore è infatti diretta l’esortazione a effettuare una donazione e sostenere la FONDAZIONE ARETE’ Onlus. Non solo, si tratta anche di un’azione di co-marketing poiché vede la collaborazione con l’azienda Salvini che ha offerto i gioielli in palio.

Un ottimo modo di celebrare un importante anniversario da parte di un’azienda che da sempre ci ha abituato a una comunicazione graficamente elegante e dai testi efficaci – a partire dal primo annuncio pubblicitario apparso su “La perseveranza” a febbraio del 1865, passando per i celebri manifesti Liberty di qualche decennio dopo, in piena Bell’Epoque. A questo proposito consiglio di visitare la sezione "comunicazione" del sito dei Fratelli Branca.


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Posted by Slawka G. Scarso to Marketing solidale del vino e dell'agroalimentare at 12/14/2005 06:51:00 AM

12/11/2005

[Comunicazione e Promozione] Allargare il mercato grazie alla letteratura

Reduce dalla fiera dei piccoli editori (Più Libri Più liberi) che chiude oggi la sua quarta edizione a Roma al Palazzo dei Congressi, mi sento in vena di parlare di un'iniziativa che si aggiunge a quelle che uniscono il vino alle arti e alla letteratura.
Stavolta si parla di Sicilia e di Camilleri, uno scrittore che racconta la Sicilia e che alla faccia di tanti che sono convinti che per vendere all'estero bisogna fingersi americani, è riuscito a esportare storie e personaggi tutti siciliani confermando che bisognerebbe scrivere di ciò che si conosce davvero.
E proprio per sfruttare l'appeal internazionale dei romanzi di Camilleri e rilanciare alcuni vini, è nata l'idea dei fratelli palermitani Scordato, con il marchio Vigata, il luogo immaginario in provincia di Montelusa in cui sono ambientate le vicende di Montalbano che si era già rivelato "promoter" dei vini semplici, che faceva suo padre. A distanza di circa un anno e 30.000 bottiglie di vino vendute, i vini Vigata, in tutto 6, di diverse cantine siciliane tra cui Santa Ninfa e Cantina di Cellaro, sono distribuiti non solo da Roma in su, ma soprattutto all'estero, Stati Uniti e Regno Unito inclusi. Curiosamente i vini non hanno trovato lo stesso successo sul mercato siciliano. Questione di saturazione della domanda, come sostengono gli ideatori del progetto, oppure si tratta del classico fenomeno per cui un romano si metterebbe più difficilmente una maglietta con scritto I LOVE ROMA rispetto a un turista?

Tralasciando il vino, e concentrandoci sullo scrittore, segnalo poi il Camilleri Fans Club, che ha un sito simpatico pieno di curiosità sull'autore e i suoi romanzi.


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Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/11/2005 01:02:00 AM

12/08/2005

Esperya smentisce la Cia???

Non ci si capisce più molto... nel toto-statistiche e nel fanta-previsione dei consumi natalizi ognuno ha da dire la sua e ognuno ha una versione diversa dei consumi degli italiani in queste festività natalizie. Da un’Ansa di ieri è emerso che un 30% in più degli italiani utilizzeranno internet per effettuare i loro acquisti natalizi. Ma il bello è che gli italiani per quest’anno hanno intenzione di fare, secondo Esperya, soprattutto regali gastronomici. Non molto in coerenza con la notizia che ho citato giusto un paio di giorni fa sul crollo dei consumi alimentari natalizi, vini inclusi (fonte Cia).
Che dire? Forse che visto che le aspettative negative creano risultati economici negativi, e visto che nessuna di queste ricerche è in grado di predire esattamente cosa accadrà questo Natale, forse sarebbe nell’interesse di tutti pronunciare delle aspettative positive. Al massimo ci saremo illusi, ma non avremo peggiorato la situazione. In quest'ottica mi sembra molto più positiva la campagna lanciata proprio in questio giorni dagli studenti universitari di Azione Universitaria - "Per Natale regala -made in Italy- cresce l'Italia".

[Letture utili] Grassroots Marketing For the Restaurant Industry

Un libro da non perdere, per chiunque ha voglia di dare un nuovo slancio alla gestione e soprattutto all'immagine del proprio ristorante. Adam Barringer riesce attraverso questo breve libro a far scattare nel lettore una sorta di effetto valanga della creatività, dove da un'idea ne nasce un'altra e poi un'altra ancora. Sebbene non sempre sono propensa alle sponsarizzazioni, ammetto che nell'ottica in cui le pone Barringer, e cioè per sviluppare la vicinanza con le iniziative territoriali, e quindi con i clienti potenziali del ristorante, assumono tutta un'altra importanza. E convincono pure me.
Unico neo, il libro non è ancora stato tradotto. Ma per chiunque abbia voglia di cimentarsi con un testo in inglese - e la scrittura è decisamente intuitiva e affatto complessa - questa sarà la lettura che riuscirà a riempirvi di grinta e nuove, brillanti idee. Grassroots Marketing for the restaurant industry - Adam Barringer - pp.119 - £10.99 - Editore iUniverse Grassroots marketing -- Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/08/2005 06:29:00 AM

12/07/2005

[Letture utili] Il marketing del vino in Europa: consumi, canali, distributori e importatori

Questo libro non è tanto un manuale quanto una fotografia del mercato del vino. Da questo punto di vista forse il titolo è un po’ fuorviante. Non si parla tanto di marketing ma si fa un ritratto del mercato, delineando i tratti principali del consumatore, e fornendo un numero elevato di dati su canali di vendita, distributori, importatori. Nota positiva, per chi desidera entrare nel mercato, è la sezione su importatori e altri personaggi chiave del mercato internazionale. In questo senso può essere un valido strumento di lavoro. E forse merita gli 80 euro di prezzo di copertina che altrimenti sembrerebbero eccessivi per ottenere dei dati che già a due anni dalla pubblicazione, sono vecchiotti (i più recenti riportati sono del 2001). (pp. 256, Agra-Nomisma).


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Posted by Slawka G. Scarso to Letture utili - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/07/2005 07:42:00 AM

[Comunicazione e Promozione] In store promotion e influenza aviaria

La mia esperienza professionale mi ha sempre portato a collegare le promozioni nei punti vendita con la Gdo, le farmacie e le profumerie.
Per molti degli altri esercizi del retail del food - vedi gli alimentari & Co - le promozioni in-store e i materiali da distribuire nel punto vendita erano di difficile fattibilità, una questione legata soprattutto alle superfici ridotte degli esercizi commerciali.
Ma come sempre necessità fa virtù, e così, in tempi di panico da influenza aviaria nelle macellerie sono apparsi display con materiali informativi da fare invidia a un ipermercato del Nord-Ovest.
Un'attività promossa dagli assessorati all'agricoltura di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto che hanno finanziato la realizzazione dei materiali informativi e promosso la distribuzione in 5.500 macellerie delle stesse regioni.

Ecco l'elenco dei materiali creati per questa campagna:
  • Espositori da banco contenenti depliant informativi sull'etichettatura volontaria e le caratteristiche nutrizionali della carne avicola e cartoline con ricette di preparazioni gastronomiche a base di pollo e tacchino tratte da “Il Cucchiaio d'Argento” dell'Editoriale Domus.
  • Vetrofanie
  • Locandine


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Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/07/2005 03:08:00 AM

12/06/2005

[Comunicazione e Promozione] Il premio nome più originale per una fiera del food and wine

In un periodo in cui la globalizzazione è all'ordine del giorno, e con essa una marea di termini stranieri pronunciati in modo vergognoso - incluso il tanto comune "vineyards" in inglese pronunciato con vanto da chi mastica, dice lui, l'inglese, come "vainiards" quando la pronuncia esatta sarebbe "viniards", il premio per il nome più divertente e memorabile dovrebbe andare a una fiera del food che si tiene a Budapest: il Foodapest. Alla faccia di tutti quelli che non sanno pronunciare i nomi dei vitigni che entrano nella produzione del Tokaji, ecco in un piccolo gioco di parole, e di pronunce, il nome che secondo me dovrebbe vincere il premio come nome più originale nel panorama delle fiere enogastronomiche.
-- Posted by Slawka G. Scarso to Comunicazione e Promozione - Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare at 12/06/2005 06:43:00 AM

12/05/2005

[Turismo enogastronomico] TOSCANA: GRAZIE ALLA REGIONE MENU SPECIALE IN 638 RISTORANTI

Dal 4 dicembre e per una settimana basta con pochi clic si può per prenotare emozioni e sapori della Toscana a tavola. Uno speciale menù, al prezzo promozionale massimo di 25 euro è offerto dai ristoranti che aderiscono al progetto Vetrina Toscana a Tavola.
Ciascun menu sara' costituito da tre portate, piu' un calice di vino abbinato. Una rivistazione del menù turistico dando un forte accento alla qualità. Per farsi prendere per la gola da La Toscana e' servita, basta cliccare su www.vetrina-toscana.it, scegliere il ristorante nella lista di coloro che aderiscono e prenotare lo speciale menu A tavola in festa.

Fonte Adnkronos


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Posted by Slawka G. Scarso to Turismo enogastronomico - Marketing del vino at 12/05/2005 09:07:00 AM

12/04/2005

[Mondovisione] Attenzione ai vini australiani

Finora la competizione australiana aveva riguardato una fascia relativamente bassa di prezzo che ha inondato i mercati internazionali sgomitandosi la strada a scapito anche dei vini italiani.

Sono emersi tuttavia in questi ultimi mesi alcuni segnali che fanno pensare a un riposizionamento dei vini che vengono da "Down Under". Già quest'estate, in occasione dell'Australian Wine Marketing Conference numerosi relatori avevano esortato a puntare alla fascia di prezzo (e qualità) medio-alta. Ora entra in gioco anche Jamie O'Dell, direttore generale della Foster's Wine Estate che ha esortato i produttori australiani a puntare a un posizionamento più elevato per risolvere il problema della sovrapproduzione di vini in Australia.

Vitisphere, a questo proposito, fa notare come negli USA la crescita del mercato vinicolo è trainata da vini di prezzo superiore a $15, e in questa fascia i vini australiani rappresentano solo lo 0,5% del mercato mentre è proprio su questi prezzi che sono cresciute di recente le nostre esportazioni.
Attenzione quindi ai concorrenti australiani che da indiretti, seguendo i termini del marketing, hanno tutta intenzione di diventare concorrenti diretti.


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Posted by Slawka G. Scarso to Marketing del vino in mondovisione at 12/04/2005 03:28:00 AM

12/02/2005

Meno vini e prodotti tipici sulle tavole degli italiani secondo la CIA

E' questo il pronostico che ha fatto la Confederazione Italiana Agricoltori per il Natale 2005. Diminuirà, secondo questa ricerca, oltre al consumo di frutta e verdura (-18%) anche quello di prodotti tipici, con un decremento previsto del 12% - che riguarderà soprattutto salumi e formaggi. Stesso discorso per il vino, spumanti inclusi. Saranno 75, i milioni di bottiglie di spumante stappati quest'anno, con una diminuzione del 5% rispetto alle festività passate. Complessivamente 235 milioni di bottiglie contro le 260 milioni del 2004. Secondo la CIA, alla base di questo trend stanno due fattori: diminuzione delle disponibilità economiche e aumento sconsiderato dei prezzi al dettaglio. Fonte Adnkronos

12/01/2005

Il primo Wineblog della rete

Impossibile cominciare questo blog dedicato al marketing del vino e dell’agroalimentare senza parlare del primo blog dedicato al vino da parte di un’azienda, il Wineblog di Puiatti. L’azienda friulana in pieno stile weblog aggiorna i naviganti sulle iniziative che coinvolgono i vini Puiatti nel tono informale che si addice a questo nuovo strumento. Così Puiatti diventa come aziende del calibro di Adidas, anch’essa utilizzatrice del blog per aggiornare la stampa e non solo. Visto che i contenuti sono regolarmente curati dalla stessa persona, Elisabetta Puiatti, si sente quasi la mancanza di sezione del tipo “cosa sto leggendo” per arricchire di personalità un wineblog che è già piacevolmente personale. Comunicati stampa e blog